Ascoli, una Serie B nel segno... dell'ex vice di Di Francesco: Tomei, che capolavoro

Ascoli, una Serie B nel segno... dell'ex vice di Di Francesco: Tomei, che capolavoro
Oggi alle 20:30Interviste e Storie
di La Casa di C
Con la vittoria dei playoff contro l'Union Brescia i bianconeri conquistano la B. Il 4-2-3-1 come marchio di fabbrica, e ora Tomei si gode la festa

L'Ascoli è di nuovo in Serie B. Il successo in finale playoff contro la formazione lombarda non rappresenta soltanto il ritorno tra i cadetti dopo due stagioni di assenza, ma conferma anche un aspetto già evidenziato: l'efficacia del calcio proposto da Francesco Tomei. L’occasione che gli ha dato l’Ascoli la scorsa estate è stata sfruttata al meglio dall’allenatore classe 1972, reduce dall’ottima esperienza alla guida del Picerno.

Il 4-2-3-1 è stato il tratto distintivo dell’intera annata, permettendo ai bianconeri di diventare una squadra solida e organizzata, capace di chiudere la stagione regolare con la miglior difesa del girone prima dell’inizio dei playoff. Un risultato costruito grazie al collettivo, ma anche alle qualità dei singoli. Su tutti D’Uffizi e Gori, autori complessivamente di oltre 25 reti, con il primo protagonista anche in fase di rifinitura grazie ai numerosi assist. Senza dimenticare Milanese, centrocampista cresciuto nel settore giovanile della Roma e dotato di una grande propensione al gol. Tutti elementi che hanno contribuito al ritorno in B dell'Ascoli, che non ha mai smesso di credere nel proprio sogno.

Lo stesso atteggiamento mostrato da Tomei, che anche nei momenti in cui la promozione diretta sembrava lontana non ha mai rinunciato a manifestare fiducia nelle possibilità della squadra. Una convinzione che oggi si è trasformata in una vera e propria impresa. L'allenatore ha così confermato il proprio valore dopo le esperienze sulle panchine di Monopoli e Picerno, percorsi che avevano già lasciato intravedere le sue qualità. Oggi, grazie a questo successo, il suo nome entra di diritto nella storia dell’Ascoli.

PROFILO BASSO E TANTO LAVORO - Arrivato la scorsa estate con grande discrezione e con il compito non semplice di rilanciare una squadra reduce da un 15° posto in classifica, Tomei ha subito dato l’impressione di aver conquistato il gruppo. Già durante il ritiro di Cascia si era percepita la sintonia tra allenatore e squadra, un legame che si è consolidato nel corso della stagione. L'ex Picerno ha saputo costruire un gruppo unito e compatto, disposto a seguirlo in ogni sfida. Il sistema di gioco adottato si è adattato perfettamente alle caratteristiche della rosa, pur mantenendo la flessibilità necessaria per adeguarsi agli avversari e alle diverse situazioni di gara.

Da ex difensore, Tomei ha costruito il successo dell’Ascoli partendo dalla fase difensiva, aspetto che non è mai passato in secondo piano nel suo modo di intendere il calcio. Umiltà, lavoro quotidiano e coesione sono stati i principi alla base della promozione. A ciò si aggiunge un dato significativo: dalle parti del Del Duca era dalla stagione 2021/2022, con Andrea Sottil, che un allenatore non riusciva a portare a termine un’intera annata alla guida del club. Anche questo rappresenta un piccolo, ma importante, record.

"ALLENO GRAZIE A DI FRANCESCO" - Il bagaglio di esperienza di Tomei è ampio e non si limita al ruolo di allenatore principale. Prima di intraprendere un percorso autonomo, infatti, è stato per 10 anni il vice di Eusebio Di Francesco, vivendo da protagonista alcune tappe importanti del calcio italiano: dalle promozioni ottenute con Sassuolo e Pescara fino all’esperienza sulla panchina della Roma e alla storica rimonta in Champions League contro il Barcellona nei quarti di finale.

In un’intervista rilasciata nel 2019 a Il Centro, Tomei aveva spiegato con chiarezza le motivazioni che lo avevano spinto a intraprendere la carriera da primo allenatore: "Alleno grazie a Eusebio Di Francesco, è stato lui a trasmettermi la voglia di mettermi in gioco". In quel periodo era ancora alla ricerca di una società pronta a credere nelle sue capacità e auspicava di trovare "un ambiente e una squadra guidati da persone di valore, capaci di trasmettere valori". Ad Ascoli, la sensazione è che abbia finalmente trovato tutto questo.