Orsato: "Sugli arbitri decido esclusivamente io, gli errori sono colpa mia"

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Daniele Orsato
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Oggi alle 13:25News Calcio
di Redazione
Le parole del designatore arbitrale al Festival dello Sport di Trento

Nella svolta arbitrale di questa stagione c'è anche la mano di Daniele Orsato, diventato designatore per i campionati di Serie A e Serie B e che ha raccontato questo nuovo ruolo al Festival dello Sport di Trento: "L’emozione è la stessa - ha raccontato all'evento organizzato da La Gazzetta dello Sport - mi ero ripromesso che se fossi diventato l’allenatore degli arbitri li avrei chiamati tutti io per le designazioni. L’emozione che mi dava la chiamata di Collina o di Rosetti per la finale di Champions la voglio restituire ai miei arbitri". 

Una cosa già fatta con gli arbitri di Serie C: "Quando sono diventato designatore in C li ho chiamati tutti subito, perché io subito dalla voce capisco l’emozione. Gli arbitri hanno bisogno di sentire la voce della loro commissione. Sentire le voci degli arbitri mi emoziona: a me più dell’errore interessa sapere se stiano bene". E pensare che voleva fare l'elettricista: “Lo sono. Io sono un elettricista prestato al mondo del calcio”. 

GLI ERRORI - Sull'inizio di stagione degli arbitri di Serie A, Orsato ha parlato anche del rapporto con l'errore: "Gli errori fatti in questo inizio di stagione non mi piacciono quando si ripetono. Vuol dire in quei casi che io ho lavorato male. I miei arbitri non stanno facendo male e il merito è loro. Gli errori sono colpa mia: vuol dire che ho lavorato male. E non me lo posso permettere. Se gli arbitri devono essere fermati o messi in panchina quelli lo decido solo ed esclusivamente io: non i media. Potete stare sicuri di una cosa: non comunicherò mai all’esterno le mie decisioni al riguardo. Sono cose mie: io rispetto il vostro lavoro, e proprio per questo non lo faccio".

Poi, ancora sugli errori di questo inizio di stagione: "Me ne aspettavo tanti, e tanti di più. Questa è la linea da seguire fino al 30 di maggio. Poi se mi diranno che ho lavorato male, andrà come deve andare. Io non posso destabilizzare i miei ragazzi cambiando linea a campionato in corso. Gli errori che ho fatto sono errori facili: abbiamo sbagliato sia in campo che al VAR. Io sono convinto che nelle situazioni più grosse arriveremo a essere uniformi. Quelle discutibili rimarranno così.".

IL METODO ORSATO - Sul suo metodo e sugli arbitri che cerca invece ha detto: "Io l’anno scorso chiamavo gli arbitri per la designazione sempre nella stessa fascia oraria, dalle 12 alle 14. Loro dovevano sapere che l’orario era quello perché in tanti studiano, hanno altro. E li chiamavo dai boschi, così ero solo e potevo usare il tono della voce che volevo, potevo urlare. I miei arbitri sono stanchi morti. Non è solo il tempo effettivo. Contare tutto stanca da morire! Credetemi. Non è “troppa roba”, vediamo i risultati. L’arbitro non è un essere pensante: se si sofferma sull’errore deve accorgersene solo al termine della partita. In campo non devi pensare: quello che vedi fischi, e se sbagli, santa pazienza. Se i miei arbitri hanno un fastidio alle dita dei piedi, me lo devono dire, mi devono chiamare. Oggi bisogna stare bene, bisogna essere highlander".

Poi, ancora sugli arbitri: "I miei arbitri sono un mazzo di matite con un elastico intorno: il primo che si sfila, cascano tutte. L’ho detto al ritiro di Cascia e lo hanno capito tutti. Oggi sui giornali non si legge che gli arbitri sono scarsi, ma che abbiamo preso una linea. Stanno facendo la gara tra di loro a fare bene! Questo è un aspetto da non sottovalutare. Io non cerco di convincere mai nessuno: solo i miei arbitri devono essere convinti. Nei più piccoli mi rendo conto che seguendoli sotto l’aspetto umano si riesce a far fare loro la Serie A con continuità. Il mio obiettivo è aumentare il numero di arbitri che possano essere designati per i big match. Dobbiamo alzare il livello di tutti. Se sarà così, i meno bravi capiranno che devono essere avvicendati.

Poi, sulle designazioni e sul suo ruolo: "Tutte le settimane ho richieste da campionati arabi e asiatici: ci chiedono i nostri arbitri. Ho 43 arbitri in organico, ogni weekend me ne servono 35. In alcuni casi ho avuto 8 infortunati. E 43 meno 8 fa 35… Noi allenatori sappiamo anche questo, sono aspetti che voi non conoscete. Noi allenatori dobbiamo essere custodi degli errori dei nostri arbitri: la non paura delle conseguenze delle decisioni ci porterà a crescere come persone. È stato il Daniele Orsato arbitro a migliorare il Daniele Orsato persona: non il contrario. Il primo aspetto che guarderemo a maggio è: siamo riusciti a dare regolarità al campionato scomparendo il più possibile?".

Infine, sul tema del professionismo arbitrale: "Tutto quello che porta a migliorare la qualità degli arbitri è ben accetto. Ma non dobbiamo scordarci la base. Bene in un futuro questo discorso, ma che sia legato a quello del movimento, che non si può fermare".