Women in B&W - Dalle montagne di Modena al primo gol in Nazionale: il sogno di Lenzini continua

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Oggi alle 14:23Interviste e Storie
di Cleris Ferrera
Dal piccolo paesino in provincia di Modena, ai successi con la Juventus Women, passando al primo gol con la maglia della Nazionale: chi è Martina Lenzini.

Da un piccolo paesino in provincia di Modena, ormai quasi vent’anni fa, iniziava la lunga carriera che avrebbe portato Martina Lenzini sui più grandi palcoscenici europei. Non importava la distanza da Fanano al primo campo di allenamento, Martina aveva un sogno nel cassetto e l’ha portato a termine: prima indossando la maglia della sua squadra del cuore, la Juventus, e poi anche quella della Nazionale, con cui ha trovato il primo gol martedì 14 aprile nella sfida con la Serbia. 

Tanti sacrifici suoi e soprattutto della sua famiglia che, come ripete spesso, è stata sempre presente accompagnandola in questo percorso. Un carattere forte che si deve anche alla montagna che le ha insegnato ad adattarsi e farcela anche da sola, senza fermarsi al primo ostacolo. Forza, tenacia e determinazione: senza queste caratteristiche Martina Lenzini non sarebbe arrivata fino a qua.

IL GRANDE SOGNO - A 8 anni Martina ha lasciato il tennis per inseguire il suo sogno, che anni più tardi sarebbe diventato anche il suo lavoro. A quel tempo era solo una passione coltivata durante gli allenamenti con la squadra della sua città e soprattutto in casa, con il papà grande tifoso juventino. Nel 2012 poi il trasferimento all’Olimpia Vignola, società con cui si è messa in mostra, prima di passare sotto gli occhi di grandi club. Da questa prima esperienza a quelle successive è cambiato anche il suo ruolo: da attaccante a difensore. Un bel salto in campo che le ha fatto trovare la posizione che esaltava al meglio le sue caratteristiche.

I primi trofei così sono arrivati con il Brescia: uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Poi le parentesi in prestito con Imolese e Sassuolo. Per arrivare finalmente alla Juventus. “Appena ho avuto la possibilità di venire qui ho fatto in modo che diventasse realtà”, le sue prime parole con la maglia bianconera a testimoniare quanto significassero questi colori. Il bianco e il nero stampati sul petto fin da piccola e che poi ha onorato come calciatrice. In quasi 10 anni alla Juventus (con in mezzo le parentesi in prestito) e circa 150 presenze la classe ‘98 ha collezionato diversi trofei tra campionati, Coppe Italia, Supercoppe e anche la recente Women’s Cup. Uno storico che la rende una colonna portante delle bianconere ed esempio per le nuove generazioni. 

IL TRICOLORE - Ma non c’è solo la Juventus nel cuore di Martina, perché come tutte le italiane, la Nazionale rimane un grande obiettivo. Cantare l’inno di Mameli è un’emozione indescrivibile ma segnare il primo gol forse anche di più. Dopo la prima convocazione 6 anni fa, ieri, martedì 14 aprile è arrivata anche la prima rete nell’importante sfida di qualificazione per i prossimi Mondiali contro la Serbia. Sulla respinta della portiera serba di un corner a favore delle azzurre, la classe ‘98 si è fatta trovare pronta sotto rete. Senza pensarci due volte il tocco al volo è finito in porta, siglando così il terzo dei sei gol segnati dalle italiane. 

Quando la palla è entrata mi è scoppiato un sorriso di soddisfazione”, ha detto emozionata al termine della gara, come riporta la FIGC. “Ho provato anche un senso di liberazione, perché è vero che il gol non è una cosa che cerco, ma farlo con questa maglia è sempre speciale”. E infine il pensiero va sempre alla famiglia: “Lo dedico a loro: li ringrazio perché senza di loro non sarei qui”. Rappresentare un intero Paese è sempre motivo di grande orgoglio e farlo in queste partite importanti ancora di più. Ora testa alla prossima sfida. Le azzurre sabato 18 aprile sono chiamate a vincere contro la Danimarca per raggiungere il primo posto del girone, riaprendo definitivamente il discorso qualificazione diretta. Martina c’è ed è pronta al prossimo match: “Lavoreremo su tutti i dettagli per cercare di portare a casa la vittoria”. In un percorso in cui non si smette mai di sognare la nuova ambizioneper Martina Lenzini si chiama Mondiale.