Da mancato operaio a stella mondiale: la sliding door di Daniel Munoz

Da mancato operaio a stella mondiale: la sliding door di Daniel MunozTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 14:00Interviste e Storie
di Gerardo Guariglia
Due partite e due gol per Daniel Munoz, difensore del Crystal Palace che ha trascinato la sua Colombia ai sedicesimi del Mondiale.

L'intramontabile talento di James Rodriguez e i punti di forza Luis Diaz e Luis Suarez, ma non solo. La Colombia di Nestor Lorenzo ha dalla sua un'arma in più. Stiamo parlando di Daniel Munoz, difensore classe '96 del Crystal Palace, che sta attraversando uno dei momenti più alti della carriera. Cresciuto studiando l'idolo Dani Alves, chiamarlo solamente "difensore" è riduttivo per uno che ha trascinato la Colombia ai sedicesimi di finale del Mondiale con prestazioni di livello e addirittura due gol in due partite. L'ultimo, valso l'1-0 contro il Congo, l'ha fatto diventare il quarto calciatore colombiano a segnare in entrambe le sue prime due presenze ai Mondiali dopo Adolfo Valencia nel 1994, James Rodríguez nel 2014 e Yerry Mina nel 2018.

Munoz è il padrone indiscusso della fascia destra della Colombia oltre un pilastro del Crystal Palace. Nel gennaio 2024 arriva la svolta della sua carriera con il trasferimento in Inghilterra dopo essersi messo in mostra con la maglia del Genk, con il club inglese che decise di investire circa 8 milioni per assicurarselo. Poteva rappresentare una scommessa, ma Munoz sin da subito ha avuto un impatto importante con la Premier League mettendo in evidenza una qualità: il gol. Nel giro di poco tempo conquista la fiducia di Glasner che lo rende una pedina fondamentale per il suo schieramento, ed è decisivo a suon di reti e assist negli straordinari trionfi del Crystal Palace in FA Cup, Conference League e Community Shield.

LA SLIDING DOOR A 18 ANNI - Niente male per uno che per arrivare a questi livelli ha dovuto attraversare momenti molto difficili. A 18 anni, Munoz aveva deciso di lasciare la Colombia, trovare lavoro negli Stati Uniti e aiutare la famiglia. Quel viaggio, però, non arrivò mai dato che il visto gli venne respinto. Il destino, a volte, è davvero strano perché è proprio dagli USA, il paese che da ragazzo lo aveva respinto, che arriva il gol più importante della sua carriera. Se all'epoca si fossero aperte le porte, probabilmente oggi la Colombia racconterebbe un presente diverso.

L'assetto disegnato dall'allenatore Nestor Lorenzo per la sua Colombia esalta le caratteristiche di Munoz: è una delle chiavi del sistema, parte largo, ma appena trova spazio attacca l'area come un attaccante aggiunto. Ingredienti che fanno pensare a quel classico tipo di calciatore che si sposerebbe perfettamente col calcio di Gasperini. Non è un caso se nell'ultima stagione è stato eletto miglior giocatore del Crystal Palace da tifosi e compagni. La sua crescita è stata costante anche grazie a Glasner che ha saputo valorizzare a pieno le sue caratteristiche. Tre titoli con i londinesi e un Mondiale da protagonista. Munoz può davvero dire che gli Stati Uniti hanno restituito il suo sogno.

L'IMPATTO COL CRYSTAL PALACE E L'IMPORTANZA DI GLASNER - Se Munoz ha raggiunto questi livelli lo deve anche a Oliver Glasner, ex allenatore del Crystal Palace che lo ha messo al centro del suo progetto tecnico-tattico. L'austriaco ha puntato molto sull'apporto da parte dei quinti di centrocampo e ha spesso dichiarato che Munoz è il perfetto mix tra il terzino e l'ala destra. Probabilmente è stata questa la chiave di lettura che lo ha portato alla consacrazione: col Crystal Palace può spingersi in avanti, entrare in area e partecipare ad azioni da gol, aspetti messi in evidenza anche grazie a 4 gol e 3 assist nell'ultima Premier League.

Aggressività, intensità e capacità di inserimento. Offre ampiezza alla squadra, sovrapposizioni, cross a volontà e tanta propositività nell'attaccare gli spazi proprio come farebbe un attaccante. Tifosi e addetti ai lavori sostengono che Glasner abbia esaltato le qualità di Munoz. Numeri alla mano è difficile dargli torto.

IL SOGNO ATLETICO NACIONAL CON UN SOPRANNOME PARTICOLARE - Il Crystal Palace rappresenta il punto più alto raggiunto da Munoz nel corso della sua carriera, ma tra i desideri del colombiano c'è sempre stato quello di giocare per l'Atletico Nacional, la sua squadra del cuore. Quel desiderio si è realizzato prima di arrivare in Europa, con un giovanissimo Munoz che non solo riuscì a diventare capitano ma anche l'idolo dei tifosi che lo soprannominarono "El hincha en la cancha", ossia "il tifoso in campo". 

In un'intervista rilasciata nel 2019 a "El Colombiano", Munoz ha spesso sottolineato di essere cresciuto all'interno di una famiglia che ha sempre sostenuto i colori dell'Atletico Nacional. Sin dal 2005, quando già viveva l'atmosfera dello stadio, ha ammirato Aldo Ramirez e una vecchia conoscenza della nostra Serie A, ossia Juan Camilo Zuniga, ex difensore del Napoli. Il ragazzino cresciuto nel quartiere di Niquia Camacol è ormai diventato grande. Chissà, magari un giorno tornerà nel suo Atletico Nacional per chiudere la sua carriera da calciatore e riassaporare quell'atmosfera che l'ha portato a innamorarsi di questo sport meraviglioso.