Oltre Salah e De Bruyne: i giocatori da seguire nel Gruppo G dei Mondiali
Il Girone G si presenta come uno dei più equilibrati del Mondiale. Il Belgio parte con i favori del pronostico, ma arriva al torneo in una fase di transizione tra la golden generation e i talenti chiamati a raccoglierne l’eredità. Per Courtois, De Bruyne e Lukaku potrebbe essere l’ultima grande occasione. Alle spalle dei Diavoli Rossi si preannuncia una lotta apertissima. Egitto e Iran sembrano partire sullo stesso piano. I Faraoni, sette volte campioni d’Africa, si affidano all’ultima grande avventura iridata di Mohamed Salah. Al suo fianco ci sarà Omar Marmoush, reduce da una stagione da protagonista con il Manchester City. La guerra ha condizionato la preparazione dell'Iran che sarà costretto a gestire una logistica complessa durante il torneo. Sul campo, però, resta una formazione organizzata e difficile da affrontare, guidata dall’esperienza offensiva di Mehdi Taremi. Più indietro nelle gerarchie la Nuova Zelanda, tornata al Mondiale a sedici anni dall’ultima partecipazione. Gli All Whites saranno trascinati dal capitano e bomber Chris Wood.
BELGIO, MATIAS FERNANDEZ-PARDO - Il Belgio arriva al Mondiale con più di qualche dubbio offensivo. Romelu Lukaku rappresenta un’incognita dopo una stagione vissuta in infermeria. I Diavoli Rossi, però, hanno una giovane risorsa a disposizione. In Spagna ne parlano come di un "talento perso". Matias Fernandez-Pardo è nato nel 2005 a Bruxelles, ma ha il padre spagnolo e la madre italiana. Ha rappresentato il Belgio fino all’Under 19, per poi optare per la Spagna. Ma Rudi Garcia e la federazione hanno lavorato personalmente per convincerlo in extremis e alla fine giocherà il Mondiale, dopo aver debuttato solamente il 2 giugno: "Ci ho pensato molto. Mi sento più belga che spagnolo. Non ho mai detto di voler giocare con la Spagna, si è trattato di un malinteso. Sono felicissimo di essere qui", ha raccontato dal ritiro belga. Attaccante versatile di 1.88, da due anni al Lille, potrebbe vestire i panni della sorpresa. Può giocare sia come punta centrale che come esterno, è forte nel cambio di passo e nell'uno contro uno: "Il paragone con Hazard? No, siamo completamente diversi. Sono un attaccante veloce, ho molta fiducia nei miei mezzi. Al Mondiale voglio vincere ogni partita, abbiamo molta qualità in squadra". In stagione ha ottenuto un bottino di 8 gol e 5 assist, attirando l’attenzione di alcune big europee. Da ultimo arrivato, il 2005 vuole provare a lasciare il segno.
EGITTO, HAMZA ABDELKARIM - L’Egitto affida molte delle sue speranze di qualificazione a Salah e Marmoush. Gli africani arrivano alla competizione con fiducia. Il cammino di qualificazione della selezione di Hossam Hassan infatti è stato perfetto: imbattuti con appena due reti concesse. Nella rosa, oltre ai suoi due campioni, i faraoni hanno un talento da tenere in considerazione: si tratta di Hamza Abdelkarim, attaccante classe 2008 acquistato in prestito dal Barcellona a gennaio. L’impatto con la maglia della squadra B catalana è stato positivo, con 5 gol in 7 partite. Nei suoi primi mesi in blaugrana ha convinto e Flick potrebbe dargli una chance durante la prossima pretemporada. L’ex Al Ahly, squadra in cui è cresciuto, proverà a mettersi in mostra in questo Mondiale. Dopo aver impressionato nell'Under 17 egiziana, con 12 gol in 21 presenze, ora avrà una grande occasione con la nazionale maggiore. Un giovane di belle prospettive che studia da Salah e Marmoush: Abdelkarim è pronto a sorprendere.
IRAN, AMIRMOHAMMAD RAZZAGHINIA - L’Iran di Ghalenoei giocherà il suo quinto Mondiale consecutivo. Detto delle difficoltà fuori dal campo, la nazionale asiatica dovrà fare a meno di due giocatori importanti come Gholizadeh (rottura del crociato) e Azmoun (non convocato). La media età della squadra è molto alta (30.4) ma nella rosa è presente un giovane classe 2006 che in patria è considerato uno dei volti del futuro. Amirmohammad Razzaghinia è un centrocampista centrale alto 1.87 che abbina fisicità e dinamismo. Non partirà titolare, ma proverà a ritagliarsi spazio durante il torneo. Gioca nell’Esteghlal, uno dei club più importanti in Iran, e ha ottenuto 21 presenze in stagione. È in crescita, ha giocato in tutte e tre le ultime amichevoli pre Mondiale e si candida a diventare centrale nelle rotazioni. Fisico e motore a centrocampo: Razzaghinia è una delle speranze della nuova generazione del Team Melli.
NUOVA ZELANDA, TYLER BINDON - La Nuova Zelanda parte con gli sfavori del pronostico, è la nazionale con il ranking più basso tra le 48 presenti. Blocco, basso, fisicità e verticalizzazioni su Wood sono i dogmi principali. Un altro aspetto su cui punterà molto la Nazionale di Bazeley è quello dei calci piazzati, situazione in cui potrà farsi valere il difensore centrale Tyler Bindon. Classe 2005, si è trasferito in California a 12 anni. Cresciuto calcisticamente negli Stati Uniti, è arrivato a vestirne la maglia dell’Under 19 prima di scegliere definitivamente gli All Whites. Il salto di qualità, per quanto riguarda l’esperienza nei club, lo fa con il passaggio al Reading, dove diventa colonna portante: porta addirittura la fascia di capitano nonostante la giovane età e viene eletto nella stagione 2024/2025 come miglior giocatore della squadra. Il Nottingham Forest se ne accorge e lo acquista per poi girarlo in prestito allo Sheffield United. Molto forte nel gioco aereo, difficile da battere nei duelli, è anche abbastanza rapido per la sua stazza. Se in fase offensiva praticamente tutto passerà dalle giocate di Chris Wood, in difesa molto dipenderà dalle sue prestazioni.