Getafe: liberi di sognare. La banda di Bordalás guarda negli occhi l’Europa

Getafe: liberi di sognare. La banda di Bordalás guarda negli occhi l’Europa
José Bordalás, Getafe
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Stefano Parpajola
Gli Azulones hanno svoltato da febbraio in poi: 6 vittorie nelle ultime 8 partite e quinto posto distante 4 punti. Satriano é il leader offensivo.

Il Getafe è la squadra più scomoda de La Liga. Difficile da affrontare, scorbutica, fallosa, ma tremendamente efficace. Secondo peggior attacco, ma miglior difesa tra gli "umani" (dopo Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid). Con questi presupposti la squadra di José Bordalás sta sognando l'Europa

Lo que está haciendo este equipo es una barbaridad”, ha dichiarato l’allenatore dopo la vittoria casalinga dell’ultimo turno contro l’Athletic per 2-0. Tradotto: un percorso che ha qualcosa di clamoroso e unico. Il Getafe infatti ha sofferto molto nella prima parte della stagione, con una rosa corta e con la zona retrocessione a un passo. Poi, con il mercato invernale, è arrivata la svolta: Zaid Romero, Luis Vásquez, Boselli, Birmancevic e Martin Satriano sono sbarcati al Coliseum e il trend si è invertito. Risorse fondamentali per Bordalás, che prima dei rinforzi descriveva la sua squadra come “una matita senza punta”. Il più decisivo tra i nuovi innesti è stato l’ex Inter Martín Satriano, protagonista con 4 gol e un assist. Da febbraio in avanti il Getafe ha ottenuto 6 vittorie, un pareggio e due sconfitte con due reti concesse. Il golpe al Santiago Bernabeu contro il Real Madrid per 1-0 ha rappresentato il momento più alto e un successo storico. Con questi risultati l’universo dei madridisti è rapidamente cambiato: la Real Sociedad è stata agganciata al settimo posto, il sesto e il quinto distano appena 3 e 4 punti. La zona dei sogni è vicina. 

I SEGRETI DEL GETAFE: OSTICO, SOLDIO E...VINCENTE - Gli Azulones sono una squadra aggressiva, organizzata e abile a sporcare le partite. Da anni vengono definiti come i più “scomodi de La Liga”. Il Getafe non palleggia, ma cerca la verticalità, è fisico, diretto. Nemico dei potenti e dei giochisti, è impopolare ma allo stesso tempo rispettato. È tra le squadre che hanno effettuato meno passaggi nei top 5 campionati e tra quelle meno precise in questo fondamentale. In più i madridisti sono i più ammoniti ne La Liga e tra quelli che giocano meno per tempo effettivo: “Non hanno fatto nulla, solo falli”, aveva dichiarato l’attaccante del Barcellona Ferrán Torres in un match della passata stagione. La percezione generale è questa e si avvicina alla realtà: una squadra che distrugge il gioco, lo spezza e lo annienta, ma che in un certo senso è rivoluzionaria in un campionato di palleggio come quello spagnolo. D'altro canto, i risultati parlano da sé: il Getafe è in zona Europa nonostante abbia il secondo peggior attacco ( 27 gol, xG 0.8). Crea pochissimo, ma concede ancora meno: sono infatti 31 i gol subiti in 30 partite (quarta miglior difesa). Infine, cosa più importante, porta a casa punti pesanti. La licenza di sognare con queste ricette è lecita. 

BORDALÁS: L’UOMO SIMBOLO DEL GETAFE - Quella tra Bordálas e il Getafe è una storia d'amore. Si sono tanto amati tra il 2016 e il 2021: dalla Segunda Division al miglior piazzamento nella storia del club (quinto posto) e gli ottavi di finale di Europa League contro l'Inter nel 2020. Poi il divorzio. L’allenatore voleva una nuova esperienza e nuovi stimoli ed è sbarcato al Valencia. Senza di lui, però, il Getafe non era più lo stesso. Così ecco il ritorno nel momento più buio. È l’aprile del 2023, gli Azulones sono all’ultimo posto a sette giornate dalla fine e allora è il momento di tornare a casa. Missione compiuta. Il Getafe mantiene la categoria e ricomincia il suo progetto con Bordalás. L’obiettivo principale di questa stagione rimane quello della salvezza. Dopo averla messa quasi in ghiaccio, però, ora lo spagnolo vuole riprovare a guardare negli occhi l’Europa. Anche il calendario potrà giocare a favore dell’impresa: il Getafe affronterà Real Sociedad e Barcellona tra le big, ma anche squadre alla portata come Levante, Rayo Vallecano, Real Oviedo, Maiorca, Elche e Osasuna. L’umiltà però rimane sempre al centro del percorso: “Non pensiamo alla classifica, pensiamo alla prossima partita e a competere. Godiamoci il momento perché abbiamo sofferto molto. In ogni caso tutti sanno qual è la mia mentalità, il nostro obiettivo deve essere ambizioso nel vincere e ottenere punti”, ha spiegato ai microfoni di Marca

MARTÍN SATRIANO: UN SUPER IMPATTO SULL'UNIVERSO GETAFE - Satriano è diventato velocemente un fattore per il Getafe. Si è preso la 10 e da subito tante responsabilità. Un impatto da protagonista, con la ciliegina della nomea di “carnefice del Bernabeu”, grazie alla rete decisiva contro il Real Madrid del 2 marzo: “Satrianazo al Bernabeu”, ha titolato il Getafe su Instagram dopo il tiro al volo che è valso l'1-0 finale. Dopo le ultime esperienze negative tra Lens e Lione, per l’uruguaiano è cambiato tutto con l’aria spagnola. Da quando è arrivato, è sempre stato schierato da titolare: 11 su 11 dal primo minuto, 4 gol e 1 assist. Le sue reti, peraltro, pesano tantissimo: in ogni occasione in cui ha segnato, il Getafe ha vinto. L’attaccante ha convinto subito: era il tassello offensivo che mancava alla squadra di Bordalás. Funzionale al sistema di gioco dell’allenatore, si esalta nell'intensità, nei duelli e nel lavoro sporco. In più ci mette anche la qualità in zona gol: “El nuevo guerrero de Bordalás”, come suggerisce As. L’amore è stato a prima vista, con il riscatto dal Lione e la firma fino al 2030: un’arma in più per puntare all’Europa.