Dalla fiducia di Fabregas alla chiamata di Mancini: chi è Riccardo Cassano, il giovane del Como sotto osservazione

Dalla fiducia di Fabregas alla chiamata di Mancini: chi è Riccardo Cassano, il giovane del Como sotto osservazioneTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 19:16Interviste e Storie
di Francesco Mastrogiovanni
Aggregato alla prima squadra quando militava ancora nell'Under 17, il giovane regista lariano aveva già conquistato la fiducia di Fabregas. Ora la chiamata dell'Italia

La lista dei convocati di Roberto Mancini per le sfide di Nations League contro Belgio e Francia riserva una sorpresa: c'è anche Riccardo Cassano, giovanissimo centrocampista del Como nato nel 2009. Una chiamata che rappresenta un riconoscimento importante per uno dei prospetti del settore giovanile lariano e un'occasione per confrontarsi con il gruppo della Nazionale maggiore a soli 17 anni.

Come specificato dalla FIGC, la convocazione di Cassano, e di Lontani, ha l'obiettivo di permettere a Mancini di osservarli da vicino e offrire loro un'importante opportunità per mettersi in mostra. I due giovani non resteranno aggregati al gruppo per l'intero raduno: nei prossimi giorni raggiungeranno rispettivamente le Nazionali Under 18 e Under 19, impegnate nel Mondiale in Qatar e nella seconda fase delle qualificazioni al Campionato Europeo. Per Cassano, dunque, un'esperienza preziosa anche in vista del prosieguo del proprio percorso internazionale.

LE CARATTERISTICHE TECNICHE - Nato il 1° luglio 2009, Cassano è un centrocampista che interpreta principalmente il ruolo di regista davanti alla difesa. Visione di gioco, qualità tecnica e capacità di dare ordine alla manovra sono le sue caratteristiche principali. È un giocatore che ama ricevere il pallone, giocare a testa alta e trovare rapidamente la soluzione migliore, privilegiando la semplicità e la precisione. Nella stagione 2025-26, con l'Under 17 del Como, ha collezionato 26 presenze e quattro assist in campionato. Fabregas ne ha apprezzato soprattutto l'intelligenza calcistica e la capacità di adattarsi alle richieste tattiche: "È un play, forte, fisico, capisce bene il calcio". E ancora: "Non so se è pronto, ma capisce il calcio che vogliamo portare qua: cambi di gioco, gioco tra le linee, come si muove".

L'INVESTITURA DI FABREGAS - L'allenatore spagnolo è stato uno dei primi a intuire le potenzialità di Cassano, aggregandolo agli allenamenti della prima squadra nella primavera del 2026, quando il ragazzo non aveva ancora disputato nemmeno una partita in Primavera. Il 17 maggio è arrivata anche la prima convocazione in Serie A contro il Parma. Fabregas aveva spiegato così le qualità del giovane regista: "È un play, forte, fisico, capisce bene il calcio". E ancora: "Non so se è pronto, ma capisce il calcio che vogliamo portare qua: cambi di gioco, gioco tra le linee, come si muove".Ma le parole più significative sono arrivate ad agosto, quando Fabregas ha spiegato il motivo della propria fiducia, chiamando in causa due autentici maestri del ruolo: "Quando vedevi Busquets o Pirlo ti accorgevi di una cosa. Se Pirlo giocava male, la squadra giocava male. E così per Busquets. Se loro giocavano bene, nessuno parlava di loro. Sai cosa vuol dire? Che erano fortemente condizionanti. In Riccardo io credo molto". Al Festival dello Sport di Trento, il 5 ottobre, ha poi raccontato come si sia accorto delle sue qualità: "La prima volta si è allenato e ho detto: ok, bene, niente di speciale. La seconda, alcune cose mi facevano pensare che fosse diverso. Semplificava". Una qualità che, per un regista, può fare la differenza.