Dalla colonia portoghese ai quarti di Europa League: i Wolves salutano la Premier dopo 8 anni

Dalla colonia portoghese ai quarti di Europa League: i Wolves salutano la Premier dopo 8 anniTUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
martedì 21 aprile 2026, 13:00Interviste e Storie
di Gerardo Guariglia
Il Wolverhampton, dopo otto stagioni, saluta la Premier League e retrocede in Championship. Decisivo il pareggio per 0-0 contro il Crystal Palace

Dopo otto stagioni consecutive in Premier League, il Wolverhampton retrocede in Championship. Un finale di stagione che difficilmente poteva vedere uno scenario diverso, viste le tante difficoltà che i Wolves hanno dovuto affrontare: il percorso in campionato è iniziato con cinque sconfitte consecutive, col primo punto stagionale arrivato solamente alla sesta giornata contro il Tottenham. Quel risultato poteva dare una buona iniezione di fiducia alla squadra, ma la svolta non è arrivata e dopo altre tre sconfitte è arrivato l'esonero di Vitor Pereira, oggi alla guida del Nottingham Forest semifinalista di Europa League.

Al suo posto ecco il gallese Rob Edwards che aveva già allenato il Wolverhampton nel 2016-17 e che in passato aveva già avuto modo di vivere l'atmosfera del Molineaux Stadium da calciatore. Risultati? Nessun miglioramento, perché sono arrivate altre otto sconfitte consecutive. Per arrivare alla prima vittoria in campionato bisogna attendere la 20esima giornata, quando i Wolves si sono imposti per 3-0 contro il West Ham. Il trend del girone di ritorno è stato leggermente migliore, ma i tanti punti persi hanno condizionato il percorso della squadra verso la salvezza. Due risultati quasi del tutto inaspettati - la vittoria contro il Liverpool per 2-1 e il pareggio per 2-2 contro l'Arsenal - non sono serviti a riavvicinare la squadra quantomeno alla zona salvezza.

Si interrompe così l'avventura del Wolverhampton in Premier League, ricominciata nel 2018-19 con un settimo posto, una semifinale di FA Cup e una qualificazione in Europa League con Nuno Espirito Santo in panchina. Una squadra ricca di qualità grazie anche ai tanti portoghesi presenti in rosa e ai gol del messicano Raùl Jimenez, punto di riferimento dell'attacco. La stagione successiva vide il Wolverhampton protagonista in Europa, perché i ragazzi di Nuno Espirito Santo riuscirono a centrare addirittura i quarti di finale di Europa League. Dopo aver eliminato Espanyol e Olympiacos, i Wolves si ritrovarono di fronte il Siviglia di Lopetegui che passò il turno e portò a casa il trofeo per la sesta volta nella sua storia. Un percorso importante e quasi del tutto inaspettato per il Wolverhampton, trascinato anche dai gol di Diogo Jota e dalla colonia portoghese capace di mettere in pratica un calcio propositivo e bello da vedere.

Già, proprio quella colonia portoghese che nel corso degli anni ha regalato gioie e soddisfazioni al club e soprattutto ai tifosi. Tutto è iniziato nel 2016 quando il capo di Fosun International, Guo Guangchang, ha acquistato il club per circa 50 milioni di sterline. Ad affiancarlo c'era una delle figure più importanti del calcio mondiale, Jorge Mendes, che attraverso la sua agenzia ha avuto un ruolo importante nella costruzione della squadra. I primi portoghesi a sbarcare al Wolverhamtpon sono stati Helder Costa, Joao Teixeira e Ivan Cavaleiro, per poi proseguire con profili ancora più internazionali come Ruben Neves, Diogo Jota e Daniel Podence. L'acquisto record? Fabio Silva dal Porto per 40 milioni, un cifra che ha contribuito al raggiungimento di una quota superiore ai 200 milioni di investimenti sul mercato per quanto riguarda i calciatori lusitani. Grazie a questa politica, il Wolverhampton è diventato un punto di riferimento per il calcio portoghese all'interno della Premier League, tanto che nel 2020-21 il club ha celebrato il suo legame col Portogallo lanciando una maglia ispirata proprio ai colori della nazionale.

DA NUNES A PEDRO NETO: LE CESSIONI RECORD DEI WOLVES - La politica tutta portoghese che contraddistingue da anni il Wolverhampton ha portato i suoi frutti sia dal punti di vista tecnico-tattico che da quello economico. Tra le cessioni più importanti del club, infatti, spicca anche Matheus Nunes al Manchester City per circa 60 milioni, seguito da Pedro Neto al Chelsea. Per non dimenticare Ruben Neves all'Al-Hilal e Diogo Jota, venduto al Liverpool per oltre 40 milioni. Incassi che hanno portato nel corso degli anni a una significativa stabilità economica, prima delle ultime e recenti difficoltà che hanno portato alla retrocessione e a investimenti che non hanno mantenuto le aspettative.

UN MERCATO CHE NON HA RIPAGATO LE ASPETTATIVE - Cosa non ha funzionato nel Wolverhampton? Innanzitutto gli investimenti sul mercato che non hanno ripagato le aspettative fino all'avvio negativo in Premier League che è poi proseguito per quasi tutta la stagione. Nel 2025 sono stati spesi oltre 150 milioni senza ottenere risultati. I vuoti lasciati da Cunha e Ait-Nouri sono stati colmati con scommesse che non hanno avuto un grande impatto col calcio inglese.

La proprietà Fosun ha rivoluzionato quasi tutto, rimuovendo il presidente Jeff Shi e rinnovando buona parte dell'area tecnica. La rosa, rispetto agli anni passati, ha notevolmente abbassato la qualità e buona parte delle chance salvezza sono passate attraverso la qualità a centrocampo di Joao Gomes, centrocampista brasiliano finito anche nel mirino del Napoli. Adesso, per i Wolves, c'è una stagione da portare al termine e provare a ricostruire qualcosa di importante per provare a ritornare in Premier League.