Eldense, dai "Cabezotas" al blaugrana: ora sogna in grande con Messi
Lionel Messi è vicino ad acquistare un club di Segunda Division spagnola, l'Eldense. Il campione del mondo 2022 ha raggiunto un principio d'accordo con gli attuali proprietari per rilevare le quote detenute dal Grupo TH Soluciones e diventare l'azionista di maggioranza del club. Ma quella della squadra della provincia di Alicante è una storia che parte da molto più lontano. Oltre cento anni fa. Blu e granata, una lunga vita trascorsa soprattutto nelle categorie inferiori del calcio spagnolo e un sogno mai realizzato: quello della Primera Division. Negli ultimi anni, però, l'Eldense ha vissuto uno dei momenti più importanti della propria storia. Per raccontarla bisogna tornare al 1921.
Il Club Deportivo Eldense nasce nel 1921 grazie all'iniziativa di un gruppo di amici conosciuto con il soprannome di “Los Cabezotas”. I fondatori erano soci del Casino Eldense, società culturale e ricreativa della città di Elda nella quale si tenevano anche le prime riunioni del nuovo club. Il primo presidente fu Joaquin Segui Fernandez. La prima partita ufficiale arrivò il 1° novembre 1921, contro l'Elda FC, all'epoca principale squadra della città. Finì 3-0 per l'Elda, ma quella partita segnò l'inizio della storia dell'Eldense.
QUEI COLORI COME IL BARCELLONA, IL PRIMO CAMPO, I PRIMI CAMPIONATI - C'è anche una curiosità che lega le origini del club a Lionel Messi. Già nella sua prima partita l'Eldense indossava infatti una maglia blu e granata, colori identici a quelli del Barcellona. Non fu una coincidenza. Secondo la ricostruzione ufficiale del club, i fondatori dell'Eldense erano simpatizzanti del Barça e scelsero proprio per questo i colori azulgrana. Nei primi anni l'Eldense fu costretto a giocare in diversi impianti. Nel 1923 venne però inaugurato “El Parque”, il primo vero campo utilizzato stabilmente dal club. All'inaugurazione ci fu ancora una volta il derby contro l'Elda FC. Dopo due pareggi, fu necessario un terzo incontro per assegnare il trofeo messo in palio dal proprietario dell'impianto: l'Eldense vinse 3-1. Negli anni successivi arrivarono i primi campionati vinti e le prime promozioni, prima che la Guerra civile spagnola interrompesse la crescita del club.
UN GOL DALLA SEGUNDA - Dopo la Guerra civile l'Eldense tornò subito a farsi spazio nel calcio spagnolo. Vinse il campionato nel 1940/41 e riuscì a ripetersi anche nella stagione successiva, quando il salto in Segunda Division sembrava ormai davvero a portata di mano. A fermarlo fu l'Alcoyano: le due squadre chiusero a pari punti, ma la migliore differenza reti premiò gli avversari. A separare l'Eldense da una promozione che avrebbe avuto un valore storico fu un solo gol. La delusione non fermò la crescita: nel 1943/44 arrivò l'esordio in Tercera Division, mentre la Segunda rimase il grande obiettivo da inseguire.
1956, IL GRANDE SALTO - Servì aspettare il 1956 perché quel sogno diventasse realtà. L'Eldense vinse il campionato di Tercera Division e negli spareggi riuscì a superare il Plus Ultra di Madrid, società oggi conosciuta come Real Madrid Castilla. Per la prima volta nella sua storia il club di Elda conquistava così un posto nella seconda divisione spagnola. E il debutto fu di quelli difficili da dimenticare. Il 9 settembre 1956, sul campo de El Parque, l'Eldense travolse il Cordoba 4-0. L'avventura in Segunda durò tre stagioni, prima della retrocessione. Negli anni Cinquanta arrivarono anche le prime sfide contro le grandi del calcio spagnolo: nella Copa del Generalisimo 1958/59 l'Eldense riuscì a strappare un prestigioso 2-2 all'Athletic Club a San Mames.
IL 7-0 ALL'EIBAR E IL RITORNO IN SEGUNDA - Dopo la retrocessione, nella stagione 1961/62 l'Eldense vinse nuovamente la Tercera e trovò l'Eibar ai playoff. Il 3-0 subito a Ipurua sembrò compromettere tutto, ma al ritorno arrivò una rimonta incredibile: 7-0 e qualificazione ribaltata. Superata poi la Gimnastica de Torrelavega, gli azulgrana conquistarono la seconda promozione in Segunda Division della loro storia.
TRA SAN MAMES E MONTILIVI: GLI ANNI DELLE RIPARTENZE - Il 26 aprile 1964 l'Eldense disputò la prima partita nel nuovo Estadio Municipal contro l'Hercules: 1-1. L' inaugurazione ufficiale arrivò il 6 settembre e fu subito una festa, con il 3-2 contro una formazione del Real Madrid. Quell'impianto sarebbe poi diventato il vecchio Pepico Amat, mentre oggi il club gioca nel Nuevo Pepico Amat inaugurato nel 2012. Nei decenni successivi, invece, l'Eldense diventò quasi una squadra “ascensore”: retrocessioni, promozioni e ripartenze continue. Ma tra un saliscendi e l'altro non mancarono le notti da ricordare. Come quella del 1988 a San Mames, quando una doppietta dell'ispano-argentino Roberto Orellana eliminò l'Athletic, o quella del 2006 a Montilivi, decisiva per tornare in Segunda B dopo 15 anni. La vera rinascita è arrivata molti anni dopo. Nel giro di appena tre stagioni l'Eldense è passato dalla Tercera Federacion alla Segunda Division, mettendo insieme tre promozioni consecutive. Un percorso vissuto anche dall'ex capitano Ivan Forte, indicato dallo stesso club come l'unico calciatore ad aver partecipato a tutti e tre i salti di categoria. La scalata si completò nel 2023, quando con Fernando Estevez in panchina l'Eldense tornò in Segunda Division dopo 59 anni.
UN ANNO E BASTA: SUBITO DI NUOVO IN SEGUNDA - Dopo due stagioni in Segunda, l'Eldense retrocesse nel 2025. La risposta, però, fu immediata. Nel 2025/26 ha vinto il Gruppo II di Primera Federacion ottenendo la promozione con una giornata d'anticipo grazie alla vittoria contro l'Atletico Madrileno. A quel punto gli azulgrana avevano 69 punti, quattro in più della seconda classificata. Ancora una volta, quindi, a una caduta è seguita subito una nuova risalita. Decisivo soprattutto il rendimento casalingo. Nel 2025/26 l'Eldense ha ottenuto al Nuevo Pepico Amat 48 punti sui 57 disponibili, con 15 vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta in 19 partite.
IL PROGETTO DI MESSI: PERCHÉ PROPRIO L'ELDENSE - L'acquisto dell'Eldense rientrerebbe in un progetto più ampio. Nell'aprile 2026 Messi aveva già rilevato il Cornellà, iniziando così a muovere i primi passi anche fuori dal campo. Ora l'argentino sarebbe pronto a fare un salto ulteriore entrando nel calcio professionistico spagnolo. Una scelta che guarda anche al futuro e che mantiene forte il legame con la Spagna, Paese nel quale Messi ha trascorso gran parte della propria carriera. Dietro l'interesse per l'Eldense, però, non ci sarebbe soltanto l'aspetto societario. Il sindaco di Elda, Ruben Alfaro, ha raccontato di aver già parlato con l'entourage dell'argentino anche dello sviluppo del settore giovanile e della formazione. L'idea, quindi, sarebbe quella di costruire un progetto destinato a crescere nel tempo, puntando non soltanto sui risultati della prima squadra ma anche sui giovani. E lo farà, salvo cambiamenti, da solo. Nelle prime ore erano circolati anche i nomi degli ex compagni Andres Iniesta e Carles Puyol all'interno di una possibile cordata argentina. Una ricostruzione poi smentita: secondo quanto riferito dal sindaco di Elda dopo i contatti con l'entourage dell'argentino, Messi ha raggiunto personalmente il principio d'accordo per rilevare le quote del Grupo TH Soluciones e diventare l'azionista di maggioranza del club. Restano da completare la due diligence, gli ultimi passaggi legali e contrattuali e l'autorizzazione del Consejo Superior de Deportes.
OLTRE CENTO ANNI DOPO - Dai “Cabezotas” del 1921 alla Segunda Division, passando per promozioni, retrocessioni, rimonte e notti a San Mames. La Primera Division resta ancora la grande pagina mai scritta della storia dell'Eldense. Adesso, però, potrebbe iniziare un capitolo completamente nuovo con Lionel Messi vicino all'acquisto del club. E con una coincidenza che sembra quasi chiudere un cerchio: più di cento anni fa l'Eldense nacque da un gruppo di simpatizzanti del Barcellona e scelse il blu e il granata. Gli stessi colori che hanno accompagnato Messi per gran parte della sua carriera.