Dalla Turchia all'Ecuador: tutte le possibili sorprese del Mondiale 2026
Il Mondiale regala da sempre grandi sorprese. Accanto alle favorite, in ogni edizione emerge almeno una nazionale capace di superare le attese conquistando l’attenzione dei tifosi di tutto il mondo. In Qatar 2022 è stato il Marocco a stupire, raggiungendo la prima storica semifinale per una squadra africana.
Non è l’unico esempio. Dal Ghana che nel 2010 fu fermato soltanto ai rigori nei quarti di finale contro l’Uruguay, al Costa Rica che in Brasile 2014 chiuse al primo posto un girone con Italia, Inghilterra e Uruguay. Tornando ancora più indietro ricordiamo anche il Camerun a Italia ‘90 e il Senegal che nel 2002 raggiunse i quarti alla prima partecipazione. Anche il Mondiale 2026 potrebbe regalare delle outsider pronte a far emozionare: ecco alcune possibili sorprese.
TURCHIA - La Turchia torna ai Mondiali per la prima volta dopo lo storico terzo posto in Corea del Sud e Giappone del 2002. La squadra allenata da Vincenzo Montella si è assicurata la qualificazione superando i playoff contro Romania e Kosovo, dopo un secondo posto nel girone dietro solo alla Spagna con appena tre punti di distacco. Dopo il percorso fino ai quarti di finale a EURO2024 e la crescita mostrata negli ultimi anni, la Turchia è pronta per il mondiale americano. Il commissario tecnico italiano ha a disposizione una generazione ricca di talento, il cui riferimento è la stella del Real Madrid Arda Güler. Al giocatore dei Blancos viene concessa grande libertà di movimento per guidare la manovra offensiva. Attorno a lui ruotano altri giocatori di grande qualità come i due “italiani” Kenan Yildiz e Hakan Çalhanoğlu, ma anche Yilmaz, Aktürkoğlu, Kökçü e Can Uzun, un altro giovane talento da tenere in considerazione. La nazionale turca è inserita nel girone D con Stati Uniti, Paraguay e Australia e accarezza la possibilità concreta di giocarsi il primo posto.
COSTA D’AVORIO - Inserita nel Girone E con Germania, Ecuador e Curaçao, la Costa d’Avorio si presenta ai Mondiali 2026 come una delle possibili outsider, grazie soprattutto al potenziale offensivo. Il ct Emerse Faé, infatti, può scegliere tra diverse opzioni: sugli esterni ci sono giocatori di passo e qualità come Simon Adingra, Amad Diallo, Nicolas Pépé e la stella del Lipsia Yan Diomande. Anche per la punta c’è concorrenza con Guessand, Wahi e l’ultima aggiunta, Ange-Yoan Bonny dell’Inter. Nel girone di qualificazione la Costa d’Avorio ha dominato, chiudendo con un percorso netto da 25 gol segnati e zero subiti. Un dato che conferma l’attacco come il punto di forza degli ivoriani ma mostra anche una grande solidità difensiva. Faé, infatti, può contare su diversi profili di livello internazionale come N’Dicka, Kossounou e Singo. A centrocampo Seko Fofana e Kessié - su cui c’è l’interesse della Juventus - garantiscono esperienza ed equilibrio. Per la Costa d’Avorio l’obiettivo è conquistare il primo storico passaggio di turno alla Coppa del Mondo e si gioca, sulla carta, il secondo posto con l’Ecuador.
ECUADOR - Proprio la Tri di Sebastián Beccacece è un’altra possibile outsider, pronta a giocarsi le proprie carte contro Germania e Costa d’Avorio. Il ct argentino è stato per oltre un decennio il vice di Jorge Sampaoli e, proprio come lui, si ispira alla scuola e al pensiero di Marcelo Bielsa, oggi commissario tecnico dell’Uruguay. L’Ecuador arriva al Mondiale con numeri difensivi impressionanti: imbattuto da 19 partite, con l’ultima sconfitta risalente a settembre 2024 contro il Brasile, e solo 6 gol subiti. Per trovare l’ultimo match con due reti incassate bisogna tornare a giugno 2024; un dato che, insieme ai sette 0-0, dà le dimensioni del fortino messo in piedi da Beccacece. La fase di non possesso è proprio l'aspetto centrale della nazionale ecuadoriana, con una linea difensiva composta da Willian Pacho del PSG, Piero Hincapié dell’Arsenal e Joel Ordóñez del Bruges. Davanti a loro agisce Moises Caicedo che garantisce filtro e chilometri in mediana. Nella rosa è presente anche un giocatore dalla Serie A: Pervis Estupiñán del Milan. Grazie a questa solidità l’Ecuador ha chiuso il maxi girone sudamericano di qualificazione al secondo posto, dietro solo ai campioni del mondo dell’Argentina. Il limite principale resta l’attacco, dove la nazionale si affida a Enner Valencia e Yeboah del Venezia, con il talento 2007 Kendry Páez pronto a mettersi in evidenza. Il miglior risultato ai Mondiali resta l’ottavo di finale raggiunto nel 2006, un traguardo che questa generazione, considerata come la migliore del calcio ecuadoriano, punta chiaramente a migliorare.
GIAPPONE - Il Giappone si presenta ai Mondiali 2026 con una rosa ricca di individualità e profili internazionali: da Kaoru Mitoma del Brighton a Takefusa Kubo della Real Sociedad, passando per Kamada, Endo, Suzuki del Parma e Ueda. L’abilità del ct Hajime Moriyasu è stata quella di incanalare questo talento all’interno di un’identità chiara e pragmatica: grande organizzazione, gioco rapido, pressing alto ed efficacia nelle transizioni in modo da sfruttare i palloni recuperati. È proprio nelle ripartenze che il Giappone diventa veramente pericoloso per gli avversari. La nazionale asiatica arriva in Nord America come la prima qualificata tra le non ospitanti, forte di sei vittorie consecutive - di cui due contro potenze del calibro di Brasile e Inghilterra- e di cinque clean sheet. Quest’ultimo numero dimostra anche la solidità difensiva e la compattezza di un gruppo che fa della disciplina tattica il vero tratto distintivo. Il Giappone è nel gruppo F, un girone molto equilibrato con Olanda, Svezia e Tunisia. Il sogno della nazionale di Moriyasu è superare per la prima volta gli ottavi di finale, raggiunti nelle ultime due edizioni in Russia e in Qatar.
NORVEGIA - L’Italia lo ha imparato a sue spese: la Norvegia non è affatto un avversario da sottovalutare. La nazionale scandinava torna ai Mondiali dopo 28 anni - l’ultima volta in Francia nel 1998 - e ci riesce dopo un girone di qualificazione di livello assoluto, riuscendo a mettere dietro gli azzurri, battuti sia all’andata in Norvegia che al ritorno a San Siro. Con 37 gol segnati, la Norvegia ha dimostrato il valore e il potenziale del roster offensivo gestito con grande organizzazione tattica dal Ct Ståle Solbakken, alla guida nazionale dal 2020. Il punto di forza sono proprio le stelle e i leader di questa nazionale: Martin Odegaard e Erling Haaland. Accanto a loro ci sono altri elementi chiavi come Nusa e Sorloth, che è seguito dalla Juventus. In difesa spiccano Heggem del Bologna e Ostigard del Genoa, con Ryerson terzino destro di spinta con 9 assist in 43 presenze in nazionale, Il Girone I non è dei più semplici: i norvegesi sono stati sorteggiati con la Francia, tra le superfavorite, il Senegal, deciso a riscattare il controverso epilogo della Coppa d’Africa, e l’Iraq. L’obiettivo minimo è il passaggio del turno, ma questa generazione ha la qualità e le possibilità per puntare anche a qualcosa in più, cercando di andare oltre gli ottavi di finale in modo da realizzare il miglior piazzamento.
COLOMBIA - La Colombia torna ai Mondiali dopo aver saltato l’edizione di Qatar 2022 e lo fa con l’intenzione di recitare un ruolo primario nel corso del torneo. Inserita nel gruppo K con Portogallo, Congo e Uzbekistan, la Tricolor ha tutte le carte per passare il girone. La squadra di Néstor Lorenzo arriva alla competizione dopo il terzo posto nel girone sudamericano, al termine di un percorso solido, e soprattutto dopo la finale di Copa America del 2024 persa in finale contro l’Argentina a Miami, città in cui la Colombia giocherà nella terza partita del Mondiale contro il Portogallo di CR7. Il CT ha costruito un gruppo in cui viene esaltata la collettività, con un gioco basato su ritmi elevati, alta intensità e pressing continuo in modo da esaltare le qualità della squadra nel recupero palla e nella gestione delle transizioni. La stella della Colombia è Luis Diaz del Bayern Monaco, ma il dieci resta sempre James Rodriguez in forza al Minnesota United. A centrocampo la fisicità di Richard Rios rappresenta un’arma importante. In difesa la coppia di centrali “italiana”. composta da Yerry Mina del Cagliari e il difensore del Bologna Jhon Lucumi, anche lui nel mirino della Juventus. In attacco i numeri promettenti di Luis Suarez fanno sperare la Colombia: 28 gol e 6 assist in 32 presenze e titolo di capocannoniere della Liga Portugal con lo Sporting.