FIFA, si dimette Carlos Cordeiro, consigliere di Infantino: "È un cattivo accordo per il futuro del calcio"

FIFA, si dimette Carlos Cordeiro, consigliere di Infantino: "È un cattivo accordo per il futuro del calcio"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 13:00News Calcio
di Redazione
Le ragioni delle dimissioni di Carlos Cordeiro, senior advisor di Gianni Infantino: le parole del dirigente contro il FFE

Continuano le novità in casa FIFA. Dopo il comunicato (QUI le parole) della Federazione mondiale che precisava che "Nessuno sta vendendo il calcio", arrivano le dimissioni di Carlos Cordeiro, consigliere senior del presidente Gianni Infantino in disaccordo con il progetto della FIFA Forward Enterprise.

Infantino aveva infatti dichiarato di voler aprire a dei capitali privati per permettere di centralizzare e sviluppare le attività legate agli eventi e massimizzare i profitti. 

LA POSIZIONE DI CORDEIRO - Dopo le dure critiche di UEFA, CONCACAF e AFC, Carlos Cordeiro ha preso le distanze dal FFE in un lungo comunicato: "Voglio essere chiaro: non ho avuto alcun coinvolgimento in questa proposta e mi oppongo ad essa senza esitazioni. È un cattivo accordo per le Federazioni affiliate alla FIFA, un cattivo accordo per il calcio e un cattivo accordo per il futuro del gioco nel lungo periodo. Il calcio ha sempre avuto un ruolo centrale nella mia vita e, dopo oltre 35 anni nel settore bancario, comprendo sia il valore di questo patrimonio sia le conseguenze della cessione di una parte di esso. È proprio per questo che questa proposta dovrebbe essere respinta". 

Cordeiro ha chiarito come non ci sia un'esigenza economica: "La FIFA dispone già di risorse finanziarie straordinarie. L’organizzazione ha miliardi di dollari di riserve e nessun debito. Lo stesso Presidente della FIFA ha evidenziato i 15 miliardi di dollari di ricavi generati tra il 2022 e il 2026. Se le Federazioni affiliate ritengono necessario un ulteriore investimento per lo sviluppo del calcio, la FIFA ha già la capacità finanziaria di fornire questo sostegno attraverso le risorse di cui dispone. In questo contesto, vendere una quota permanente del bene più prezioso del calcio mondiale per raccogliere 4,2 miliardi di dollari ha poco senso. Significa ipotecare il futuro del calcio senza una giustificazione convincente".

IL SUCCESSO ECONOMICO DELLA FIFA - "Un simile successo economico non è stato casuale", ha precisto il dirigente e ha puntualizzato le ragioni. "È stato raggiunto grazie al lavoro di professionisti esperti del calcio che hanno infranto ogni record commerciale della FIFA. Eppure, nonostante questi risultati, oggi alla FIFA viene chiesto di credere che siano necessari investitori esterni per generare ulteriore valore. Non condivido questa tesi. Le persone che hanno costruito questo successo hanno già dimostrato che la FIFA possiede le competenze necessarie per continuare a far crescere sia il gioco sia il suo futuro commerciale".

I DUBBI - Nella parte successiva del comunicato, Carlos Cordeiro ha elencato una serie di domande a cui però la FIFA non ha ancora fornito alcuna risposta: "L’aspetto più preoccupante di tutti è la mancanza di risposte a domande fondamentali. Perché questo accordo? Perché proprio ora? Quali controlli esistono? Chi ne trarrà beneficio? È stata avviata una procedura competitiva? Quale sistema di governance verrà adottato? Cosa otterranno alla fine gli investitori e quale sarà il costo per il calcio? Queste domande restano in gran parte senza risposta e, nonostante ciò, alle Federazioni affiliate viene chiesto di prendere una decisione di enorme portata in appena 50 giorni, rischiando altrimenti di essere lasciate indietro. Non è un modo responsabile di decidere il futuro del calcio mondiale".

LE RAGIONI DELLE DIMISSIONI - Cordeiro ha concluso spiegando proprio la decisione di lasciare la FIFA: "Questa proposta è diventata una questione decisiva per il futuro della FIFA. Dopo un’attenta riflessione, non posso più continuare a ricoprire il ruolo di Senior Advisor del Presidente della FIFA. Ho quindi rassegnato le mie dimissioni con effetto immediato. La responsabilità della FIFA non è massimizzare i ricavi commerciali a qualsiasi costo. È proteggere e rafforzare il calcio per le generazioni future. Quando questi principi entrano in conflitto, deve essere il calcio a venire prima di tutto. È stato un privilegio di una vita poter servire la FIFA per oltre cinque anni e lavorare al fianco di persone dedite, coerenti e profondamente interessate al bene del gioco. Spero che anche loro possano far sentire la propria voce, perché decisioni di questa portata devono essere prese nell’interesse del calcio, non di coloro che puntano a trarne profitto"