Karetsas, Tzolis e Mouzakitis: così la Grecia vuole riconquistare l'Europa
Sono passati ben 22 anni da quell'indimenticabile notte di Lisbona che per la prima e finora unica volta nella storia ha portato la Grecia sul tetto d'Europa. Euro 2004, una vita fa pensando e rileggendo i nomi di quella squadra che è destinata a vivere per sempre nei cuori dei tifosi greci. Le parate di Nikopolidis, la leadership al centro della difesa del romanista Traianos Dellas autore del gol decisivo nella semifinale contro la Repubblica Ceca, il capitano Zagorakis (che quella stessa estate andrà al Bologna), le geometrie di Konstantinos Katsouranis e la qualità di Giannakopoulos, Vryzas e Angelos Charisteas, eroe della finale vinta contro il Portogallo. E in panchina? Un allenatore straniero. Si chiama Otto Rehhagel, ex difensore con un passato anche sulle panchine di Werder Brema, Borussia Dortmund e Bayern Monaco.
Ma facciamo un tuffo nel passato. La Grecia, prima di sorprendere tutti nel 2004, era reduce da una serie di fallimenti come ad esempio i due mancati accessi ai Mondiali nel 1998 e 2002, e le due edizioni degli Europei (1996 e 2000). Un aspetto che si accomuna perfettamente con la situazione attuale della Nazionale che sta vivendo da diversi anni una crisi profonda. L'ultima partecipazione a una competizione internazionale risale al 2014, quando la Grecia riuscì ad arrivare fino agli ottavi di finale del Mondiale disputato in Brasile.
La strada intrapresa non era di certo quella giusta, era doveroso fare qualcosa per risollevare il movimento calcistico greco e soprattutto alzare il livello della nazionale. Come? Grazie a investimenti, rinnovamento strutturale, strategie sportive e la crescita del campionato. I giovani non solo vengono scoperti, ma anche accompagnati nel loro sviluppo. PAOK e Olympiacos sono tra i club più attenti a formare giovani calciatori, con l'Olympiacos che ha prima trionfato a livello giovanile in Youth League e successivamente anche in Conference League.
Il campionato Primavera, inoltre, è molto competitivo: viene organizzato dalla Super League Ellada e i club, considerando il livello delle categorie inferiori, lo utilizzano come trampolino di lancio per la prima squadra. PAOK, AEK Atene e Olympiacos sfruttano le squadre B per coltivare talento, mentre nella massima serie le squadre devono schierare almeno sei calciatori greci U22 durante le partite. Tutti aspetti che hanno portato alla valorizzazione di numerosi talenti che adesso sono in giro per l'Europa e che fanno parte di una nazionale pronta a stupire.
I NUOVI VOLTI DA TENERE D'OCCHIO - E dunque, per la prima volta dopo ventidue anni di attesa, c’è una nuova generazione di talenti greci che ha invaso e stregato l'Europa. L'Arsenal ha versato circa 40 milioni di euro per Christos Tzolis, ex attaccante del Brugge che nella scorsa stagione ha contribuito alla vittoria del titolo grazie a uno score di 22 gol e 29 assist. Il Borussia Dortmund ha investito 30 milioni di euro per Konstantinos Karetsas, trequartista classe 2007 prodotto del vivaio del Genk, e Giannis Konstantelias per 26 milioni dal PAOK Salonicco. La Roma, invece, per rinforzare la difesa ha puntato su Konstantinos Koulierakis, mentre l'Hull City ha strappato alla concorrenza il giovane Christos Mouzakitis, centrocampista classe 2006 cresciuto nel settore giovanile dell'Olympiacos.
All'elenco a disposizione dell'allenatore Ivan Jovanovic vanno aggiunti i gol di Pavlidis del Benfica e Douvikas del Como e la coppia tutta a tinte Brighton composta da Charalampos Kostoulas e Stefanos Tzimas. C'è abbondanza anche tra i pali con Mandas della Lazio, Vlachodimos e Tzolakis dell’Hull City, appena promosso in Premier League. L’impresa compiuta nel 2004 è difficile da ripetere, ma la Grecia ha a disposizione tanta qualità per provare quanto meno a qualificarsi per una grande competizione internazionale e a sorprendere in Nations League.
COME POTREBBE GIOCARE LA GRECIA? - Il talento c'è, la scelta è ampia. La palla passa a Ivan Jovanovic che dovrà essere bravo a trovare la combinazione giusta. Difficile capire chi scenderà in campo o meno, ma il CT serbo potrebbe optare per un classico 4-4-2 a trazione offensiva. Karetsas e Tzolis sulle fasce, con il tandem Pavlidis-Kostoulas in attacco. Mavropanos e Koulierakis al centro della difesa con Tzolakis a difendere la porta. Panchina per Douvikas, mentre Jovanovic non avrà a disposizione l'infortunato Konstantelias.
La Grecia, dunque, è pronta ad affacciarsi alla Nations League, un torneo utile per rodare i meccanismi di una squadra dal potenziale importante. Jovanović vuole una squadra che controlli il gioco, capace di verticalizzare subito e innescare la qualità dei singoli. Nel suo calcio gli esterni devono accompagnare l'azione, alternando sovrapposizioni e inserimenti senza palla. Idee piuttosto chiare, il popolo ellenico vuole tornare a divertirsi.