Clément Grenier: “Roma-Scudetto: è arrivato il momento. Totti, un monumento come il Colosseo, che brividi l'addio del 2017"
Clément Grenier, arrivato alla Roma nel gennaio 2017 dopo l’esperienza al Lione, ha vestito la maglia giallorossa per cinque mesi, condividendo lo spogliatoio con leggende come Francesco Totti e Daniele De Rossi.
L’ex centrocampista ha ripercorso a Gianlucadimarzio.com i ricordi della sua esperienza nella Capitale, l’addio al calcio di Totti nel maggio 2017 e le ambizioni della Roma di Gian Piero Gasperini, senza nascondere il suo affetto per il club giallorosso.
I MESI ALLA ROMA - Il francese ha ricordato il periodo in giallorosso: “Francamente, sono stati cinque mesi magnifici! Mi sarebbe piaciuto restare molto più a lungo perché mi trovavo molto bene, mi sentivo a mio agio. Vincent Candela, che era di casa alla Roma e a Roma, mi ha fatto sentire subito a mio agio! Ho ricevuto un’accoglienza favolosa da parte di Totti, De Rossi e Dzeko. Tutta la squadra era unita e compatta ed è stato ovviamente un momento eccezionale. La fine della carriera di una leggenda come Francesco è sempre un momento particolare e speciale, soprattutto in Italia e soprattutto a Roma. Per me è stata un’esperienza favolosa. Ovviamente mi sarebbe piaciuto giocare di più e mostrare maggiormente le mie qualità, ma arrivavo da un periodo in cui avevo giocato poco al Lione nei sei mesi precedenti alla firma con la Roma. Mi mancava il ritmo partita, ma penso che quello che ho fatto sia stato piuttosto interessante. Soprattutto, è stato importante vivere quel momento con Francesco. Ovviamente, la settimana che ha preceduto la fine della sua carriera è stata emozionante per tutta la città”.
L'IMPORTANZA DI TOTTI A ROMA - “È una leggenda, è un monumento come il Colosseo in questa città", ha scherzato Grenier. "È più importante di moltissime persone alla Roma, ma, allo stesso tempo, è un bambino, nel senso che ama il calcio. Voleva soltanto giocare e divertirsi, provare piacere nel farlo. Ovviamente, la fine è stata emozionante e, quando si vede un intero stadio piangere, e un’intera città piangere per un giocatore, questo dimostra anche la persona che è, il giocatore che è stato e soprattutto ciò che rappresenta in questa città. È una persona eccezionale e un giocatore favoloso, lo sanno tutti. Per me è stato un momento particolare da vivere”.
Ha poi aggiunto: “Totti il più forte con cui ho giocato? È difficile, perché lui era ormai un po’ verso la fine della carriera, aveva 40 anni, ma la carriera che ha fatto è eccezionale. Io lo guardavo in televisione e l’ho seguito per tutta la sua carriera. Era un po’ più verso la fine, ma l’aura, la personalità e il carattere che aveva lo collocano tra i giocatori più forti con cui abbia giocato .Ma ho anche avuto la fortuna di giocare con Franck Ribéry in nazionale, con Karim Benzema e con tanti altri che dimentico. Al Lione e in nazionale ho giocato con grandi calciatori. Ma Totti fa ovviamente parte di quei giocatori speciali. Era diverso”.
ROMA DA SCUDETTO? - La Roma di Gasperini, con Malen, Dybala, Koné e Balerdi, è in crescita: Grenier ha parlato delle ambizioni del club giallorosso: “Roma da scudetto? È chiaro che tutto il club e tutti i tifosi aspettano questo momento con impazienza. Sì, mi viene da dire: perché non proprio in questa stagione? Sono partiti bene e io adoro questo allenatore, Gasperini, e tutto quello che sta facendo con questa squadra. Quello che ha fatto all’Atalanta è stato eccezionale e ora continua a lavorare e a portare qualcosa alla Roma. Sappiamo che il contesto alla Roma non è semplice: sappiamo che c’è molta pressione e che non è sempre facile mantenere la regolarità. Quest’anno sono partiti piuttosto bene e mi piacerebbe molto che il club vincesse questo Scudetto, per i romani, per la Roma e per la città di Roma. È da tantissimo tempo che lo aspettano e, per tutta l’energia che i tifosi mettono a sostegno di questo club, meriterebbero di alzare questo trofeo”.
L'AMBIENTE - Grenier ha infine concluso sull'ambiente giallorosso: a Roma gli alti sono altissimi e i bassi sono bassissimi. Si passa dall’euforia alla depressione, e viceversa, molto rapidamente: "Sono tifosi appassionati. Se posso fare un paragone, in Francia abbiamo l’Olympique Marsiglia, che è un po’ sulla stessa linea. Sono persone appassionate, che conoscono il calcio, che sostengono la squadra e ci mettono molta energia. Quando le cose vanno bene è fantastico, mentre quando vanno un po’ meno bene è una tragedia. Ma è proprio in questi momenti che i giocatori e il club devono trovare quella regolarità che permette di gestire la situazione e attenuare questa mancanza di continuità. È anche per questo che la Roma lo meriterebbe: per il club che è, per il suo lavoro, per la città e per i tifosi. Per me sarebbe una ricompensa e auguro loro davvero il meglio, perché è un club che mi ha lasciato il segno nella mia esperienza e nella mia carriera. Continuo a seguirli. Sono innamorato della Roma”.