Il ritorno del Celtic a Lisbona: quando gli scozzesi sconfissero l'Inter di Herrera
A quattordici anni di distanza dall'ultima volta, il Celtic torna a giocare a Lisbona. La squadra di Martin O'Neill affronterà il Benfica nella sfida valida per la seconda giornata della League Phase di Europa League. Le attenzioni del pubblico scozzese, tuttavia, non sono concentrate solo sulla gara di oggi: a legare Glasgow e Lisbona è una storica impresa compiuta sessant'anni fa all'Estádio Nacional del Jamor, storico impianto sportivo che ha ospitato la pagina più bella della storia dei biancoverdi.
É il 1967, i Beatles stanno per pubblicare "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", album destinato a cambiare per sempre la storia della musica, intanto negli Stati Uniti imperversano le proteste contro la guerra in Vietnam. Mentre il mondo si prepara a voltare radicalmente pagina, in Scozia un gruppo di ragazzi sta portando a termine una stagione incredibile. É il Celtic di Jock Stein, ex minatore, che ha rivoluzionato totalmente il modo di intendere il calcio dei suoi, riuscendo a raggiungere la finale della Coppa dei Campioni alla prima partecipazione assoluta.
La finale è in programma il 25 maggio a Lisbona. Il clima è radicalmente differente da quello piovoso al quale gli scozzesi sono abituati e ad attendere la squadra c'è il caldo torrido tipico della zona lusitana. Questo, tuttavia, non è il più grande pericolo che la squadra è costretta ad affrontare: per entrare nella storia Stein deve superare l'Inter di Helenio Herrera, una formazione rivoluzionaria in grado di dominare il calcio europeo dal '63 al '67, portando a casa sette trofei.
Alle leggende dell'Inter come Mazzola, Burgnich, Facchetti e Suarez (che non scenderà in campo in quell'occasione a causa di un infortunio) si contrappone un gruppo gestito da un mago della tattica e da uno spirito comune: l'intera formazione titolare era nata nel raggio di trenta miglia dal centro di Glasgow, mentre alcuni di loro erano cresciuti addirittura nello stesso quartiere. In squadra figuravano leggende del calcio britannico come Jimmy Johnstone, terzo al Pallone d'Oro in quell'annata, e Bobby Lennox, secondo miglior marcatore della storia del club con 273 reti, ma i favori del pronostico sono tutti per la formazione italiana. Il calcio, però, sa regalare sempre emozioni.
DAL RIGORE DI MAZZOLA AL RIBALTONE FINALE - La sfida psicologica inizia già nel tunnel prima di entrare in campo, dove i giocatori del Celtic intonano a squarciagola l'inno del club per spezzare la tensione, e prosegue fin dalla scelta delle divise: alle eleganti ma pesanti maglie in cashmere dei nerazzurri, poco adatte al clima di quel pomeriggio, gli scozzesi rispondono con delle più leggere ma umili casacche in cotone. La partita parte subito in discesa per i milanesi, con Sandro Mazzola che realizza dal dischetto al settimo minuto di gioco lasciando i rivali a bocca aperta. Ma è qui che la razionalità cede il passo alla magia: i biancoverdi reagiscono d'orgoglio e schiacciano l'Inter nella propria metà campo, con Herrera incapace di reagire alle progressioni di Johnstone e dell'intera formazione biancoverde.
Il muro nerazzurro crolla dopo circa sessanta minuti di strenua resistenza: è il terzino Tommy Gemmell a battere Giuliano Sarti e a consegnare la parità ai suoi, mentre al minuto 84 il centravanti Stevie Chalmers devia in rete un tiro dalla distanza di Bobby Murdoch per regalare ai suoi una clamorosa vittoria. A fine partita saranno 42 i tiri dei biancoverdi, mentre l'Inter chiuderà a 7. I festeggiamenti furono sfrenati: un'invasione di campo travolse i "Lisbon Lions" (così passeranno alla storia), mentre i tifosi strapparono la maglia del capitano Billy McNeill, il quale fu costretto a salire in tribuna d'onore per alzare il trofeo indossando i calzoncini e una felpa verde della tuta.
UNA PARTITA CHE NON SI DIMENTICA: LE MAGLIE SPECIALI E GLI OASIS - Per onorare la memoria della pagina più importante del club - prima squadra britannica a vincere la Coppa dei Campioni e tutt'ora unica scozzese ad aver alzato il trofeo -, migliaia di tifosi che hanno seguito i biancoverdi in questa trasferta si sono recati proprio nello storico impianto per ripercorrere un evento storico che ha messo per la prima volta la Scozia al centro della mappa europea.
Ma il ricordo non si ferma qui: nella maglia home di questa stagione, infatti, la stessa società ha scelto di inserire attorno allo storico logo la scritta "60º Aniversário", volutamente in portoghese e volta a ricordare l'impresa di Jock Stein e dei suoi uomini, mentre gli Oasis hanno scelto di iniziare il loro prossimo tour mondiale proprio dal Celtic Park, casa degli scozzesi per le partite casalinghe, scegliendo come data proprio il 25 maggio per sottolineare le loro origini e festeggiare lo storico momento.