Muslić, Džeko, Karius: i segreti dello Schalke che torna in Bundesliga
Lo Schalke 04 ce l'ha fatta. Dopo tre anni di attesa è arrivata la promozione aritmetica in Bundesliga grazie al successo casalingo per 1-0 firmato da Kenan Karaman. A due giornate dalla fine del campionato, i tedeschi hanno ottenuto finora 67 punti, 9 in più del Paderborn secondo e addirittura 10 in più dell'Hannover terzo. Retrocesso nel 2021, lo Schalke 04 era risalito subito nel 2022 ma la permanenza in Bundesliga era durata solamente un anno, con l'immediata retrocessione. I tentativi di risalita poi non erano andati a buon fine, con campionati chiusi a metà classifica nella seconda divisione tedesca, prima della grande impresa compiuta in questa stagione.
Chi sono i protagonisti di questa scalata? Lo Schalke ha una squadra composta da calciatori di prospettiva, ma ha (ri)messo al centro del progetto anche calciatori che a Gelsenkirchen militavano da anni, come il già citato Kenan Karaman, attualmente a quota 14 reti in campionato. Tra i pilastri c'è il portiere Loris Karius, diventato ormai punto di riferimento per lo Schalke 04. Ha 32 anni, ma questa è stata sicuramente la sua più grande rivincita. Arrivato a parametro zero nel gennaio 2025, con tanto scetticismo attorno, il portiere tedesco ha risposto sul campo: se lo Schalke è tornato in Bundesliga lo deve anche a lui e ai suoi 12 clean sheet stagionali, che hanno assicurato il dato di miglior difesa del campionato.
Karius avrà anche blindato la porta, ma chi ha dimostrato ancora una volta che l'età è solamente un numero è Edin Džeko. A 40 anni non è troppo tardi per vivere grandi emozioni: il bosniaco, arrivato a gennaio dalla Fiorentina, si è presentato alla vecchia maniera con un bottino di 6 gol e 3 assist. Dopo il Mondiale con la sua Bosnia dovrà decidere se continuare o smettere col calcio, ma giocare un altro e probabilmente l'ultimo campionato di Bundesliga potrebbe spingerlo a divertirsi ancora di più.
Rendimento importante anche per la coppia di centrali turchi Hasan Kurucay e Mertcan Ayhan, quest'ultimo un classe 2006 cresciuto nel vivaio. A centrocampo qualità e sostanza con Ron Schallenberg e Sofian El-Faouzi, che hanno contribuito ai 7 gol in campionato di Moussa Sylla e alle giocate sulla fascia dell'esterno austriaco Dejan Ljubicic, arrivato a gennaio dalla Dinamo Zagabria. Un collettivo che ha saputo esprimersi al meglio anche grazie a Miron Muslić, allenatore austriaco classe '82 con una storia tutta particolare da raccontare.
MIRON MUSLIC, IL CONDOTTIERO DELLO SCHALKE 04 - Tra le grandi intuizioni dello Schalke c'è proprio lui, Miron Muslić: 44 anni, di origine bosniaca proprio come Dzeko. Un passato da attaccante nelle serie minori per poi studiare da allenatore. Tutto è partito in Serie B austriaca, al Ried, la stessa squadra con cui aveva chiuso la propria carriera da calciatore. Poi la prima esperienza all'estero con il Cercles Bruges nella massima serie belga e successivamente l'esperienza col Plymouth in Championship, dove subentrò a stagione in corso senza però evitare la retrocessione.
Dunque la chiamata dello Schalke, dove Muslić, sin da subito, ha mostrato una certa alchimia con ambiente e tifosi. "Intorno a noi ci sono tanti minatori. Non interessa il bel gioco, vogliono vedere i calciatori sputare sangue in campo e sacrificarsi". Si presentò così l'austriaco, con lo scopo di creare unione tra la città di Gelsenkirchen e la squadra. Obiettivo centrato a suon di prestazioni e risultati. Il suo 4-3-3 è un di qualità, quantità, velocità e tanta intensità. Muslić è stato capace di entrare nella testa dei calciatori, e il risultato è stato una nuova pagina di storia dello Schalke 04: il tanto atteso ritorno in Bundesliga.