Ceramica e provincia, ma non chiamatela "favola": Napoli, ecco il Villarreal
Cinquantamila abitanti, ma non chiamatela più "favola". E se il nuovo format della Champions League mette in mostra ogni anno nuove realtà - questa volta tocca a Sabah, Viking e Como - quella del Villarreal è ormai consolidata ai vertici del calcio europeo. Non solo la vittoria dell'Europa League nel 2021 con il solito Emery, perché El Submarino Amarillo ha raggiunto la semifinale della massima competizione europea per ben due volte, nel 2005/06 e nel 2021/22.
Per anni il Villarreal è sempre stato in cima alla classifica dei club di Champions provenienti dalle località più piccole. Vila-Real, cittadina di mare a nord di Valencia, ha infatti 50.000 abitanti. In questa stagione il primato va al Sabah di Masazir (9.000 abitanti), seguito dal Lens (33.000 abitanti).
LEGAME COL TERRITORIO E "PROVINCIALISMO POSITIVO" - Fondata nel 1923 da un gruppo di lavoratori - un farmacista, un impiegato di banca e un direttore delle poste - il Villarreal riassume al meglio la connotazione positiva di "provincialismo". Nessuna chiusura mentale o arretratezza, ma un forte legame col territorio, rimasto intatto anche nel 1997, anno in cui il club è stato acquistato dall'imprenditore miliardario nel settore della ceramica, Fernando Roig.
È proprio la ceramica il fulcro di Vila-Real e della zona circostante, e da qui anche il nome dello stadio, l'Estadio de la Cerámica, un impianto da 25.000 posti a sedere. La forza economica di Roig ha portato il club a essere costantemente ai vertici in Spagna, senza che i classici valori delle squadre di provincia - passione dei tifosi, allegria e spensieratezza - andassero persi.
I BEATLES E IL GIALLO PER CASO - Abbiamo parlato di Submarino Amarillo, e il collegamento con "Yellow Submarine" dei Beatles è tanto immediato quanto casuale: nessun sottomarino è infatti il simbolo della città. Tutto è nato nel 1968, quando il Villarreal giocava ancora nelle categorie inferiori, e durante una partita alcuni tifosi iniziarono a intonare la celebre canzone dei Fab Four, dando così origine al soprannome con cui oggi è conosciuta la squadra.
Se la storia del Submarino Amarillo è curiosa, ancor di più lo è il motivo per cui il Villareal gioca in giallo. Come riporta infatti il sito della UEFA, nel 1947 il figlio del presidente si recò nella vicina Valencia per reperire alcune divise bianche di ricambio, ma il negozio le aveva solo gialle. E da quel momento il colore non è più cambiato.
IL DNA EUROPEO E UN PICCOLO RECORD - Dall'arrivo di Roig nel 1997, le prospettive del Submarino Amarillo sono completamente cambiate. Oltre alla vittoria dell'Europa League nel 2020/21 ai rigori, infatti, nel 2003/04 e 2004/05 il Villarreal ha vinto anche due Coppe Intertoto, subito prima di approdare in semifinale di Champions nel 2006, contro l'Arsenal. 16 anni prima dell'altra semifinale, quella contro il Liverpool.
Tre trofei europei, di cui uno "maggiore", portano il club di Vila-Real a ottenere un piccolo record, in condivisione con Parma, West Ham, Crystal Palace e Real Saragozza, quello delle squadre che hanno trionfato almeno una volta a livello continentale, senza però aver vinto alcun campionato nazionale.
IL VILLARREAL OGGI - Ma che squadra affronta oggi il Napoli? Dopo quasi tre stagioni complete con Marcelino in panchina, a Vila-Real è arrivato Iñigo Perez, finalista di Conference League con il Rayo Vallecano (a proposito di piccole realtà) nella passata stagione. L'inizio in campionato non è stato facile, dal momento che nelle prime 6 partite ufficiali sono arrivati 2 pareggi e 4 sconfitte, tra cui quella all'esordio in Champions contro il Borussia Dortmund.
Il Villarreal si è dimostrato altalenante, tra diversi moduli provati (4-4-2, 4-2-3-1, 4-3-3) e numeri: il buon dato dei gol fatti (13) si scontra con un'evidente fragilità difensiva. Sono infatti 13 anche i gol subiti in campionato, tanti per una squadra che, come negli ultimi anni, vuole ambire a un piazzamento tra le prime 4 in campionato dietro al "triumvirato" formato da Real Madrid, Barcellona e Atletico.
Con il cambio in panchina, la scelta della dirigenza è stata piuttosto chiara: continuità in squadra. Gli unici due acquisti sono stati Nathan Saliba, centrocampista canadese che si è messo in mostra al Mondiale, e Gulacsi, portiere arrivato dal Lipsia. Rispetto alla passata stagione non c'è più Rafa Marin, che tornerà all'Estadio de la Cerámica da avversario.
I GIOCATORI MIGLIORI - Iñigo Perez deve ancora trovare maggiore equilibrio in difesa, ma qualità e talento certamente non mancano. La guida è senza dubbio Renato Veiga, passato anche dalla Juventus e titolare della Nazionale portoghese. Insieme a lui ci sono Logan Costa e Navarro, oltre a Carlos Romero, Mourino e Freeman sulle fasce.
Il faro in mezzo al campo è certamente Pape Gueye, ma il talento migliore della squadra è senza dubbio Alberto Moleiro, ala sinistra già a quota 2 gol e 3 assist in questa stagione; nella scorsa Liga furono 10 reti e 5 passaggi vincenti. Pépé e Buchanan non saranno disponibili, ma le attenzioni della difesa di Allegri dovranno senza dubbio essere su Georges Mikautadze. L'attaccante georgiano non ha iniziato al meglio, ma viene da due stagioni con più di 15 gol e 5 assist ciascuna, e la sua abilità nel non dare mai punti di riferimento può mettere in serie difficoltà i centrali del Napoli. E occhio all'esperto Gerard Moreno, che di grandi partite ne sa qualcosa.
IÑIGO PEREZ, DA VALLECAS ALLA CHAMPIONS LEAGUE - Basco di Pamplona, Iñigo Perez è un profilo giovanissimo, con grandi scenari di fronte a sé. Neanche quarantenne, dopo aver smesso di giocare nel 2022 è diventato subito vice allenatore del Rayo Vallecano, squadra di cui ha preso poi il comando a febbraio 2024.
Il lavoro a Vallecas è stato eccezionale, basti pensare al fatto che - appena due anni dopo - il Rayo abbia giocato una finale europea, quella di Conference League persa 1-0 con il ben più ricco e attrezzato Crystal Palace.
Il Napoli è avvisato: i 25.000 dell'Estadio de la Cerámica si faranno sentire, e il DNA europeo dell'ormai ex favola di provincia Villarreal non è da sottovalutare, soprattutto se - dopo la sconfitta all'esordio contro l'Arsenal - la squadra di Allegri vuole trovare il primo successo europeo.