Zamorano lancia l’Inter: "Chivu ha trovato la strada, Thuram è diventato un top"

Zamorano lancia l’Inter: "Chivu ha trovato la strada, Thuram è diventato un top"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:45News Calcio
di Alessandro La Gattuta
L’ex attaccante nerazzurro analizza il derby con il Milan: fiducia nella crescita della squadra, elogi per Chivu e parole importanti per Pio Esposito e Bonny

Il derby di Milano porta con sé ricordi speciali, ma anche nuove ambizioni. Ivan Zamorano conosce bene il significato di questa partita e, in vista della sfida di questa sera tra Milan e Inter, non nasconde la propria fiducia nei confronti della formazione nerazzurra. L'ex attaccante cileno, protagonista di diversi derby durante la sua esperienza a Milano, ha parlato alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi sulle prospettive della squadra guidata da Cristian Chivu e sulle individualità che possono fare la differenza.

IL SIGNIFICATO DEL DERBY E LA CRESCITA DELL'INTER - Per Zamorano, Milan-Inter è un appuntamento che va ben oltre i tre punti in palio: "Quando si avvicina questa partita, mi viene naturale pensare all'Inter come a un gruppo, perché in queste occasioni non esiste il singolo: conta il noi. È una sfida che si porta dentro ricordi bellissimi. Penso al mio primo gol contro il Milan, arrivato nel 1997 con un colpo di testa su calcio d'angolo di Djorkaeff, ma anche alla rete del 2000 su assist di Recoba. Sono momenti che restano impressi per sempre".

L'ex centravanti vede comunque un'Inter diversa rispetto alla passata stagione, soprattutto per la capacità di trovare maggiore continuità e solidità: "Rispetto allo scorso anno vedo una squadra più propositiva, con un reparto offensivo che ha qualcosa in più. Quando però si cerca di aggredire l'avversario con tanta intensità, può capitare di lasciare qualche spazio. Nelle ultime uscite, tuttavia, ho iniziato a notare un cambiamento".

In questo percorso c'è anche la mano di Chivu, promosso dall'ex nerazzurro: "È un allenatore molto preparato, intelligente e al passo con i tempi. Sta dando alla squadra un'identità precisa e sta lavorando proprio sull'equilibrio. Personalmente preferisco sempre vedere una formazione che prova a giocare, che si assume dei rischi e cerca di attaccare, piuttosto che una squadra che pensa soltanto a gestire".

THURAM, LAUTARO E LE NUOVE RISORSE OFFENSIVE - Tra i temi affrontati c'è inevitabilmente l'assenza di Lautaro Martinez, leader e riferimento offensivo dell'Inter. Zamorano riconosce il peso dell'argentino, ma non considera la sua indisponibilità un ostacolo insormontabile: "Parliamo di un calciatore che rappresenta un'intera generazione nerazzurra, per quello che trasmette in campo e per la sua capacità di segnare. Purtroppo gli infortuni fanno parte del calcio e in questa stagione è già capitato di dover fare a meno di lui in più occasioni. La squadra, però, ha dimostrato di saper reagire".

Uno dei motivi principali di fiducia è rappresentato dalla crescita di Marcus Thuram: "Marcus ha fatto un salto di qualità notevole. Era già un ottimo giocatore, ma adesso ha raggiunto un livello ancora superiore. Si è preso la responsabilità di guidare l'attacco e lo sta facendo con personalità. Anche la vittoria contro la Fiorentina ha mostrato quanto siano importanti le sue caratteristiche e la sua mentalità".

Zamorano guarda con interesse anche alle alternative a disposizione di Chivu, a partire dai giovani attaccanti: "Per Pio Esposito è arrivato il momento di ritagliarsi uno spazio importante, perché ha dimostrato di essere pronto. Anche Bonny mi piace molto: è una punta che sa mettere i compagni nelle condizioni di esprimersi al meglio".

CHIVU, UN PERCORSO CHE PUÒ PORTARE LONTANO - L'ex centravanti si sofferma poi sul lavoro dell'allenatore rumeno, la cui crescita non lo sorprende: "Mi aspettavo che Chivu potesse fare bene. Ha una mentalità particolare, un modo personale di interpretare il calcio e di trasmettere i propri concetti. In più, per lui l'Inter non è una squadra qualsiasi: c'è un legame profondo con questi colori e allenarla significa assumersi una responsabilità speciale. I risultati che sta ottenendo arrivano dal lavoro, dalla sua capacità di trasmettere idee e anche dal senso di appartenenza". L'obiettivo, però, non può limitarsi a una singola partita: "So quanto tenga a vincere il derby, ma il suo percorso va valutato anche attraverso traguardi più ampi. L'Inter deve puntare a conquistare nuovamente lo Scudetto e a consolidare la propria posizione tra le grandi d'Europa".

IL MILAN E IL RICORDO DI MALDINI - Infine, un passaggio sui prossimi avversari. Zamorano ammette di non conoscere particolarmente da vicino l'attuale formazione rossonera, ma ne riconosce i progressi: "Non seguo il Milan in maniera approfondita, quindi preferisco concentrarmi sulla mia squadra. Da quello che ho visto, comunque, rispetto all'inizio della stagione mi sembra che abbiano trovato maggiore entusiasmo e un'identità di gioco più definita. Hanno un'idea più chiara di quello che vogliono fare in campo". Sul derby, però, non esistono pronostici: "In queste partite non conta chi parte con i favori del pronostico. Quando si scende in campo, tutto quello che è successo prima passa in secondo piano. Ho affrontato giocatori straordinari durante la mia carriera, ma ricordo bene quanto fosse complicato giocare contro Paolo Maldini. Era un avversario durissimo da superare".