“Muto a chi?”: Gill, dai sacrifici per il figlio a una notte da eroe

“Muto a chi?”: Gill, dai sacrifici per il figlio a una notte da eroeTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 12:00Interviste e Storie
di Pietro Selvi
Dai sacrifici per mantenere il figlio alla super prestazione contro la Germania: la storia del portiere del Paraguay, Orlando Gill

Manuel Neuer? No, Orlando Gill. Dopo aver parato il rigore di Balbuena, pareggiando momentaneamente i conti per la Germania, il portiere 40enne stava già assaporando il premio di Man Of The Match per aver salvato la sua nazionale dall’eliminazione ai sedicesimi. Invece, il penalty sbagliato da Tah (a cui era stato annullato un gol nel primo tempo supplementare) ha regalato a Canale l’occasione di fare la storia del Paraguay

Il merito, però, è soprattutto del "collega" di Neuer, Orlando Gill. Se nella vittoria contro la Turchia nella fase a Gruppi c'era la sua firma con 0,67 gol evitati (secondo Sofascore), contro la Germania è stato indubbiamente l'uomo copertina. "Non ho parole per descrivere questo. Ci abbiamo lasciato l'anima, la vita e il cuore. Avevo promesso a mio nipote, ora ricoverato in Paraguay, che gli avrei dedicato il premio se lo avessi vinto", le sue prime parole con il premio di Man Of The Match tra le mani. Le lacrime finali, durante gli abbracci e i festeggiamenti insieme ai compagni, racchiudono tutti i sacrifici che hanno portato il classe 2000 alla super prestazione di stanotte.

POVERTÀ Orlando Daniel Gill Noldín non ha passato un infanzia semplice. Fino al 2019 giocava nelle giovanili del Club Sportivo San Lorenzo, ma non guadagnava abbastanza per mantenersi. Il sogno di arrivare nel professionismo, però, era troppo grande. Per questo, ha iniziato a vendere tutti i suoi beni per continuare a giocare: dalle maglie ai palloni, passando addirittura per le scarpe. Addirittura, ha venduto anche la maglia indossata durante il campionato Sudamericano con il Paraguay Under-20.  

Una storia che non poteva essere raccontata meglio se non da chi l'ha vissuta da molto vicino: la moglie Melissa. Anche perché, oltre al calcio, bisognava sostenere le cure mediche per un figlio nato con problemi di salute: "Quando Lauti nacque non avevamo nulla e Orlando vendeva le sue maglie del club in cui giocava all'epoca per poter coprire le spese. Nostro figlio ha lottato per la sua vita e suo padre è sempre stato lì per aiutarlo". Sicuramente, quando si è sdraiato sul terreno del Gillette Stadium di Foxborough, in USA, uno dei primi pensieri sarà stato per il piccolo Lauti.

MUTO - Una vittoria dal sapore di rivincita per Gill. Da ragazzo giocava in attacco, ma un suo vecchio allenatore gli impose di passare tra i pali se avesse voluto continuare a giocare. Da quel momento, la vita del classe 2000 è cambiata per sempre. E dire che questo Mondiale non era iniziato nel migliore dei modi per lui. Dopo la sconfitta per 4-1 contro gli USA, José Chilavert, leggenda del calcio paraguaiano degli anni '90, lo aveva definito "muto". Il motivo è intuibile: non urlava abbastanza e non riusciva a guidare al meglio la difesa. Ieri, invece, l'unico momento in cui è rimasto senza parole è stato il post-partita.

FESTA - Per definire Gill non c'è espressione migliore di 'eroe nazionale'. Non solo in senso metaforico. Grazie alle sue parate, decisive per il passaggio del turno del Paraguay, il presidente della Repubblica del Paraguay, Santiago Peña, ha decretato un giorno di festa in tutto il paese. "Si dichiara festa nazionale conforme alle disposizioni della legge N. 7544/2025 martedì 30 giugno 2026 per commemorare l'epico trionfo della nazionale paraguaiana ("La albirroja") sulla Germania tre volte campione del Mondo e lo storico passaggio agli ottavi di finale della Coppa del Mondo FIFA 2026" si legge nel decreto. Insomma, il nome di Orlando Gill è destinato a restare impresso nella memoria del suo popolo.

CANALE - Ma torniamo all'altro protagonista del match, José María Canale Domínguez. A 29 anni gioca nel Lanùs, in Liga argentina, come difensore centrale. A febbraio ha segnato il gol del definitivo sorpasso sul Flamengo nella finale di ritorno di CONMEBOL Recopa al Maracanã. Una rete che gli ha permesso di conquistare la sua prima convocazione con selezione maggiore del Paraguay. Tre mesi dopo, al suo primo Mondiale, il destino lo ha messo davanti a un altro pallone decisivo. Questa volta, però, portava sulle spalle il peso di un intero popolo. E non lo ha deluso.