Milan, alle origini di Cisse: "Oggi non vedo limiti. Può diventare un titolarissimo"

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Oggi alle 15:21Interviste e Storie
di Mattia De Pascalis
Fabio Dalla Costa racconta Alphadjo Cisse: dal Giorgione alla tripletta al Salisburgo: "Può diventare un titolarissimo del Milan"

"Per lui era tutto naturale": Fabio Dalla Costa riparte da qui per raccontare quel ragazzo in maglia rossonera che qualche ora fa ha stregato l'Europa al Wals-Siezenheim. Alphadjo Cisse, un bambino arrivato al Giorgione nella stagione 2017/18, e un ragazzo che ha appena segnato tre gol al Salisburgo, trascinando il Milan al primo successo in questa Europa League. Di testa, di sinistro e di destro. Una serata che ha confermato il talento di Alpha e, agli occhi di chi lo conosce da anni, anche qualcosa del suo carattere.

IL GIORGIONE, IL VERONA E L'IMPORTANZA DELLA FAMIGLIA - Dalla Costa, a lungo alla guida del vivaio del Giorgione e oggi impegnato nel settore giovanile del Treviso, lo ha seguito per tre stagioni, prima del passaggio al Verona nell’estate del 2020. A gianlucadimarzio.com racconta una naturalezza rimasta praticamente intatta: "Già al primo anno di Esordienti sembrava tutto facile, tutto semplice. Era sorridente, ma non con l’atteggiamento di chi pensa di essere più forte e di potersi permettere di non fare qualcosa. Gli veniva naturale affrontare cose difficili in maniera semplice".

Lo ha riconosciuto anche nelle risposte date a Sky dopo la tripletta, davanti a Fabio Capello e Paolo Condò. Nessun imbarazzo, osserva Dalla Costa, nemmeno nel confronto con figure così autorevoli: "Rispondeva come se stesse parlando in un salotto, anziché da uno stadio nel quale aveva appena segnato tre gol e si era portato a casa il pallone. Anche davanti a domande difficili trovava risposte semplici. Può sembrare una banalità, ma non lo è".

Un equilibrio che il dirigente lega anche all’educazione ricevuta. La famiglia resta infatti centrale, così come Treviso e gli amici di sempre: "La mamma continua a lavorare, il papà continua a lavorare: sono rimasti gli stessi. Una parte del suo modo di essere arriva sicuramente dalla famiglia. Lui, appena può, torna a trovare i suoi, esce con gli amici di sempre e viene anche a salutarmi al campo. Non è cambiato, e non è affatto scontato".

Il rapporto con Dalla Costa continua anche attraverso piccoli gesti. Dopo Salisburgo, Alpha ha risposto ai suoi complimenti alle 23.35. Nei loro messaggi ricorre un’immagine che lo ritrae abbracciato ai compagni rossoneri, tra i quali Musah, anche lui passato dal Giorgione: "Quando ho cominciato a fargli i complimenti mi ha mandato questa immagine, che abbiamo continuato a scambiarci. Poi ha l’abitudine di mandare anche l’emoji del braccio muscoloso".

L'EXPLOIT AL MILAN - Sul campo, invece, a colpire è la facilità con cui trova soluzioni tecniche complicate. La tripletta perfetta al Salisburgo ne è l’ultima dimostrazione, ma Dalla Costa torna anche al primo gol in campionato: "Fa cose che magari gli altri non pensano nemmeno di fare, oppure affronta situazioni con un coefficiente di difficoltà elevato facendole sembrare normali. Basta guardare il gol al Torino, lo stop di coscia e il tiro prima che il pallone rimbalzasse. Sono qualità che o hai o non hai".

L’esperienza da attaccante in Nazionale sta arricchendo il suo repertorio. Dalla Costa immagina un giocatore ancora da scoprire fino in fondo, anche sul piano fisico: "Credo possa crescere ancora. Per fisicità e capacità di adattamento, secondo me può fare tutto il fronte offensivo. Ha margini che probabilmente nemmeno lui conosce fino in fondo".

Nel Milan ha trovato quelle che Dalla Costa definisce le condizioni di un "allineamento dei pianeti": l’arrivo dal Catanzaro, la nuova fase del club e un allenatore come Amorim, disposto a dare spazio ai giovani. E anche la reazione alle panchine precedenti a Salisburgo, per il dirigente, è un segnale positivo: "Dal suo atteggiamento, fin dal primo minuto, non mi è sembrato che fosse una cosa che lo preoccupasse. Probabilmente la chiave è proprio questa: essere pronto a prescindere da quando vieni chiamato".

La concorrenza resta importante, ma le ambizioni possono crescere insieme al rendimento: "Per la maturità e la totale umiltà che ha, credo possa ritagliarsi un posto da titolare, se non da titolarissimo. Poi guardi chi c’è in squadra, Rabiot, Pulisic, Modric e tutti gli altri, ed è normale farsi qualche domanda. Però siamo a metà ottobre ed è il capocannoniere del Milan. Io, in questo momento, non vedo limiti".

Guardando più avanti, la preoccupazione riguarda soprattutto la forza economica della Premier League. Dalla Costa ragiona sulle possibilità che potrebbe aprire una stagione del genere: "Con la capacità di spesa che hanno in Inghilterra, se da qui a giugno dovesse finire in doppia cifra e continuare a fare certe cose, potrebbero arrivare e portartelo via. Non so se il suo futuro sarà ancora in Italia, a parte la Nazionale. Poi conteranno la sua volontà e quella del Milan, naturalmente".

Tra i gol e le prospettive di carriera, "Alpha" conserva intanto un desiderio che riporta tutto alla famiglia. Dalla Costa lo racconta così: "Il suo sogno è comprare casa alla mamma, alla famiglia. E sicuramente lo realizzerà".