La notte dei derby: Palmeiras-Corinthians, Fla-Flu e Grenal, le rivalità che accendono il Brasile
Sembra assurdo ma una delle rivalità più intense del calcio brasiliano è partita da un osso. Nel 1918, infatti, i tifosi del Palestra Itália - il nome utilizzato dal Palmeiras prima del 1942 - provocarono quelli del Corinthians lanciando un osso con un biglietto: "O Corinthians é canja para o Palestra”.
“Il Corinthians è zuppa per il Palmeiras”: questa la traduzione del messaggio che esprime il concetto che per il Palestra la partita sarebbe stata una passeggiata. Ciononostante il Corinthians riuscì a strappare un 3-3 e, al termine del match, i supporters del Timão risposero con lo stesso osso: "Este osso era para a canja. Mas não cozinhou por ser duro demais" (Questo osso era per il brodo di pollo, ma non è riuscito a cuocere perché era troppo duro). Si era incendiato il Derby Paulista e non si sarebbe più spento.
TRE DERBY NELLA STESSA GIORNATA - Palmeiras e Corinthians si affronteranno nella 30ª giornata del campionato brasiliano. Nel Verdão giocano l’ex Lazio Felipe Anderson e il terzino sinistro Agustín Giay, titolare con l’Argentina nell’ultima partita di Messi con la Selección. Per il Timão sono presenti Lingard e Depay, che, dopo le tensioni estive, è rimasto e ha rinnovato il contratto. Nello stesso turno, il Brasileirão, in un particolare incastro di calendario, proporrà altri due grandi derby: Flamengo-Fluminense e Grêmio-Internacional. Tutte e tre le partite sono in programma questa sera, domenica 11 ottobre, alle 22:30 ora italiana.
PALMEIRAS-CORINTHIANS - La rivalità tra Palmeiras e Corinthians dura da oltre un secolo ed è considerata la sfida simbolo di San Paolo, il derby più sentito della città. Nel corso della sua storia non sono mancati momenti di grande tensione tra i due club. Uno di questi risale al 1999, quando le due squadre si affrontarono nel giro di poche settimane nei quarti di finale di Copa Libertadores e nella finale del Campionato Paulista. Nella competizione continentale fu Palmeiras a spuntarla, imponendosi ai calci di rigori. Nel torneo statale, invece, Corinthians ebbe la meglio, grazie al 3-0 dell'andata e al 2-2 del ritorno. Durante gli ultimi minuti del doppio confronto, Edílson, un giocatore del Corinthians, iniziò a palleggiare a centrocampo per punzecchiare gli avversari. Il gesto scatenò la reazione dei tifosi del Verdão ma soprattutto innescò una maxi rissa, tra i giocatori della due squadre, che ha segnato la storia del Derby di San Paolo.
La storia di questa rivalità, tuttavia, è composta anche da momenti di unione e collaborazione tra Palmeiras e Corinthians. Nel 1938, le due squadre, insieme al Portuguesa (altro club di San Paolo) e al São Paulo parteciparono a un mini torneo, volto proprio ad aiutare economicamente quest’ultimo che attraversava una grave crisi finanziaria. In semifinale si sfidarono proprio Palestra Itália e Corinthians, in un match passato alla storia come Jogo das Barricas poichè i tifosi di entrambe le squadre depositarono il loro denaro dentro dei barili. I soldi furono poi devoluti al São Paulo come gesto di solidarietà. Un altro episodio simbolico è anche il Jogo Vermelho, un'amichevole tra i due club organizzata nel 1945 per raccogliere fondi a favore del Movimento Unificador dos Trabalhadores e del Partido Comunista Brasileiro. L’incontro si inseriva nel delicato periodo di transizione dalla dittatura dell’Estado Novo di Getúlio Vargas verso la democrazia, dopo la legalizzazione dei partiti politici. La “Partita Rossa” ebbe anche un risvolto politico concreto: furono raccolti 115.000 cruzeiros, una somma destinata alla campagna elettorale del PCB, in vista delle elezioni del 2 dicembre 1945.
FLAMENGO-FLUMINENSE - Ci spostiamo ora a Rio de Janeiro, per il Fla-Flu, dove il Flamengo di Danilo, Alex Sandro, Jorginho, Paquetá e Saúl Ñíguez si prepara ad affrontare il Fluminense di Thiago Silva, Hulk e Ganso. La rivalità tra i due club affonda le radici anche nelle differenze sociali: il Fluminense, fondato nel 1902, era storicamente legato alle élite della città, mentre il Flamengo si affermò come squadra della classe lavoratrice. Il legame del Fluminense con le classi più agiate di Rio lo ritroviamo anche nell'origine dell’espressione torcida per riferirsi alla tifoseria calcistica, una delle parole più emblematiche del futbol brasiliano. Questa deriva dal verbo portoghese torcer, che significa letteralmente «torcere». Inizialmente, nei primi anni del Novecento, le gare in casa del Fluminense erano molto seguite dalle donne dell’alta società di Rio, che frequentavano lo stadio vestite in maniera molto elegante. Nella tensione delle partite, le tifose stringevano nervosamente tra le mani i propri fazzoletti e i guanti di pizzo, al posto di gridare: proprio da questo gesto è nato il modo di chiamare la tifoseria.
Il legame del Flamengo con le classi più popolari, invece, fu fortemente sfruttato dalla dittatura militare brasiliana, e in particolare da Emílio Garrastazu Médici. Il calcio fu infatti usato come strumento di propaganda e, essendo il Flamengo il club più popolare del Paese, Médici si dichiarò tifoso del Mengão. In questo modo si garantiva una grande visibilità politica e il Flamengo diventava un punto di raccordo tra il governo autoritario e il popolo, per diffondere un’immagine più vicina alle istanze popolari. Il primo Fla-Flu si tenne il 7 luglio 1912 a Laranjeiras, in una sfida valida per il campionato carioca. Il teatro principale delle sfide tra Fluminense e Flamengo è il Maracanã, dove si sono svolte partite memorabili tra i due club. Il Fla-Flu del 15 dicembre 1963 è entrato nella storia: durante questa partita, decisiva per il titolo carioca, furono presenti 194.603 spettatori, una delle affluenze più alte nella storia del calcio.
GREMIO-INTERNACIONAL - L’ultimo derby della 30esima giornata del Brasileriao è il Grenal, la sfida tra le due squadre di Porto Alegre, Grêmio e Internacional. Questa espressione fu coniata nel 1926 dal giornalista Ivo dos Santos Martins. La rivalità è considerata uno dei derby più importanti del Brasile in quanto divide a metà praticamente tutto lo Stato del Rio Grande do Sul. Anche in questo caso la rivalità ha radici sociali e va oltre la dimensione meramente calcistica. Il Grêmio, fondato nel 1903 e inizialmente legato alla comunità tedesca, aveva un'identità più selettiva: coloro che non erano immigrati tedeschi, infatti, non potevano partecipare. Proprio dopo essere stati rifiutati dal Grêmio, nel 1909 i fratelli Poppe, originari di San Paolo, insieme ad altri immigrati fondarono l’Internacional, con un’impostazione più aperta e inclusiva. L'Inter fu il primo dei due club ad accettare giocatori neri e pardos, avendo come primo calciatore nero Dirceu Alves nel 1927. Il Grêmio, invece, avrebbe accolto il suo primo giocatore nero soltanto nel 1952: l’attaccante Tesourinha.
Il primo derby di Porto Alegre si disputò il 18 luglio 1909. Il Grêmio si impose in modo larghissimo, vincendo per 10-0. L'Internacional, invece, inflisse una pesante sconfitta nella gara di inaugurazione dello stadio del Grêmio, lo stádio Olímpico Monumental usato fino al 2012 dal Tricolor. Il 26 settembre 1954 l’Inter si imposo 2-6 contro il Tricolor. La rivalità è così pesante che ogni squadra cerca sempre di superare l’altra: l'obiettivo non è mai solo vincere ma anche stare davanti. Lo scrittore di Porto Alegre Luís Fernando Veríssimo sintetizzò questa rivalità dicendo: "L'Internacional deve essere migliore del Grêmio, che a sua volta deve essere migliore dell'Internacional, che muore se non è migliore del Grêmio". Proprio dalla forte polarità che deriva dal derby di Porto Alegre, è nata l’espressione grenalização - grenalizzazione - un termine usato proprio per descrivere una situazione in cui esistono due schieramenti contrapposti all'interno dello stesso contesto, che si scontrano in maniera radicale. Nella gara di stasera, tra i giocatori del Grêmio c’è l’ex Barcellona Martin Braithwaite, mentre l’Internacional può contare sugli ex Torino Maripán e Sanabria.
Il Brasileirão si prepara a una serata infuocata, con tre delle sfide più iconiche del calcio brasiliano. Tre derby, tre città, sei squadre. Ma soprattutto, tre rivalità che dimostrano come, in Brasile, il calcio non sia mai stato soltanto calcio.