Dalla periferia del Mozambico al gol in Champions: la favola di Geny Catamo

Dalla periferia del Mozambico al gol in Champions: la favola di Geny CatamoTUTTOmercatoWEB.com
Geny Catamo, Sporting Lisbona
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:30Interviste e Storie
di Stefano Fantasia
Dai campi polverosi in Mozambico, passando per la terza serie portoghese fino ad arrivare al gol in Champions League. La storia di Geny Catamo

C’è una frase, nel capolavoro di Victor Hugo, che sembra cucita addosso alla storia di Geny Catamo: "Anche la notte più buia finirà e il sole sorgerà". E per chi ha vissuto l'incertezza dei provini in periferia, le ore spese sui minibus del Mozambico e la solitudine dei primi mesi in Portogallo, quel sole non è arrivato per caso. Ha la forma di una notte di primavera all'Alvalade, in cui il talento si è trasformato in riscatto e il buio dell'anonimato ha ceduto il passo alla luce dei grandi palcoscenici. Questa è la storia di Geny Catamo, attaccante classe 2001 che ieri sera nella sfida contro il Galatasaray ha aperto le marcature all'esordio stagionale in Champions League.

GLI INIZI IN MOZAMBICO - Prima ancora di incantare l’Estádio José Alvalade con il suo sinistro, la vera palestra di Geny Catamo è stata letteralmente la strada. Ogni singolo giorno, per raggiungere il campo d'allenamento della Black Bulls Academy, il giovane Geny doveva lasciarsi alle spalle le vie del Bairro do Aeroporto, uno dei quartieri più popolari e complessi di Maputo. Ad attenderlo c'era una routine fatta di attese estenuanti e speranze aggrappate al movimento della città.

Il suo unico mezzo di trasporto erano i chapa, i tipici e improvvisati minibus collettivi che attraversano la capitale del Mozambico. Tra vetture stracolme ben oltre il limite e un traffico urbano perennemente paralizzato a causa di città non sempre perfettamente organizzata, ogni viaggio si trasformava in un'odissea di varie ore. Geny saliva a bordo senza mai avere la certezza di arrivare in tempo per la seduta, ma con la consapevolezza che ogni chilometro percorso nella polvere lo avvicinava al suo sogno professionale.

L'ODISSEA DEL VISTO E I MESI DA INVISIBILE ALL'AMORA- Il salto nel calcio europeo di Geny Catamo ha rischiato di spezzarsi ancora prima di cominciare, soffocato da un’odissea burocratica fatta di visti bloccati e carte mancanti che per mesi hanno minacciato di trattenerlo in patria. Poi però, la svolta: nel 2019 riesce finalmente ad arrivare in Portogallo a soli 18 anni.

Ad attenderlo non c'erano le luci dei grandi impianti, ma la periferia di Lisbona e l'Amora FC, club di terza serie. Collocato in un convitto insieme ad altri ragazzi africani e sudamericani con le sue stesse speranze, Catamo ha vissuto mesi da perfetto sconosciuto. In quel limbo fatto di solitudine e incertezza, ha continuato a spingere al massimo ad ogni allenamento, determinato a trasformare una semplice prova in un contratto vero.

QUEI 20 MINUTI CHE GLI HANNO CAMBIATO LA VITA - A trasformare il suo percorso in una vera storia da film è bastato un pomeriggio di sole e uno sguardo particolarmente attento sulle tribune. Durante un torneo giovanile, uno scout dello Sporting si è ritrovato a guardare la partita dell'Amora quasi per caso, finendo per rimanere folgorato dall'impatto del ragazzo sulla partita.

Sono bastati appena venti minuti di strappi furiosi, cambi di passo e dribbling per convincere l'osservatore ad alzare la cornetta e allertare immediatamente la dirigenza di Lisbona. Una chiamata decisiva per chiudere il blitz, blindare il talento del Mozambico e bruciare sul tempo la folta concorrenza di club portoghesi e spagnoli che avevano iniziato a posare gli occhi su di lui in quella stessa partita.

IL GOL IN CHAMPIONS LEAGUE - Per segnare il primo gol stagionale in Champions League invece, di minuti gliene sono serviti appena trenta. Sugli sviluppi di un pallone scodellato in area da Max Araújo e sporcato da Gabriel Sara, un traversone alto e svirgolato si è trasformato in un rigore in movimento per Geny Catamo. Lì, nell'angolo di campo in cui il pallone scottava di più, si è avventato quello che a Lisbona chiamano "El Senhor Fantasia" per la sua capacità imprevedibile di spaccare le partite con il mancino.

Un sinistro chirurgico e fulmineo che ha impietrito Çakır, riagguantato la gara e firmato la sua terza gemma nella massima competizione europea. Un gol pesante, pesantissimo, per il ragazzino ormai diventato grande. Perché è proprio vero che il talento trova sempre una crepa per uscire allo scoperto: e Geny Catamo lo ha fatto esplodere, un chilometro alla volta, con la forza e la fame di chi non ha mai smesso di credere nelle proprie magie.