Entra, segna e il Real Madrid rimonta: Espí, l'amuleto di Mourinho
È arrivato da poco meno di tre mesi ma a Madrid si stanno già chiedendo se abbia dei poteri magici. Carlos Espí, l'amuleto di Mourinho, ha colpito anche all'Olimpico. L'ex Levante è salito a quota 3 gol in... 48'. Avete letto bene. Con un parco attaccanti come quello a disposizione dell'allenatore portoghese, trovare spazio è difficile per chiunque. Soprattutto se arrivi come promessa. E oggi Espí rappresenta già qualcosa di più. Se contro l’Espanyol, al debutto in Liga, lo Special One l’ha inserito per dare peso offensivo, contro la Roma è entrato al posto di Mr. 140 milioni: Yan Diomande. Un cambio pronosticabile visto il momento della partita: giallorossi avanti 3-1 e Blancos in difficoltà. Al 78' arriva il momento di Espí, che impiega appena 5' per accorciare le distanze. Due minuti dopo Endrick trova la rete del pareggio, seguita da quella del definitivo 3-4 firmata dall'ex Rudiger al 90'. Un epilogo che i tifosi del Real conoscono ormai molto bene.
IDENTIKIT - Tutto nasce in estate. Mbappé condivide il ruolo di centravanti con Goncalo García. Ma Mourinho è stato chiaro con quest'ultimo: non può garantirgli un ruolo da protagonista. Da qui nasce il desiderio di provare una nuova esperienza. Alla porta del Real Madrid bussa il Fulham, che riesce a portarlo in Inghilterra a titolo definitivo a inizio agosto. I Blancos, però, si sono mossi in anticipo: quattro giorni prima a Valdebebas, il centro sportivo del club, è arrivato proprio Carlos Espí, prelevato dal Levante. Lo spagnolo è dotato di un fisico imponente: abbina una notevole struttura da target man (194 cm per 88 kg) a una sorprendente rapidità in campo aperto.
I risultati non tardano ad arrivare. Alla prima uscita di campionato, il Real fatica in casa dell'Espanyol. Così, a dieci minuti dalla fine, l'ex Benfica lancia Espí, che dimostra subito di saper reggere il peso di una maglia leggendaria come quella blanca. E dopo appena dieci minuti firma la prima vittoria del Mourinho bis. Se contro il Betis lo spagnolo non è riuscito a replicare, il secondo gol con il nuovo club arriva alla sesta di Liga in casa dell'Elche. Situazione di parità e, all'87', fa il suo ingresso in campo. Nel recupero, Mbappé viene lanciato davanti al portiere ma con un extra-pass decide di servire Espí che deve solo appoggiare in rete. Con il gol di ieri, viaggia a una media di un gol ogni 16' complessivi. A dir poco impressionante.
RISERVA - Espí è esperto in missioni di salvataggio. Prima di trasferirsi a Madrid, ha trascinato il Levante verso la salvezza. Ha chiuso la stagione 2025/26 con 11 reti in 25 presenze in campionato. Ma il dato assume ancora più importanza se pensiamo che, fino a febbraio, non era nemmeno titolare. Infatti, anche a causa di qualche infortunio, era tutt'altro che una certezza per la sua ex squadra. Poi, con la doppietta all'Alavés, è scattato qualcosa. Mou se n'é accorto e questa estate ha spinto per portarlo a Madrid.
Espí ha stretto subito un rapporto con il suo nuovo allenatore: dalla decisione di trasferirsi a Valdebebas alle buone impressioni fatte nei primi allenamenti. "Lui è un attaccante con caratteristiche particolari, mancava nella nostra squadra" ha dichiarato Mourinho dopo la vittoria con l'Espanyol. "E poi è molto divertente. Facciamo insieme colazione, pranzo e cena. Io, il mio staff, lui e Cucurella. Un gruppetto molto piacevole". Oltre che simpatico, sicuramente è anche molto efficiente. Per Espí non esistono Mission Impossibile. Tre indizi fanno una prova, e a Madrid iniziano a rendersene conto.