Mia san 35: la cavalcata del Bayern Monaco all’ennesimo Meisterschale

Mia san 35: la cavalcata del Bayern Monaco all’ennesimo Meisterschale
Marienplatz
Oggi alle 19:00Interviste e Storie
di Gianluca Monaco
Il Bayern Monaco batte anche lo Stoccarda e alza il trentacinquesimo Meisterschale: da Kompany a Kane e Olise, la cronaca di un dominio

Il Bayern Monaco batte lo Stoccarda 4-2 nel sentito Südderby, e vince per di nuovo il campionato tedesco. Due su due per Vincent Kompany, che ad appena 40 anni alzerà per la seconda volta il Meisterschale a Marienplatz - la piazza principale della città bavarese - e lo farà insieme a capitan Manuel Neuer, più "vecchio" di lui di due settimane.

Per i bavaresi si tratta del trentacinquesimo titolo nazionale, il ventesimo dal 2000 a oggi; il dodicesimo nelle ultime tredici edizioni. Un dominio, o meglio, un'egemonia che in questa stagione non è mai stata messa in discussione nonostante i tentativi di disturbo del Borussia Dortmund. Tentativi, quelli degli storici rivali, spenti ne Der Klassiker del 28 febbraio scorso, vinto proprio dalla squadra di Kompany al Signal Idouna Park davanti alla Gelbe Mauer.

I NUMERI DI UNA STAGIONE MAI IN DISCUSSIONE - 25 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta - all'Allianz Arena contro l'Augsburg - sono il bottino del Bayern Monaco nelle prime 30 giornate della Bundesliga 2025/26. Numeri già esemplificativi, ma nulli se rapportati alle statistiche di squadra. Per la seconda volta dopo il 2019/20 i bavaresi superano quota 100 gol (allora furono 100 esatti), e lo fanno arrivando a quota 109 a 4 giornate dalla fine.

I tre trascinatori, neanche a dirlo, sono stati KaneOlise e Luis Diaz. Se in Champions League abbiamo potuto ammirare le loro giocate, in Bundesliga le cose non sono andate diversamente: 32 gol per il centravanti inglese, rispettivamente 12 e 15 per i due esterni, che hanno fornito anche 18 e 13 assist. E il tutto senza considerare Jamal Musiala. Il numero 10 del Bayern si è infortunato durante il Mondiale per club ed è tornato a gennaio inoltrato, senza mai trovare continuità e contribuendo solo parzialmente ai successi di squadra.

VINCENT KOMPANY E LA VISIONE DEL CLUB - Quando,  dopo la delusione di due stagioni fa con Thomas Tuchel,  il Bayern Monaco ha scelto di puntare su Vincent Kompany, in molti si sono chiesti il motivo della scelta. L'allenatore belga arrivava da due buoni stagioni all'Anderlecht e da una promozione - seguita da una retrocessione in Championship - con il Burnley

Negli uffici di Säbener Straßeevidentemente, ci avevano visto lungo e i dubbi di tifosi e addetti ai lavori sono stati sciolti subito. Una prima stagione per riprendersi il titolo nazionale e ricostruire, e poi la seconda per imporre il proprio dominio, non solo in Germania ma anche in Europa. Il Bayern è infatti arrivato alle semifinali di Champions League superando il Real Madrid in un doppio scontro spettacolare ed è in finale di DFB Pokal, dove affronterà il Bayer Leverkusen.

Quella di Kompany è stata solo l'ennesima intuizione del club di cui Herbert Hainer è ora presidente. Allievo di Guardiola, che lo ha consigliato proprio al Bayern Monaco, l'allenatore belga si è da subito dimostrato innovativo: libertà ai giocatori offensivi, difesa altissima e soprattutto "no" alle perdite di tempo, come dimostra il quarto gol di Olise in Champions League contro il Real Madrid quando, a tempo scaduto, non ha neanche preso in considerazione di dirigersi verso la bandierina.

TAH, LUIS DIAZ E KARL, LE NOVITÀ DEL 2025/26 - Raramente il Bayern Monaco ha sbagliato gli acquisti, e l'ultima sessione di calciomercato ne è stata la dimostrazione. Il primo arrivo è stato quello di Tah, fondamentale per mantenere molto alta la linea difensiva, come voluto da Kompany. Con lui anche Upamecano è tornato a livelli altissimi, e i bavaresi hanno guadagnato una solidità che nelle ultime stagioni è mancata. E poi Luis Diaz, arrivato per 70 milioni dal Liverpool e subito determinante con numeri molto importanti tra gol e assist in Germania ed Europa. Con Olise forma la coppia di esterni migliore d'Europa, giocandosela forse con Kvara-Doué del PSG. A proposito: tra fine aprile e inizio maggio capiremo chi avrà la meglio in una semifinale di Champions League che promette spettacolo.

Ma il Bayern Monaco, oltre a investire su giocatori funzionali e di sicuro rendimento, punta molto anche sul settore giovanile. Il Bayern Campus, inaugurato nel 2017 nella periferia a nord di Monaco, è un centro moderno, che mette in condizione tutti i talenti di crescere al meglio. Dopo Musiala e Pavlovic, l'esempio più eclatante dell'ultima stagione è Lennart Karl. 18 anni per 168 centimetri: da chiunque sarebbe considerato troppo giovane e "leggero". Non dal Bayern che, dandogli spazio, gli ha anche assicurato la prima chiamata con la nazionale tedesca. Nel 2025/26, con il 42 di Musiala (suo idolo) sulle spalle, Karl ha segnato 9 gol e fornito 6 assist in 35 partite: non male, considerando i 20 anni di carriera che ha davanti a sé.

"Mia san 35", ovvero "Noi siamo 35" in dialetto bavarese. Una cifra tonda, quella dei titoli nazionali vinti dal Bayern Monaco, che nel 2025/26 ha imposto il suo dominio in Germania e non solo, e che punta al Triplete vinto già nel 2019/20 da Hansi Flick e nel 2012/13 da Jupp Heynckes.