Galatasaray, quarto scudetto di fila: Osimhen e non solo, i segreti della vittoria
La Süper Lig 2025/2026 è stata una delle più tese e calde degli ultimi anni. La parola fine l’ha messa il Galatasaray, che grazie al successo contro l’Antalyaspor per 4-2, ha vinto il quarto titolo consecutivo, il ventiseiesimo della sua storia. I rivali di sempre del Fenerbahce si sono dovuti arrendere alla penultima giornata, dopo un duello ad altissima intensità fuori e dentro dal campo. A fare la differenza è stato il derby di qualche settimana fa, vinto per 3-0 dai giallorossi.
La tensione è stata massima e un episodio lo conferma: all'intervallo della partita decisiva, sul risultato di 1-0, il Galatasaray ha diffuso una nota molto dura: "Nonostante questi arbitri, siamo in vantaggio per 1-0. Vediamo cosa state facendo, i vostri piani, la malvagità che avete dentro".
Il club turco ha proseguito: "Questo ordine delle cose non continuerà così. Siamo qui, non taceremo! Alla fine, di nuovo, i buoni vinceranno!". Questa conclusione racconta di una disputa tra i due club che si è protratta per tutta la stagione. Polemiche arbitrali, sfottò social e una vera e propria guerra psicologica. Alla fine, come ironicamente raccontato in un video sul profilo Instagram del Galatasaray, è stato il "leone" a sconfiggere il "canarino".
GALATASARAY: LA CONTINUITÀ CON LA MANO DI OKAN BURUK - Il Galatasaray da qualche anno sta alzando il suo livello e lo sta portando ad una dimensione europea. I quattro titoli consecutivi della squadra della capitale portano la firma di Okan Buruk, ex giocatore profondamente legato all’ambiente giallorosso. L’allenatore ha costruito una squadra aggressiva, che mette al centro del suo calcio il pressing alto e la verticalizzazione immediata. Il suo 4-2-3-1 punta sulla freschezza delle ali e sulla ricerca costante del cross per Victor Osimhen o per Mauro Icardi. I due in molte occasioni hanno anche giocato insieme, diventando un'arma letale per le difese avversarie. Oltre al talento delle sue stelle, il Galatasaray di Buruk ha avuto il merito di diventare riconoscibile con una struttura organizzata e chiara. In campionato sono arrivate 24 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte. La squadra ha quasi chiuso il discorso nello scontro diretto contro il Fenerbache del 26 aprile, per poi complicarsi la vita perdendo per 4-1 a casa del Samsunspor. Sangue freddo e lucidità, però, hanno permesso di ottenere la matematica vittoria al Rams Park contro l’Antalyaspor nel turno successivo. Decisivo, neanche a dirlo, Osimhen, autore di una doppietta. Proprio lo stadio casalingo, un vero e proprio inferno, è stato un altro fattore determinante. 43 punti ottenuti in 17 partite, con 13 vittorie e 4 pareggi. Anche da questo punto di vista il club è cresciuto, ritrovando l’atmosfera di un tempo, puntando su luci, coreografie e video motivazionali. A farne le spese in Champions League sono state tra le altre anche Juventus e Liverpool, sconfitte rispettivamente per 4-1 e 1-0.
LE STELLE: OSIMHEN MA NON SOLO - Ad avvicinare il Galatasaray ad una dimensione europea negli ultimi anni è stato il mercato. Tanti investimenti e un messaggio chiaro: il campionato turco non è più terra per giocatori a fine carriera, ma può accogliere anche calciatori nel pieno della loro maturità. Da Osimhen a Icardi, a Sanè e Torreira, fino ad arrivare a Davinson Sanchez, Lang, Lemina e Gündogan. Allo stesso tempo nella rosa sono presenti anche 19 turchi, con alcune certezze della nazionale di Montella come Akgün, Yilmaz e Çakir. Un mix che ha portato al successo. Il brand internazionale del club è cresciuto, la squadra ha assunto un modo di giocare più adatto al calcio europeo, ma l’identità turca è stata preservata. La stampa locale racconta di un Galatasaray paragonabile a quello del ciclo di Fatih Terim, che nel 1999/2000 trionfó in Coppa UEFA contro l’Arsenal. I giallorossi hanno faticato per anni a ritrovare una competitività credibile a certi livelli, ma il percorso in Champions League di questa stagione testimonia un salto di qualità. Il grande simbolo della squadra è Victor Osimhen, considerato un supereroe in Turchia. Okan Buruk lo ha definito il “Nostro Mbappé”. Leader emotivo, dominante dal punto di vista fisico e prolifico: per lui 15 gol e 5 assist in 22 partite di campionato e un totale di 59 reti e 16 assist in 74 presenze in maglia Galatasaray. Semplicemente decisivo. Tra i leader c’è anche Mauro Icardi: “Durante questi 4 anni ho sentito di tutto. Che fossi grasso, magro, esausto, ferito, fuori forma o semplicemente non lo stesso. Forse hanno ragione. Ma i numeri e i titoli parlano da soli. Andate a vederli”, ha raccontato l’attaccante ex Inter sui social. Quarto titolo per lui e 14 gol in 30 partite. Meno impattanti le altre stelle Sané e Gündogan, ma comunque protagoniste. La dinastia del Galatasaray prosegue: il quarto titolo consecutivo è arrivato, ora la voglia è quella di fare uno step in più nella prossima Champions League: “Il Galatasaray è grande, ma lo renderemo ancora più grande”’ parola di Mauro Icardi.