Dalle Champions col PSG alla voglia di leadership: Liverpool-Atletico è anche Barcola-Lee

Dalle Champions col PSG alla voglia di leadership: Liverpool-Atletico è anche Barcola-Lee
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Damiano Tucci
Dopo 86 partite insieme al PSG, il francese e il sudcoreano sono pronti a sfidarsi in Champions League, con l'obiettivo comune di prendersi la scena

L’estate, in tempi di calciomercato, si traduce spesso nella scelta di chi si vuole diventare davvero. Dopo gli anni di successi al PSG, Bradley Barcola e Lee Kang-in hanno scelto la strada che conduce alla leadership: quella da ricercare nel boato di Anfield, sognando Alex Hunter, o nel ruggito cholista di stampo Atleti. Da compagni ad avversari, già in occasione della sfida in Champions League del 9 settembre una cosa è certa, la zona di comfort non fa per loro.

Ottantasei partite giocate insieme sotto la Tour Eiffel, due Champions vinte di fila e un mix letale tra velocità in transizione e abilità negli ultimi venticinque metri tra rifinitura, lettura di gioco e puntualità in area di rigore. Veder combinare il francese e il sudcoreano è stato soprattutto questo: uno spettacolo imprevedibile. Un esempio? Il colpo di testa di Barcola in occasione di una vittoria sul Le Havre, arrivato, secondo l'attuale attaccante del Liverpool, esclusivamente grazie alla capacità di Lee di crossare in maniera perfetta quando rientra verso l'interno del piede.

Dopo 13 trofei e 3447' condivisi, il francese e il sudcoreano hanno deciso di poter brillare da soli, dimostrando di saper salutare al momento perfetto un contesto, quello del PSG, ormai bisognoso di "energia fresca, rinnovamento e nuovi stimoli" (Luis Enrique dixit). Un contesto sicuro, dentro il quale però, Barcola e Lee, hanno sempre ricoperto il ruolo di devastanti risorse.

Il Liverpool, con l’arrivo di Barcola permette a Iraola di completare finalmente il tridente ideale per il suo calcio. Il francese andrà ad agire sulla corsia sinistra per cercare, insieme a Victor Muñoz, di aprire gli spazi e servire Isak dopo i soliti strappi in velocità. Sul fronte opposto, invece, Lee promette di essere l'enganche perfetto per plasmare il gioco dell'Atletico Madrid, col tocco magico della 7 ereditata da Griezmann che aggiunge un tocco di poesia.

DA ALEX HUNTER AD ANFIELD ROAD: L'ORA DI BARCOLA- La 29 che lo accompagna da una vita in onore di Alex Hunter spiega un particolare mai scontato: la carriera di Barcola somiglia per davvero a un videogioco. Cresciuto insieme a cinque fratelli, il classe 2004 veniva incoraggiato fin da piccolo a giocare a calcio, con la madre che non ha mai perso l'occasione di accompagnarlo ai match e filmare le sue prodezze mentre il padre si prendeva cura del suo talento facendolo allenare col fratello portiere Malcom .

L'ingresso nell'accademia del Lione e l'impatto devastante avuto nel corso del tempo hanno ben presto dato ragione ai coniugi Barcola: il ragazzo, infatti, si è già imposto ai massimi livelli, anche grazie a una personalità che gli ha permesso di rimanere completamente indifferente alle critiche per il trasferimento al PSG del 2024. Unico neo degli anni parigini colmi di successi? La finalizzazione, non ancora all'altezza del prezioso bagaglio tecnico del francese. Iraola, in questo senso, saprà già cosa fare.

DAL REALITY AL RUGGITO ATLETI: MISSIONE LEE- Si può diventare uno dei talenti più chiacchierati degli ultimi anni partendo da un reality? La risposta è...Lee! Il nuovo fantasista dell'Atletico Madrid, infatti, ha fin da ragazzino gli occhi del mondo addosso per aver partecipato al famoso talent Fly Shoot Dori, strutturato per fare in modo che giovani promesse fossero allenate da celebrità. A 10 anni, poi, per Lee Kang-in c'è il Valencia, autostrada propositiva alla sua definitiva esplosione.

Il recente passaggio alla corte di Simeone, dopo l'esperienza al Maiorca e i successivi trionfi parigini, ha già mostrato scintille, tra gol da favola all'esordio col Malaga e assist alla terza giornata nella vittoria di Siviglia. Adesso, però, è tempo di Champions League: la sfida tra ex con vista su Parigi, promette di spiegare perché, lasciare la zona di comfort, è sempre la scelta giusta.