Un derby "italiano" al "do Dragão": Porto-Man City, Farioli sfida Maresca

Un derby "italiano" al "do Dragão": Porto-Man City, Farioli sfida Maresca
Oggi alle 11:45Interviste e Storie
di Gerardo Guariglia
Porto-Manchester City sarà anche la sfida tra Francesco Farioli e Enzo Maresca, due allenatori metodici cresciuti nella scuola di Guardiola e De Zerbi.

La Champions League riparte, e come ogni anno questa meravigliosa competizione regala sfide tra grandi campioni e anche tra allenatori. È il caso di Porto-Manchester City, una sorta di derby tutto all'italiana che vedrà come protagonisti Francesco Farioli e Enzo Maresca. Sarà il primo confronto tra due tra i profili più interessanti del calcio italiano che fanno del bel gioco e della modernità il loro punto di forza.

Entrambi sono emersi quando erano molto giovani e con una forte vocazione internazionale: Farioli ha iniziato in Turchia alla guida di KaragümrükAlanyaspor, per poi spiccare il volo verso Nizza, Ajax e Porto. Percorso diverso, invece, per Maresca che dopo il ritiro da calciatore è diventato il vice di Fulvio Fiorin alla guida dell'Ascoli in Serie B. Fatta eccezione per la sfortunata parentesi di Parma, per l'ex centrocampista è stato un percorso pressochè internazionale con esperienze a Siviglia come collaboratore tecnico di Vincenzo Montella, West Ham, Leicester e Chelsea. Con le Foxes la gioia di aver riconquistato la promozione in Premier League, mentre con i Blues sono arrivati i suoi unici trofei da allenatore fin qui, ossia la Conference League e il Mondiale per Club.

SIMILI E DIVERSI - Sono allenatori metodici, che puntano molto sulla costruzione del gioco, alla tattica e allo sviluppo dei calciatori. Entrambi appartengono alla generazione cresciuta studiando la scuola di Guardiola e De Zerbi: attenzione al possesso, uscite dal basso, posizioni e alla gestione degli spazi. Farioli, in particolare, ha lavorato direttamente con De Zerbi sia al Benevento che al Sassuolo. Ma quali, però, le differenze tra i due? Diciamo che sotto alcuni punti di vista sono allenatori simili in alcuni concetti. Entrambi vogliono avere il controllo del gioco e avere il controllo della gara e curano molto la prima costruzione. Farioli chiede possesso, costruzione dal basso, controllo della partita e tanta organizzazione. Così come Maresca che cerca di mettere in pratica i concetti "rubati" dal suo mentore Pep Guardiola.

IL PORTO 2.0 - Ecco perché Porto-Manchester City ha tutti gli incredienti per essere una partita ricca di gol e spettacolo. Farioli, reduce dalle vittorie di campionato e Supercoppa di Portogallo, ha creato una squadra solida ma allo stesso tempo efficace in fase offensiva. I due centrali rimangono bloccati, uno dei centrocampisti si abbassa per creare gioco, i terzini si accentrano e le ali danno ampiezza in attacco. Un meccanismo che funziona e che ha portato alla valorizzazione di numerosi profili, in particolare Samu e William Gomes.

IL NUOVO MANCHESTER CITY - Il City di Maresca, invece, è di chiaro stampo guardioliano, ma l'allenatore sta introducendo qualche novità nel pressing e nella verticalità. Uno dei punti fondamentali nel suo gioco è sicuramente il ruolo del terzino. Non devono necessariamente restare larghi, ma possono entrare dentro il campo per aggiungere un uomo in più a centrocampo per creare superiorità. Ad esempio, Guardiola ha utilizzato spesso O'Reilly in quel ruolo ottenendo anche dei buoni risultati. Se a tutto ciò viene aggiunto un terminale offensivo come Haaland il gioco si fa interessante. L'aspetto fondamentale sul norvegese è che il City costruisce senza di lui, attira il blocco degli avversari, verticalizza, e attacca la profondità. Una soluzione che nella maggior parte dei casi ha sempre portato a grandi risultati.

E dunque Porto-Manchester City sarà la sfida tra due allenatori pronti a diventare grandi: da una parte Farioli, il ragazzo nato a pochi chilometri da Lucca che a 37 anni farà il suo esordio in Champions League, dall'altra Maresca, cresciuto tra le strade di Salerno dove da bambino giocava all'oratorio dei Cappuccini pronto a riaffacciarsi nell'Europa che conta dopo l'esperienza vissuta col Chelsea.

UN TABÙ DA SFATARE PER I PORTOGHESI - C'è un tabù da sfatare per i portoghesi. Nei quattro precedenti contro il Manchester City, il Porto non è mai riuscito a portare a casa un successo. Il primo confronto risale all'Europa League del 2012 quando i Citizens guidati da un altro italiano, Roberto Mancini, s'imposero per 4-0 grazie ai gol di Aguero, Silva, Dzeko e David Pizarro. 

Nel 2020, nel corso della fase a gironi della Champions League, spicca un altro successo del Manchester City per 3-1 e uno 0-0 al "do Dragão". Adesso, dopo circa sei anni, ci sarà l'opportunità per il Porto di provare a invertire questo trend negativo. Toccherà a Farioli provare a impensierire la squadra guidata da Maresca.