Roma, la notte magica di Balerdi: entra e gela il Napoli con una doppietta
Ci sono serate in cui il calcio sembra aver già scritto il proprio finale. E poi ci sono giocatori capaci di cambiare la trama quando tutto sembra ormai deciso. Al Diego Armando Maradona, nel 3-3 tra Napoli e Roma, quel giocatore ha un nome e un cognome: Leonardo Balerdi. Il difensore argentino, entrato dalla panchina al 58', diventa l'assoluto protagonista della rimonta giallorossa, firmando una doppietta tanto sorprendente quanto pesante. Due reti che raccontano una partita dalle mille emozioni, nella quale la formazione di Massimiliano Allegri si ritrova per due volte con il vantaggio tra le mani senza riuscire a conservarlo. Prima la rovesciata di Anguissa, poi la doppietta di McTominay: il Napoli sembra avere tutto sotto controllo. Ma la Roma di Gian Piero Gasperini non si arrende e trova proprio nel suo difensore l'uomo capace di cambiare l'inerzia della serata.
Un protagonista inatteso, almeno per quanto riguarda il tabellino dei marcatori. Perché Balerdi, nella Capitale, sta già dimostrando di poter essere molto più di una semplice alternativa difensiva. Arrivato in estate dall'Olympique Marsiglia, dopo sei stagioni trascorse in Francia, l'argentino ha scelto la Serie A per misurarsi con un calcio diverso e affrontare una nuova sfida nella propria carriera. Un percorso iniziato nel Boca Juniors e proseguito in Europa tra Borussia Dortmund e Marsiglia, prima dell'approdo nella squadra di Gasperini. A Roma ha trovato un allenatore che chiede ai propri difensori coraggio, personalità e capacità di accompagnare lo sviluppo dell'azione. Caratteristiche che sembrano sposarsi perfettamente con il suo modo di interpretare il ruolo.
DAL PARAGONE CON BARESI ALLA NOTTE DEL MARADONA - Soltanto poche settimane fa, al termine della sfida contro il Torino, Gasperini aveva speso parole importanti per Balerdi, arrivando ad accostarne le caratteristiche a quelle di Franco Baresi. Un paragone impegnativo, che l'allenatore aveva accompagnato con le dovute precisazioni, sottolineando soprattutto l'aggressività, la velocità nei recuperi e la capacità dell'argentino di partecipare alla costruzione del gioco. Un'investitura importante per un giocatore arrivato da poche settimane nella Capitale, chiamato a conquistarsi spazio in una squadra che fa dell'intensità e della partecipazione collettiva i propri punti di forza. Parole che non erano passate inosservate e alle quali lo stesso Balerdi aveva risposto con grande lucidità, sottolineando come di Baresi ce ne fosse soltanto uno e come un accostamento del genere dovesse rappresentare soprattutto uno stimolo per continuare a migliorare. Un atteggiamento che racconta anche la personalità del classe 1999, consapevole delle aspettative ma desideroso di costruire il proprio percorso senza lasciarsi condizionare dai paragoni. Per Gasperini, d'altronde, Balerdi rappresenta il prototipo del difensore moderno: rapido nelle chiusure, aggressivo nei duelli, capace di difendere in avanti e sufficientemente sicuro nella gestione del pallone da partecipare alla manovra senza limitarsi alla semplice fase di contenimento. Al Maradona, però, l'argentino finisce per mostrare una qualità diversa, decisamente meno prevedibile per un difensore centrale: il fiuto del gol. Entra al 58', con la Roma sotto di due reti, e contribuisce a cambiare il volto della partita. Il suo ingresso permette a Gasperini di ridisegnare la retroguardia e aggiungere nuove energie a una squadra chiamata a recuperare un risultato complicato. Dopo il gol di Soulé al 69', Balerdi trova il pareggio al 74'. La sua è una partita che cambia progressivamente volto, trasformandolo da soluzione tattica a uomo decisivo. E quando il Napoli sembra aver ritrovato il controllo della sfida, l'argentino dimostra di avere ancora qualcosa da raccontare.
"IL MARADONA VUOLE VINCERE": IL BOATO, POI IL SILENZIO - Intanto, sugli spalti, il pubblico azzurro continua a spingere la squadra. "Il Maradona vuole vincere", ripete incessantemente il tifo napoletano. Un'atmosfera elettrica, quella dell'impianto di Fuorigrotta, dove ogni accelerazione viene sostenuta da migliaia di voci e ogni occasione sembra poter cambiare nuovamente il destino della partita. Non è soltanto una questione di risultato: il Maradona pretende una reazione, chiede ai propri giocatori di non abbassare la guardia e prova a trascinare gli azzurri verso una vittoria che, dopo il doppio vantaggio, sembrava ormai a portata di mano. Il boato lascia spazio all'incredulità, mentre la panchina giallorossa può celebrare una rimonta che sembrava impossibile. Per Balerdi è la consacrazione di una serata difficile da dimenticare. Due gol nella stessa partita, entrambi realizzati in momenti fondamentali, contro un avversario di primo livello e in uno degli stadi più caldi del campionato italiano. Una doppietta che assume un valore ancora maggiore considerando il ruolo del suo protagonista: un difensore centrale capace di trasformarsi, per una notte, nel principale riferimento offensivo della propria squadra. Ma ridurre la prestazione dell'argentino alle due reti significherebbe raccontarne soltanto una parte. A colpire è soprattutto la capacità di incidere immediatamente dopo il suo ingresso, senza accusare il peso della partita o la pressione di uno stadio che continua a spingere incessantemente la formazione di casa. Balerdi non entra in una situazione semplice: la Roma è chiamata a recuperare due gol, il Napoli ha entusiasmo e il pubblico prova a diventare il dodicesimo uomo in campo. Eppure, il difensore riesce a interpretare la sfida con personalità, accompagnando la reazione giallorossa e facendosi trovare pronto nei momenti in cui la squadra ha maggiormente bisogno di lui.
BALERDI, MOLTO PIÙ DI UNA DOPPIETTA: LA RISPOSTA SUL CAMPO A GASPERINI - La notte del Maradona consegna così due immagini opposte: da una parte il Napoli, trascinato dal proprio pubblico e incapace di difendere il vantaggio nel momento decisivo; dall'altra una Roma che trova nella determinazione e nella profondità della propria rosa le risorse per non arrendersi. E soprattutto consegna a Gasperini un protagonista inatteso, almeno nelle modalità con cui riesce a imporsi. Il paragone con Baresi resta legato alle caratteristiche difensive e alla maniera di interpretare il ruolo, ma al Maradona Leonardo Balerdi si prende la scena in un modo completamente diverso. Non con un anticipo, un recupero o una chiusura provvidenziale, ma con due reti che valgono un punto e impediscono alla Roma di uscire sconfitta da Fuorigrotta. E forse è proprio questa la fotografia più significativa della serata: un centrale difensivo che diventa l'uomo della rimonta, trasformando una partita apparentemente compromessa in una notte da ricordare. Nel giorno in cui il Maradona chiedeva a gran voce di vincere, è stato un difensore della Roma a prendersi l'ultima parola.