Abate: "A Torino mi sento sempre più entusiasta. Il nostro obiettivo è avere un'identità precisa"
Sono passati quattro mesi dall'arrivo di Ignazio Abate sulla panchina del Torino e l'allenatore granata ha fatto il punto sul percorso iniziato in estate. Una squadra profondamente rinnovata, un nuovo ambiente da ricostruire e un'idea di calcio precisa da trasmettere al gruppo: l'allenatore ha raccontato a Sky Sport le sensazioni di questi primi mesi, soffermandosi soprattutto sull'identità che vuole dare alla sua squadra.
L'ENTUSIASMO — Abate ha spiegato di vivere con grande entusiasmo la sua esperienza a Torino, trovando nella piazza granata caratteristiche che sente particolarmente vicine: "Sono sempre più contento di essere qui. È un ambiente caldo e passionale, nel quale mi rivedo molto. Ho bisogno di questo calore, dell'adrenalina e anche della pressione, perché sono elementi che riescono a tirare fuori il meglio di me". L'allenatore ha poi sottolineato quanto sia importante il lavoro quotidiano per un gruppo cambiato profondamente: "Mi soddisfa vedere l'unione tra questi ragazzi crescere giorno dopo giorno. Sapevamo che una trasformazione così profonda, sia nei giocatori sia nel modo di pensare, avrebbe richiesto tempo". Un percorso che, secondo Abate, la squadra sta affrontando con la giusta mentalità.
L'IDENTITÀ — È questo il concetto centrale del lavoro dell'allenatore granata. Abate vuole una squadra riconoscibile, capace di giocare con coraggio senza perdere l'umiltà necessaria nelle fasi di non possesso: "L'identità del gruppo è sicuramente l'aspetto più importante. Voglio una squadra intensa e aggressiva, che abbia il coraggio di giocare con la palla". Un principio che deve accompagnarsi alla disponibilità a soffrire quando necessario: "Non dobbiamo avere vergogna di difendere dietro la linea della palla. Servono umiltà e dedizione, ma allo stesso tempo anche grande ambizione".
IL PERCORSO — Abate non vede la necessità di un'improvvisa svolta per cambiare il cammino del Torino. Piuttosto, l'allenatore preferisce concentrarsi sui progressi quotidiani e sulla crescita del gruppo: "Secondo me non serve nessun click. Mi sto godendo il percorso, anche perché per me è importante creare un legame umano con i miei ragazzi". I risultati, però, possono accelerare il processo: "Quando arrivano, danno leggerezza e consapevolezza e permettono di assimilare più velocemente i concetti". La priorità adesso è quindi aumentare la continuità durante le partite: "Dobbiamo migliorare sotto questo aspetto, per diventare ancora più pericolosi e riconoscibili".