Serie A, l'AD De Siervo: "Stagione da record, ma la politica non ci aiuta da trent'anni"
Il bilancio di fine stagione della Serie A parte da Parma, sede scelta per un'analisi approfondita e autocritica sullo stato di salute del massimo campionato italiano. Nonostante la consapevolezza di dover colmare un divario economico con colossi come Premier League e Liga, la Lega rivendica con orgoglio i risultati ottenuti: "Vogliamo rilanciare un campionato che quest'anno ha battuto tutti i record, siamo a tutti gli effetti lo sport più amato dagli italiani".
COMPETITIVITÀ E INFRASTRUTTURE - L'Amministratore Delegato ha sottolineato come la Serie A goda di un livello di diritti televisivi in grado di garantire introiti fissi necessari per mantenere le squadre competitive su scala internazionale, evidenziando che, al di fuori del duopolio inglese e spagnolo, il gap con gli altri tornei europei non è affatto marcato. Il vero punto critico rimane però quello delle infrastrutture. De Siervo è stato netto: "Abbiamo gli stadi peggiori e più vecchi d'Europa, nonostante questo siamo competitivi, tra cinque anni avremo finalmente stadi all'altezza della situazione, riusciremo a quel punto davvero a recuperare il gap, perché se è vero come è vero che i diritti televisivi sono fermi, quello sta crescendo sono i ricavi da stadio e per poter cogliere questa corrente ascensionale dobbiamo essere pronti sugli stadi".
"È stata una stagione di grandi numeri. Il campionato ha convinto fino all'ultima giornata con tante squadre a contendersi degli obiettivi, tranne l'Inter. Il giudizio del pubblico è positivo, poi è vero che ci sono tante polemiche. Da qui ripartiremo per una riflessione costruttiva. Cosa faremo per migliorare? Dal punto di vista tecnico rivendichiamo, come Lega e visti gli investimenti che abbiamo fatto, il primato. Questo è un paese di polemiche e creazione di storie, non esiste altro paese in cui tutta la tecnologia disponibile sia stata così testata e messa a disposizione. Credo ed esprimo massima fiducia alla classe arbitrale italiana, dobbiamo eliminare le polemiche sterili e vedere cosa accade realmente sul campo".
POLITICA - L'AD della Serie A ha infine puntato il dito contro le responsabilità istituzionali: "Abbiamo accumulato ritardo per come la politica (sia di destra e sinistra) non ha supportato il mondo del calcio negli ultimi trent'anni, dobbiamo riuscire a superare questa fase di complessità per poi riprendere a volare, qui a Parma parlerà per la prima volta il nuovo commissario straordinario stadi Massimo Sessa, a lui la politica ha consegnato gli onori e gli oneri di essere l'elemento di accelerazione e risoluzione dei problemi generali".