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Lazio, Sarri squalificato: salterà la finale di Coppa Italia contro l'Inter
Una notte magica per la Lazio, che grazie al successo ai rigori contro l'Atalanta si è qualificata alla finale di Coppa Italia per la prima volta dopo 7 anni. L'ultima partecipazione dei capitolini all'atto conclusivo del torneo risaliva infatti al 2019, anno in cui la squadra allenata da Simone Inzaghi vinse il trofeo battendo proprio i bergamaschi in finale.
Il 13 maggio all'Olimpico sarà di nuovo biancocelesti contro nerazzurri, ma questa volta l'avversaria di Zaccagni e compagni sarà l'Inter, qualificatasi alla finale dopo una super rimonta contro il Como. Una partita attesissima, nella quale mancherà però uno dei principali protagonisti: Maurizio Sarri. L'allenatore della Lazio, infatti, era diffidato e ha ricevuto un cartellino giallo nella partita della New Balance Arena contro l'Atalanta, motivo per cui sarà squalificato in finale.
SARRI ASSENTE - Sia per Maurizio Sarri che per Raffaele Palladino le ammonizioni ricevute ieri dall'arbitro Colombo per proteste hanno rappresentato la seconda sanzione stagionale in Coppa Italia. L'allenatore dell'Atalanta salterà dunque la prima sfida della prossima edizione, mentre è andata "peggio" al collega toscano, che non ci sarà in finale.
A guidare i biancocelesti nel match del 13 maggio contro l'Inter sarà dunque il vice Marco Ianni, storico collaboratore tecnico di Sarri che a partire da questa stagione è stato "promosso" ad allenatore in seconda.
Dalla Reggiana alla finale di Coppa Italia, l'ascesa di Motta: intanto in Serie B crescono i suoi "fratelli"
Senza entrare nel merito di chi abbia veramente meritato di vincere la semifinale di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio - per le proteste dell'Atalanta e non solo - ma è stato bello vedere l'immagine di un ragazzo italiano, Edoardo Motta. Quegli occhi felici e brillanti, l'accoglienza nella notte quando la Lazio è rientrata a Roma, vedere un ragazzo italiano di nuovo al centro dei pensieri, degli applausi, delle copertine del nostro calcio.
Perché Motta è un'immagine che ci piace, da conservare come quella di una possibile rinascita: parliamo di un ragazzo di 21 anni, che fino a pochi mesi fa giocava in Serie B - nella Reggiana -, che è cresciuto nel settore giovanile della Juventus e poi è stato prestato a varie squadre prima di passare proprio alla Reggiana. Gli emiliani lo hanno poi riscattato, ed è stato anche lungimirante da parte della Lazio andare a pescare il sostituto di Mandas in Serie B e nella Reggiana, quindi non in una squadra di vertice ma che oggi è ultima in classifica e sta lottando per cercare di arrivare almeno ai playout. Eppure prendere un ragazzo di 21 anni come Motta vuol dire comunque averlo seguito, studiato e aver capito che poteva essere un tassello importante per il presente e il futuro della Lazio e del calcio italiano.
FUTURO AZZURRO - Come portieri siamo messi bene tra Donnarumma, Carnesecchi, Vicario, Meret, Caprile, però sicuramente ora abbiamo un altro ragazzo di talento e di personalità - perché altrimenti non pari 4 rigori - da poter valutare anche per il futuro della Nazionale. Non è un caso che Silvio Baldini lo abbia recentemente convocato in Under 21 e che in Serie B giochino tanti ragazzi italiani che possono far parte del nostro futuro.
Guardavo proprio la lista delle ultime convocazioni di Baldini e ci sono 13 giocatori che vengono dal campionato di Serie B, tra cui addirittura 3 portieri - perché Motta lo considero ancora un ex Serie B -: oltre a lui anche Daffara dell'Avellino e Palmisani del Frosinone. Continua nel podcast "Caffè Di Marzio".
Lazio campione della Coppa Italia? Come può cambiare la corsa all'Europa dei club di Serie A
Stadio Olimpico, 13 maggio. A contendersi la Coppa Italia saranno Inter e Lazio. I nerazzurri tornano in finale dopo due anni di assenza, mentre per i biancocelesti l'ultima apparizione nell'atto conclusivo del torneo risale addirittura al 2019, anno in cui arrivò il successo proprio contro l'Atalanta - eliminata in semifinale in questa edizione.
Un altro successo della Lazio, l'8° della storia per i biancocelesti, cambierebbe e non poco le carte in tavola in vista della lotta all'Europa delle squadre di Serie A: ecco i possibili stravolgimenti.
TUTTE LE COMBINAZIONI - Ipotizzando che, visti gli 11 punti di distanza dal 5° e 6° posto in classifica, la squadra di Maurizio Sarri si piazzerà certamente dal 7° posto in giù in Serie A, una sua vittoria modificherebbe le modalità di qualificazione alle competizioni europee. In quel caso infatti Zaccagni e compagni sarebbero certi di un pass per la prossima edizione dell'Europa League, mentre l'altro verrebbe assegnato alla squadra 5ª classificata.
La 6ª invece dovrebbe accontentarsi della Conference League, e a essere beffata in questo caso potrebbe essere l'Atalanta, attualmente 7ª in classifica, che rimarrebbe fuori dall'Europa. La Lazio avrebbe quindi la possibilità di danneggiare due volte i bergamaschi: prima eliminandoli dalla Coppa Italia, poi non permettendo loro di qualificarsi a una competizione europea nella prossima stagione. Ma è ovviamente tutto da decidere il 13 maggio.
SE VINCE L'INTER... - In caso di successo dell'Inter, invece, non ci sarebbero grossi stravolgimenti: i nerazzurri, avendo già assicurato la qualificazione alla prossima Champions League, lascerebbero il pass per l'Europa League alla 6ª classificata in Serie A, mentre la 7ª andrebbe regolarmente in Conference.
IntervistaLa nuova vita di Brignani: "Al Castellòn imparo e sogno la Liga"
A Castellòn, Fabrizio Brignani ha trovato quello che cercava: "Un'esperienza, una nuova lingua, una vita diversa". Dopo una carriera tra Pisa, Cesena, Vis Pesaro, Olbia e Mantova, Fabrizio ha cambiato paese, abitudini, campionato, iniziando una nuova avventura in Segunda Divisiòn.
Classe '98, difensore, è arrivato nella Comunitat Valenciana nell'estate del 2025. Un trasferimento nato... grazie ai dati: "Al mio agente, Tullio Tinti, ho sempre detto che mi sarebbe piaciuta un'esperienza all'estero. Dal nulla mi ha chiamato e mi ha parlato di questo interesse reale. Il Castellòn usa le statistiche per il suo mercato, ed è così che mi hanno trovato. Devo ringraziare anche Botturi, il ds del Mantova. Avevo rinnovato per altri tre anni e mezzo, ma ci eravamo detti che se avessi avuto un'occasione che mi piacesse, lui non mi avrebbe chiuso la porta in faccia. È stato di parola".
Sì, i dati. Il proprietario del club spagnolo è Bob Voulgaris, grande pokerista professionista e "guru" delle scommesse sportive. "Una persona molto ambiziosa", ci racconta Brignani. "Studia le partite dal punto di vista statistico e sviluppa modelli su quale tipo di gioco porti alla vittoria. Lo abbiamo incontrato poche settimane fa, è venuto al campo col suo cane. Ci ha detto di credere in ciò che stiamo facendo, lui non cambia le sue idee in base ai risultati".
I risultati, per il Castellòn, quest'anno sono eccezionali: quarto posto, piena zona playoff e 'ascenso', promozione diretta, distante solo 3 punti. La partecipazione in Liga manca da 35 anni, ma allo stadio municipale Castalia i tifosi sono tornati a sognare grazie a Pablo Hernandez. Leggenda del club, che nel 2017 rilevò salvandolo dal fallimento, l'ex Leeds e Valencia ha imparato dal 'Loco' Bielsa i segreti del mestiere: "Pablo è subentrato dopo la sesta giornata, quando avevamo pochi punti. L'elemento principale che ci ha portato è stata la tranquillità, oltre a un po' più di organizzazione in fase difensiva. Parla poco ma trasmette grande sicurezza e serenità".
UN AMBIENTE FAMILIARE - Dopo Mantova, anche a Castellòn Brignani ha trovato un ambiente positivo, familiare: "Dai magazzinieri al social media manager, tantissime delle persone che lavorano nel club sono di Castellòn. C'è veramente un clima incredibile, i tifosi ci stanno trascinando, c'è sempre lo stadio pieno: è veramente bellissimo. Questa è una società che ha sofferto tanto negli anni, tra problemi economici e retrocessioni. Ma il problema più grosso è stato il confronto con il Villarreal: la squadra di un paesino qui vicino, con meno attaccamento da parte dei tifosi locali, che in 20 anni, peraltro i più difficili per la storia del Castellòn, raggiunge addirittura due semifinali di Champions". Il Castellòn mixa tantissime nazionalità: "Divido la squadra in metà spagnoli e metà 'resto del mondo', perché abbiamo un brasiliano, un congolese che con la sua nazionale si è qualificato per i Mondiali, un portoghese, un australiano, un polacco, un iraniano".
Brignani ci racconta che, trasferendosi all'estero, sente di aver maturato una consapevolezza superiore in ciò che fa e in ciò che lo circonda. Merito anche di Andrea Bernardi, proprietario di NestFootball, una società che si occupa a 360 gradi della gestione delle performance dei calciatori professionisti: "Anno dopo anno sto diventando sempre più professionista, e sono orgoglioso del percorso che sto facendo. All'inizio di questa esperienza a volte ero condizionato da ciò che potevano pensare gli altri di me. Avevo paura di entrare duro, perché la gente è rapidissima, tecnica e mi faceva passare la palla dietro le orecchie".
LE DIFFERENZE CON L'ITALIA - Fabrizio ha avvertito subito le differenze con il calcio a cui era abituato: "Qui è tutto molto incentrato sul dribbling, sui duelli, su situazioni di inferiorità numerica e sulle transizioni. Un calcio diverso, molto più aperto. Non facciamo praticamente mai lavoro fisico di corsa a secco e non l'abbiamo fatto neanche in ritiro, quindi la preparazione fisica è sì tanta, però poi in campo è tutta palla". Rispetto all'Italia, dove la parte tattica prevale, è "un allenamento di continue transizioni, di continue situazioni limite. Qui sono abituati ad allenare le situazioni in cui sei in inferiorità numerica, hai 20-30 metri di spazio dietro da difendere in uno contro uno, con gente più rapida, più veloce di te. In un possesso la gente rompe le linee e vengono a pressarti in quattro. Tu in quel momento lì fai fatica a trovare la giocata, però c'è talmente tanta pressione che non è un caso che nascano giocatori tecnici e fortissimi con la palla tra i piedi, perché è tutto un 'doversela cavare da solo'".
Su queste differenze, Brignani si confronta spesso con Tommaso De Nipoti, prodotto del settore giovanile dell'Atalanta, anche lui oggi al Castellòn, e con Ronaldo, ex Padova e Vicenza tra le altre: "Ci siamo resi conto che ormai facciamo fatica a vedere le partite di Serie A italiana". La differenza qui la fa l'imprevedibilità: "In Italia, appena qualcuno prova a dribblare e perde palla, prende degli insulti e viene richiamato. Qui invece è incredibile come, se sei in vantaggio 1-0, stai soffrendo e il portiere recupera palla, la passa all'esterno, che prova il dribbling e perde il pallone, nessuno dice niente".
Dal sorriso di Fabrizio e dalla sua voglia di raccontare si percepisce la passione per ciò che sta facendo e l'appagamento per il modo in cui è arrivato a questo livello: "Mi diverto tantissimo a fare quello che faccio. Tantissimo. Il sogno nel cassetto? Giocare in Europa. Metti che saliamo e poi facciamo come il Rayo Vallecano...".
Lazio, Sarri: "Tifosi? Se venissero in finale sarei l'allenatore più felice al mondo"
"I ragazzi si sono meritati questa vittoria, abbiamo fatto un grande percorso in una stagione dura e complicata": così Maurizio Sarri a Mediaset commenta la partita incredibile di Bergamo. Dopo 120 minuti combattuti con due gol in due minuti e diversi episodi arbitrali, Atalanta-Lazio si è decisa ai calci di rigore. Protagonista della serata è senza dubbio Edoardo Motta con 4 rigori parati su 5 calciati. Decisive anche le reti dal dischetto di Isaksen e Taylor.
La finale sarà mercoledì 13 maggio, tra la trentaseiesima e la trentasettesima giornata di campionato, e i biancocelesti giocheranno nel proprio stadio contro l'Inter di Cristian Chivu. Nel post partita, Sarri è ha continuato a raccontare le emozioni vissute, commentando anche la prestazione del protagonista Motta.
SU MOTTA - "Ha dei numeri impressionanti sui rigori, ne ha presi 4 su 5 e uno in campionato. Ha delle prospettive e secondo me ha ancora margine, soprattutto con i piedi. È un prospetto importante e interessante, deve avere nella testa il fatto di voler migliorare ancora" ha detto l'allenatore sul giovane portiere biancoceleste, che aveva parato il suo primo rigore in Serie A proprio poche settimane fa a Riccardo Orsolini.
L'APPELLO AI TIFOSI - In conclusione, Sarri si è poi rivolto direttamente ai tifosi della Lazio, esprimendo la sua posizione sulla loro possibile presenza proprio per la finale di Coppa Italia: "Ho sempre detto che porto grande rispetto ai nostri tifosi se hanno fatto questa scelta. Se venissero io per primo e tutta la squadra saremmo non contenti, di più. Ieri sono venuti a incoraggiarci, se dovessero venire sarei l’allenatore più felice del mondo ma bisogna rispettare le scelte".
Atalanta, Percassi: "Gli episodi arbitrali hanno condizionato il risultato"
Il cammino dell'Atalanta in Coppa Italia si ferma alle semifinali: dopo aver recuperato lo svantaggio iniziale, i nerazzurri si arrendono ai rigori, con le quattro parate decisive di Motta dagli undici metri.
"C'è un evidente errore arbitrale nel gol annullato a Ederson e ci sono stati più errori nel corso della partita": così Luca Percassi, amministratore delgato del club ha commentato alcuni episodi arbitrali avvenuti durante la partita.
LE PAROLE DI PERCASSI - Nel post partita Percassi ha espresso tutta la contrarietà sua e della società sulla gestione della partita da parte di Colombo: "È un vero peccato e dispiace perché si è buttata via una qualificazione strameritata su un episodio chiave che ha condizionato pesantemente il risultato. Si può ricondurre tutto a questo episodio? No, non tutto. Diciamo che non è la prima volta che ci capita, purtroppo abbiamo una ferita ancora aperta dal 2019 contro la Lazio, e oggi di fronte a un'altra partita importante ci vediamo penalizzati in maniera incredibile. Non è giustificabile un errore di questo tipo quando si hanno tutti gli strumenti a disposizione: lascia l'amaro in bocca. Fallo di mano di Gila o respinta? Su entrambi, c’era rigore di Gila, in questo caso la posizione del giocatore era totalmente scomposta. Krstovic anticipa il portiere, è incomprensibile come a questo livello di fronte ad arbitri che consideriamo importanti ci siano errori di questo tipo. Non ho avuto modo di andare dagli arbitri, penso che sarebbe difficile giustificare due errori così eclatanti e determinanti in un'azione".
Motta show contro l’Atalanta: la Lazio va in finale di Coppa Italia
"Sono emozionato scusatemi": così Edoardo Motta con il nodo in gola e tra le lacrime si è lasciato andare nell'intervista dopo la semifinale di Coppa Italia. Il portiere della Lazio è stato il più incredibile e inaspettato eroe della serata biancoceleste. Notte che per il classe 2005 è stato un crescendo, cominciata con la super parata nei minuti finali del secondo tempo sul colpo di testa di Scamacca e finita con una super prestazione ai rigori.
Arrivati ai tiri dagli undici metri, dopo l'1-1 dei 120 minuti giocati, infatti, Motta si è preso completamente la scena. Il 40 ha parato 4 rigori consecutivi e portato i suoi compagni in finale di Coppa Italia.
DAL SUO ARRIVO ALLA NOTTE DI BERGAMO - Motta è arrivato alla Lazio nello scorso calciomercato di gennaio dalla Reggiana. I biancocelesti avevano deciso di puntare sul classe 2005 come secondo portiere, dopo il passaggio di Mandas al Bournemouth. La storia, però, cambia nei primi giorni di marzo: lesione del legamento gleno-omerale associata a interessamento del cercine glenoideo per Provedel.
Da lì Motta diventa il titolare conquistandosi sempre di più la fiducia di tutti. Solamente qualche giorno dopo la sua prima presenza con i biancocelesti nella gara contro il Bologna del 22 marzo il classe 2005 ha parato un rigore a Riccardo Orsolini. Prestazioni sempre più positive fino ad arrivare all'apice della serata di ieri, 22 aprile, in Coppa Italia.
"RIGORI IN FINALE? SPERIAMO FINISCA PRIMA" - Sui possibili rigori in finale Motta non ha dubbi: "Speriamo finisca prima in trionfo". Questo nonostante i suoi numero davvero incredibili: 5 rigori parati su 6 con la maglia della Lazio. Una frase detta dal 40 pochi minuti prima di lasciarsi andare alle lacrime per l'emozione e di riuscire a rispondere solamente alla domanda sulla dedica per questo traguardo: "A chiunque mi conosca, ringrazio tutti i tifosi".
Ricavi Coppa Italia, ecco quanto guadagna chi va in finale
Siamo entrati nella fase finale della Coppa Italia (qui il tabellone completo). Sarà Lazio-Inter la finale di coppa Italia, in programma il prossimo 13 maggio alle 21:00 allo stadio Olimpico di Roma. Ma quanto ricavano le formazioni che riescono ad arrivare all'ultimo step della Coppa Italia? L'analisi dai dati di Calcio e Finanza.
L'ANALISI SUI RICAVI - Facendo una stima totale, la Serie A ha incassato in totale circa 58 milioni di euro per i diritti di Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Dati in crescita rispetto all'anno scorso, ancor di più prendendo in esame i trienni precedenti (più del doppio). Calcio e Finanza parla di ricavi percentuali rispetto al montepremi complessivo previsti a ogni turno per le formazioni presenti. Per Como, Inter, Lazio e Atalanta l’accesso alla finale – dopo aver già incassato 2,7 milioni di euro grazie al cammino nel torneo – assicurerebbe un ulteriore premio minimo di 1,9 milioni di euro. Sommandolo a quanto già percepito, si arriverebbe così ad almeno 4,6 milioni complessivi. La squadra che conquisterà il titolo, invece, riceverà 4,4 milioni di euro per l’atto conclusivo, raggiungendo un totale di 7,1 milioni includendo anche i premi maturati nei turni precedenti.
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