Intervista

Tra piano e i gol... della nonna. Mulattieri: "La Coruña vive per il Depor"

Tra piano e i gol... della nonna. Mulattieri: "La Coruña vive per il Depor"
Mulattieri (foto Sorci)
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Andrea Monforte
Per il documentario "Deportivo, que locura: A Coruña riscopre la Liga", la nostra intervista a Samuele Mulattieri, attaccante in prestito dal Sassuolo

Se il Deportivo La Coruña è tornato in Liga dopo 8 anni, il merito è anche di Samuele Mulattieri. I galiziani hanno chiuso la Segunda Divisiòn al secondo posto, a più 3 sull'Almeria. Nello scontro diretto di gennaio, giocato in Andalusia, il gol del decisivo 1-2 lo ha segnato proprio lui.

Una stagione in prestito dal Sassuolo, 4 gol e un legame immediato con l'ambiente Depor. Un'esperienza che terminerà ufficialmente tra pochi giorni, ma che Samuele porterà per sempre nel cuore.

"È stato un bellissimo anno, finito nel migliore dei modi. Le promozioni (per lui è la terza dopo Frosinone e Sassuolo, ndr) sono tutte belle, ognuna a modo suo. Siamo contenti specialmente per i tifosi, per il club, per la proprietà perché se lo meritano", ci racconta. "Qui tutti vivono di Depor, non esiste un tifoso del Barcellona, del Real Madrid, a La Coruña tutti tifano Deportivo".

IL PRECEDENTE AL VOLENDAM - Non è la prima volta che l'attaccante classe 2000 sceglie un'esperienza all'estero. "Dopo il Covid mi ero trasferito al Volendam, era stata l'unica squadra che aveva creduto in me, mi aveva mandato un messaggio Wim Jonk (l'allenatore, ndr), e insieme al direttore mi avevano spiegato come volevano farmi giocare, la posizione. Una bella esperienza. Lì ho imparato a giocare da nove puro, da centravanti. Prima avevo sempre giocato come seconda punta, da esterno. Anche qui in Spagna mi sono trovato bene. Il calcio è molto diverso rispetto all'Italia, la palla gira più veloce, c'è più tecnica".

Sull'estate scorsa, e sul trasferimento al Depor, Mulattieri spiega: "Avevo iniziato l'anno con il Sassuolo, avevamo appena vinto il campionato. Nella mia testa all'inizio c'era l'intenzione di restare, poi ho visto che non avevo spazio. Avevo parecchie offerte, poi verso fine mercato il mio agente mi ha menzionato il Deportivo: una squadra storica, una città bella, dei tifosi incredibili, quando me lo ha proposto ho detto sì". 

L'AMORE PER LA MUSICA - Fuori dal campo, Mulattieri coltiva un hobby che lo impegna e lo diverte molto: "La passione per la musica ce l'ho sempre avuta: classica, rock... E poi quella per il pianoforte è nata dopo il Covid, quando ero a Milano e mi allenavo con la prima squadra dell'Inter, dopo l'anno da fuori quota in primavera. Lì avevo un pianoforte, in un appartamento che condividevo con altri ragazzi, e ho provato a 'strimpellarlo' un po', ho preso qualche lezione, e da lì… quando mi prende la fissa che voglio imparare una cosa, mi ci metto al 100%, quindi ho iniziato a imparare delle canzoni piano piano e ho raggiunto un buon livello anche col pianoforte".

Per Samuele non è stato sempre tutto facile: "Sono arrivato all'Inter dopo esordito con lo Spezia e il primo anno in primavera ho avuto parecchie difficoltà. Era la prima stagione fuori casa, in più quando vado in una squadra può capitare che io ci metta un po' ad ambientarmi. Non stavo benissimo anche fuori dal campo, quindi anche in campo si rifletteva questa cosa. Quella stagione è servita psicologicamente, però è stato un anno non bello dal punto di vista calcistico. L'anno dopo, invece, ho iniziato a ingranare. Ho finito la scuola, avevo la mia macchina, avevo il mio appartamento, è andata bene e sono stato capocannoniere". Quanto hanno pesato le aspettative e le attenzioni mediatiche? "Avevano fatto un bell’investimento su di me, quindi un po' sentivo questa cosa, però alla fine io pensavo a giocare e a fare quello che dovevo fare in campo".

I RICORDI DELLA NONNA - Per superare le difficoltà, il supporto della famiglia è stato fondamentale: "Li sentivo sempre, ogni giorno mi venivano a trovare, e quando avevo la possibilità, tornavo". A proposito di famiglia, Samuele ha sempre avuto una tifosa speciale a casa: "Mia nonna si ricorda tutto, ogni gol che faccio. Anche quelli in Olanda, si ricorda addirittura il nome delle squadre di Eredivisie a cui ho segnato".

Ora per Mulattieri, alla fine del prestito, ci sarà il ritorno in neroverde. E il futuro? "Non ci penso tanto. Cerco di vivere il presente al meglio, di cercare di allenarmi al massimo, di dare tutto ciò che ho per la squadra in cui sto giocando in quel momento per cercare di arrivare al livello più alto possibile".