Dalla Serie D alla vetta della SPFL con l'Heart Of Midlothian: il viaggio di Kerjota

Dalla Serie D alla vetta della SPFL con l'Heart Of Midlothian: il viaggio di KerjotaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Giacomo Morini
Oggi alle 08:45Interviste e Storie
di Davide Balestra
L'Albania, l'Italia e la conquista della Scozia: la parabola del classe 2001 che ha convinto gli Hearts. L'allenatore McInnes: 'Siamo entusiasti di lui'

“Idolo”, “eroe”, “siamo felici che giochi con noi”. Sono solo alcuni dei complimenti che Sabah Kerjota, esterno albanese dell'Heart of Midlothian, sta ricevendo nelle ultime settimane sui social dai suoi (nuovi) tifosi. Il classe 2001, nato a Scutari ma cresciuto calcisticamente in Italia, dopo il normale periodo di ambientamento si è preso la scena a Edimburgo, come conferma il premio di Man of the Match ricevuto al termine del match vinto contro l’Hibernian lo scorso 26 aprile.

Ma da dove parte Kerjota? Perché non era un volto noto in Italia? Il segreto è nel suo percorso: il 24enne (25 anni ad agosto) ha giocato per anni tra Eccellenza e Serie D prima di cambiare vita e sbarcare in Scozia. Passo dopo passo, minuto dopo minuto. Arrivati a maggio, Kerjota vede la Scottish Premiership, ma la sua storia italiana resta una curiosità per molti. Dopo aver lasciato l’Albania nel 2018, vive diverse esperienze nei dilettanti tra Marche e Umbria, vestendo le maglie di Narnese, Clitunno, Anconitana e Montefano.

LA SVOLTA ITALIANA. La vera svolta arriva nel 2022: la Vigor Senigallia decide di puntare su di lui in Serie D e, in due anni, Sabah mette a segno 19 gol e 29 assist in 71 presenze. Numeri da trascinatore che attirano le attenzioni della Sambenedettese, che lo acquista nel 2024. Il risultato è emblematico: 37 presenze, 10 gol, 13 assist e promozione in Serie C. Poi, le attenzioni dall'estero che cambiano la vita. Ecco l'Hearts che offre un contratto triennale al giocatore: un'opportunità che Kerjota decide di sposare. 

L’adattamento al calcio scozzese non è stato dei più semplici. Ma Derek McInnes – allenatore degli Hearts con un passato da mediano nei Rangers – gli dà subito fiducia. L'esordio arriva a luglio nel match di Coppa contro il Dumbarton, davanti agli 8.722 spettatori del Tynecastle Park.

CONCORRENZA? NO PROBLEM. La concorrenza è tanta: da Alexandros Kyziridis a Stephen Kingsley, il posto garantito non esiste. Ma è qui che i dati diventano interessanti. Arrivati a maggio, Kerjota ha collezionato 18 presenze per un totale di 238’ giocati tra campionato e coppe. Eppure, con questo minutaggio, ha inciso come un titolare: il 4 ottobre ha deciso la sfida con l’Hibernian con un assist al 91’; sette mesi dopo, contro lo stesso avversario, ha propiziato l'autogol dell'1-1 e servito l'assist a Blair Spittal per la rimonta finale. Un impatto così devastante in pochi minuti da fargli vincere, con merito, il premio di Man of the Match. Manca solo il gol, sfiorato al debutto in campionato contro il Dundee quando il suo destro dal limite è stato respinto da Yevgeniy Kucherenko“Siamo entusiasti di Kerjota - ha dichiarato McInnes nelle scorse ore - e sono convinto che nella prossima stagione sarà ancora più decisivo”.

La strada è ancora lunga, per Kerjota e per gli Hearts. La squadra occupa il primo posto a quota 76 punti, con tre lunghezze di vantaggio sul Celtic a tre giornate dalla fine. Il caso ha voluto che il calendario metta di fronte le due squadre proprio il 16 maggio, nell'ultimo turno di campionato. L'obiettivo di Kerjota è arrivarci con il titolo già in tasca, completando un percorso che, partendo dai campi della provincia italiana, lo ha portato a giocarsi il massimo traguardo in Scozia.