Intervista

Dalla Faloppiese alla Champions League, le radici di Papaccioli: “Era già leader a 14 anni”

Dalla Faloppiese alla Champions League, le radici di Papaccioli: “Era già leader a 14 anni”
© foto di Como Football 1907
Oggi alle 16:30Interviste e Storie
di Stefano Barollo
La nostra intervista a Leonardo Gabaglio, ex allenatore di Matteo Papaccioli, classe 2008 che ha segnato all’esordio in Champions League col Como.

Poco più di mezz’ora. Per realizzare un sogno. Per entrare nella storia. Per un gol che non dimenticherà mai: a Matteo Papaccioli è bastato davvero poco per segnare al suo esordio in Champions League. Che il centrocampista classe 2008 del Como avesse qualcosa di speciale, però, qualcuno l’aveva già intuito anni fa: "Al primo controllo di palla ho capito che aveva qualità pazzesche, era incredibile". A raccontarcelo è Leonardo Gabaglio, che ha allenato Papaccioli alla Faloppiese Ronago (società dilettantistica della provincia di Como), quando il centrocampista aveva appena 14 anni.

Torniamo indietro di qualche anno. La famiglia di Papaccioli si è da poco trasferita in Italia dal Brasile, e Matteo cerca una nuova squadra. "La mamma aveva conosciuto per caso un nostro allenatore che lavorava in banca, il quale le aveva consigliato di portarlo da noi a Faloppio. Io avevo la fortuna di allenare i 2008, e così ho conosciuto un ragazzo con un’umiltà grandiosa" racconta Gabaglio a GianlucaDiMarzio.com. Un controllo palla. L’umiltà e insieme la voglia di emergere: tutto ciò è bastato all’ex allenatore di Papaccioli per capire che davanti a sé c’era un talento differente.

E così le lancette tornano al presente, al momento in cui Matteo ha segnato al suo esordio in Champions League, in una notte storica per lui e per il Como. E un po’ anche per lo stesso Gabaglio: "È stata una bellissima sorpresa, quando alleni in una squadra di un paesino non ti viene da pensare che possa succedere qualcosa del genere. Ieri sera mi sono emozionato parecchio".

"APPENA ARRIVATO ERA GIÀ LEADER" - Tra presente e passato, nelle parole di Gabaglio c’è l’emozione di chi ha visto crescere in fretta un talento che già a 14 anni aveva qualcosa in più. Anche per gli ex compagni: "Secondo me, oltre alle qualità tecniche, è l’aspetto umano che lo porta ad avere dei risultati così: è un ragazzo umile e con una famiglia molto unita, che lo ha aiutato e sostenuto tanto in questi anni. Da quando è arrivato a Faloppio si è subito fatto voler bene dal gruppo, che lo ha considerato un leader da subito".

IL PASSAGGIO AL COMO E… LE LACRIME - Quel leader di soli 14 anni si mette presto in mostra. E a notarlo dopo una sola stagione è proprio il Como: a fine anno Papaccioli decide di vestire biancoblù. Un momento condiviso - ci racconta Gabaglio - con più di qualche nodo alla gola: "Eravamo a giocare un torneo al mare, e il giorno della finale lui in spogliatoio ci disse che il Como l’aveva selezionato e che avrebbe voluto andare a giocare lì. Le lacrime, sue e nostre, erano di gioia nel sapere che un tuo giocatore sta andando al Como, ma anche di dispiacere, perché perdevamo un ragazzo come pochi".

IL LEGAME CON LA FALOPPIESE E IL VALORE DEI SOGNI - "Un ragazzo come pochi". Passione e voglia di arrivare in alto, come ci spiega il suo ex allenatore, sono stati elementi fondamentali per il salto tra i grandi. E anche per affrontare momenti complicati, come l’infortunio al crociato della scorsa stagione: "Ha sempre avuto voglia di arrivare, e anche dopo quello stop forzato ha lavorato con tanta determinazione".

Ed è per questo che Papaccioli è sempre più un esempio per i giovani della Faloppiese, tra cui suo fratello Enrico, classe 2010. Ma non solo. Secondo Gabaglio, infatti, la storia del centrocampista del Como può insegnare ai più piccoli l’importanza di sognare: "Lo indicherò sempre come tesoro della nostra società. È bello per noi e per lui: un bambino deve sognare in grande, e sapere che un ragazzo che giocava nella tua stessa squadra è arrivato a segnare in Champions League aiuterà sicuramente i più piccoli a farlo". In poco più di mezz’ora Papaccioli ha coronato un sogno. Ma dietro a quel sogno ci sono diversi anni di lavoro, umiltà e passione. Ed è così che il giovane centrocampista vuole continuare a costruire il proprio percorso.