Orsato: "Sugli arbitri decido esclusivamente io, gli errori sono colpa mia"
Nella svolta arbitrale di questa stagione c'è anche la mano di Daniele Orsato, diventato designatore per i campionati di Serie A e Serie B e che ha raccontato questo nuovo ruolo al Festival dello Sport di Trento: "L’emozione è la stessa - ha raccontato all'evento organizzato da La Gazzetta dello Sport - mi ero ripromesso che se fossi diventato l’allenatore degli arbitri li avrei chiamati tutti io per le designazioni. L’emozione che mi dava la chiamata di Collina o di Rosetti per la finale di Champions la voglio restituire ai miei arbitri".
Una cosa già fatta con gli arbitri di Serie C: "Quando sono diventato designatore in C li ho chiamati tutti subito, perché io subito dalla voce capisco l’emozione. Gli arbitri hanno bisogno di sentire la voce della loro commissione. Sentire le voci degli arbitri mi emoziona: a me più dell’errore interessa sapere se stiano bene". E pensare che voleva fare l'elettricista: “Lo sono. Io sono un elettricista prestato al mondo del calcio”.
GLI ERRORI - Sull'inizio di stagione degli arbitri di Serie A, Orsato ha parlato anche del rapporto con l'errore: "Gli errori fatti in questo inizio di stagione non mi piacciono quando si ripetono. Vuol dire in quei casi che io ho lavorato male. I miei arbitri non stanno facendo male e il merito è loro. Gli errori sono colpa mia: vuol dire che ho lavorato male. E non me lo posso permettere. Se gli arbitri devono essere fermati o messi in panchina quelli lo decido solo ed esclusivamente io: non i media. Potete stare sicuri di una cosa: non comunicherò mai all’esterno le mie decisioni al riguardo. Sono cose mie: io rispetto il vostro lavoro, e proprio per questo non lo faccio".
Poi, ancora sugli errori di questo inizio di stagione: "Me ne aspettavo tanti, e tanti di più. Questa è la linea da seguire fino al 30 di maggio. Poi se mi diranno che ho lavorato male, andrà come deve andare. Io non posso destabilizzare i miei ragazzi cambiando linea a campionato in corso. Gli errori che ho fatto sono errori facili: abbiamo sbagliato sia in campo che al VAR. Io sono convinto che nelle situazioni più grosse arriveremo a essere uniformi. Quelle discutibili rimarranno così.".
IL METODO ORSATO - Sul suo metodo e sugli arbitri che cerca invece ha detto: "Io l’anno scorso chiamavo gli arbitri per la designazione sempre nella stessa fascia oraria, dalle 12 alle 14. Loro dovevano sapere che l’orario era quello perché in tanti studiano, hanno altro. E li chiamavo dai boschi, così ero solo e potevo usare il tono della voce che volevo, potevo urlare. I miei arbitri sono stanchi morti. Non è solo il tempo effettivo. Contare tutto stanca da morire! Credetemi. Non è “troppa roba”, vediamo i risultati. L’arbitro non è un essere pensante: se si sofferma sull’errore deve accorgersene solo al termine della partita. In campo non devi pensare: quello che vedi fischi, e se sbagli, santa pazienza. Se i miei arbitri hanno un fastidio alle dita dei piedi, me lo devono dire, mi devono chiamare. Oggi bisogna stare bene, bisogna essere highlander".
Poi, ancora sugli arbitri: "I miei arbitri sono un mazzo di matite con un elastico intorno: il primo che si sfila, cascano tutte. L’ho detto al ritiro di Cascia e lo hanno capito tutti. Oggi sui giornali non si legge che gli arbitri sono scarsi, ma che abbiamo preso una linea. Stanno facendo la gara tra di loro a fare bene! Questo è un aspetto da non sottovalutare. Io non cerco di convincere mai nessuno: solo i miei arbitri devono essere convinti. Nei più piccoli mi rendo conto che seguendoli sotto l’aspetto umano si riesce a far fare loro la Serie A con continuità. Il mio obiettivo è aumentare il numero di arbitri che possano essere designati per i big match. Dobbiamo alzare il livello di tutti. Se sarà così, i meno bravi capiranno che devono essere avvicendati.
Poi, sulle designazioni e sul suo ruolo: "Tutte le settimane ho richieste da campionati arabi e asiatici: ci chiedono i nostri arbitri. Ho 43 arbitri in organico, ogni weekend me ne servono 35. In alcuni casi ho avuto 8 infortunati. E 43 meno 8 fa 35… Noi allenatori sappiamo anche questo, sono aspetti che voi non conoscete. Noi allenatori dobbiamo essere custodi degli errori dei nostri arbitri: la non paura delle conseguenze delle decisioni ci porterà a crescere come persone. È stato il Daniele Orsato arbitro a migliorare il Daniele Orsato persona: non il contrario. Il primo aspetto che guarderemo a maggio è: siamo riusciti a dare regolarità al campionato scomparendo il più possibile?".
Infine, sul tema del professionismo arbitrale: "Tutto quello che porta a migliorare la qualità degli arbitri è ben accetto. Ma non dobbiamo scordarci la base. Bene in un futuro questo discorso, ma che sia legato a quello del movimento, che non si può fermare".