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Lecce, programmato il ritiro dopo il match con la Fiorentina
Con una nota ufficiale diffusa sui propri canali, il club giallorosso ha comunicato che, a partire da martedì 21 aprile, il Lecce di Di Francesco si trasferirà a Verona per un ritiro in vista del finale di campionato.
Una decisione che arriva a pochi giorni da un’altra sfida fondamentale in chiave salvezza, quella contro la Fiorentina. I giallorossi, infatti, lunedì sera affronteranno la squadra di Vanoli al "Via del Mare", per poi partire il giorno successivo alla volta di Verona, con l’obiettivo di preparare al meglio le due delicate trasferte contro Hellas e Pisa.
IL COMUNICATO DEL LECCE - Di seguito la nota ufficiale dei giallorossi: "L’U.S. Lecce comunica che il gruppo squadra nella giornata di martedì 21 aprile si trasferirà a Bussolengo (Verona), presso il Montresor Hotel Tower, in vista della gara con il Verona, in programma sabato 25 aprile. I giallorossi sosterranno il primo allenamento nella giornata di mercoledì 22 presso lo Stadio Comunale di Villafranca (Verona). Sempre nella stessa località la squadra giallorossa si tratterrà per preparare la successiva trasferta con il Pisa".
Il proprietario del Pisa: "Il calcio in Italia è mal gestito"
"Il calcio in Italia è mal gestito". Così l'imprenditore britannico, nonché proprietario del Pisa, Alexander Knaster, in un'intervista concessa a Sky Sport, ha commentato l'attuale momento del calcio in Italia.
A seguito degli ultimi risultati della Nazionale, con annessa eliminazione dal Mondiale del 2026 per mano della Bosnia, in diversi hanno espresso il proprio parere riguardo il movimento. A questi si iscrive anche il proprietario del club nerazzurro, definendosi comunque orgoglioso di aver investito nel nostro Paese: "Posso dire che c'è ancora molto entusiasmo a investire in Italia. Quello che è attrattivo o no ce lo dirà il futuro. Ci sono molti investitori perché guardano le opportunità e quelle sono grandi".
LE PAROLE DI KNASTER - Nonostante le ambizioni del club toscano, e la voglia di dare continuità al progetto nerazzurro, Oliver Knaster 'denuncia' l'attuale gestione del nostro calcio: "Il calcio in Italia è mal gestito e al momento i risultati lo riflettono. Ma c'è sempre speranza di miglioramento in Italia. Sicuramente puoi investire e comprare un club. Per tanti soldi ma poi puoi iniziare a perderne altri".
Serie A, date e orari della 35ª giornata di campionato
Siamo alle battute finali del campionato di Serie A: ancora poche giornate, e inizieranno a delinearsi i primi verdetti di questa lunga stagione. Dal capitolo scudetto, con l'Inter pronta ad affondare il colpo, alla qualificazione in Champions con Napoli, Milan, Juventus, Como e Roma pronte a darsi battaglia, fino ad arrivare alla lotta per il mantenimento della massima categoria.
In merito a questo, la Lega Serie A ha reso noti tutte le date e gli orari della 35ª giornata di campionato: si inizia con Pisa-Lecce in programma venerdì 1 maggio alle 20:45, match che potrebbe dire molto sulla quota salvezza. A seguire, sabato 2 maggio, alle 15:00 con Udinese-Torino, la sfida Champions alle 18:00 tra Como e Napoli, e in serata, alle 20:45, con Atalanta-Genoa.
Domenica 3 maggio il palinsesto apre con Bologna-Cagliari alle 12:30, alle 15:00 seguirà Sassuolo-Milan, Juventus-Verona alle 18:00, e in conclusione Inter-Parma alle 20:45.
Il posticipo del lunedì vedrà affrontarsi Cremonese e Lazio alle 18:30, e per finire, Roma-Fiorentina alle 20:45.
ANTICIPI E POSTICIPI DELLA 35ª GIORNATA DI SERIE A - Di seguito le date e gli orari.
- Venerdì 1 maggio 2026, ore 20.45 - Pisa-Lecce
- Sabato 2 maggio 2026, ore 15.00 - Udinese-Torino
- Sabato 2 maggio 2026, ore 18.00 - Como-Napoli
- Sabato 2 maggio 2026, ore 20.45 - Atalanta-Genoa
- Domenica 3 maggio 2026, ore 12.30 - Bologna-Cagliari
- Domenica 3 maggio 2026, ore 15.00 - Sassuolo-Milan
- Domenica 3 maggio 2026, ore 18.00 - Juventus-Verona
- Domenica 3 maggio 2026, ore 20.45 - Inter-Parma
- Lunedì 4 maggio 2026, ore 18.30 - Cremonese-Lazio
- Lunedì 4 maggio 2026, ore 20.45 - Roma-Fiorentina
Frattura alla tibia sinistra per Mateo Retegui: l'attaccante si dovrà operare
Brutta tegola per Mateo Retegui. L’attaccante dell’Al-Qadsiah ha infatti riportato un grave infortunio nel corso della sfida contro l’Al-Shabab, terminata 2-2. Durante il match, dopo un contrasto di gioco, l’ex Atalanta e Genoa è rimasto a terra dolorante, prima di lasciare il campo zoppicando con l’aiuto dello staff medico.
L’intervento dei sanitari è stato immediato, con il giocatore accompagnato fuori dal terreno di gioco. Gli accertamenti effettuati nelle ore successive hanno evidenziato la frattura della tibia sinistra. L'attaccante della Nazionale sarà operato nei prossimi giorni a Madrid, dove verrà sottoposto all’intervento necessario per avviare il percorso di recupero.
I tempi di rientro non sono ancora stati definiti, ma si preannuncia uno stop lungo che priverà il club arabo del suo principale riferimento offensivo. Un’assenza pesante, soprattutto alla luce della prestazione offerta: prima dell’infortunio, infatti, Retegui aveva messo a referto un gol e un assist, risultando decisivo per il pareggio finale. Un risultato comunque importante per mantenere l’Al-Qadsiah in corsa per un posto nella prossima Champions asiatica.
Lega Serie A, convocata un'assemblea in via d'urgenza per lunedì 20 aprile
La Lega Serie A convoca, in via d'urgenza, un'assemblea per lunedì 20 aprile. La Lega Serie A tornerà dunque a riunirsi una settimana dopo l'ultima volta, quando 18 club su 20 hanno espresso la propria preferenza per Giovanni Malagò come candidato a presidente della FIGC.
Come annunciato tramite un comunicato ufficiale, infatti, l'assemblea è convocata per le ore 11:00 presso la sede della Lega Calcio Serie A in via Ippolito Rosellini a Milano. Di seguito il comunicato ufficiale.
IL COMUNICATO UFFICIALE - Nel comunicato ufficiale, la Lega Serie A ha chiarito i dettagli della convocazione: "L'Assemblea della Lega Calcio Serie Aè convocata, in via d'urgenza, per lunedì 20 aprile 2026 in presenza - presso la sede della Lega Calcio Serie A in via Ippolito Rosellini, 4, Milano - alle ore 11.00 in seconda convocazione".
Giulini: "Volevo portare Pio Esposito a Cagliari. Palestra può fare come Barella"
Il ritorno a San Siro, ma da presidente e non più da ragazzo innamorato del calcio. In occasione di Inter-Cagliari, Tommaso Giulini si racconta a "La Gazzetta dello Sport", facendo il punto sulla stagione della sua squadra, il futuro della società rossoblu, e il mercato, oltre che al match di questa sera contro i nerazzurri.
Per Giulini infatti, quella di Milano non è una partita come le altre. Come racconta, "San Siro" rappresenta un pezzo importante della sua storia: "Grande emozione. Ci sarò stato 100 volte da ragazzino. Ci andavo quando stavo nel settore giovanile del Milan, ho fatto il raccattapalle. L’emozione più grande l’ho provata ad aprile scorso all’Arena Civica, a due passi da casa mia, vincendo la Coppa Italia Primavera contro il Milan. Una cosa speciale, per me e per i sardi".
LE PAROLE DI GIULINI - La sfida contro l’Inter porta inevitabilmente al confronto tra i fratelli Esposito, con "Seba" protagonista assoluto della stagione rossoblù. Giulini però, non nasconde qualche rimpianto per non aver affondato il colpo anche sul fratello: "Pio è un grande rimpianto, lo volevo fortemente, ma abbiamo scelto una certezza come Piccoli. Sebastiano sta facendo una buona stagione, tecnicamente è divino, deve solo imparare a essere più concreto. Sta crescendo, trovando anche i gol. È un valore importante per noi e può essere un punto di ripartenza. Mi è piaciuto come ha esultato con i compagni e il mister, dimostra che è un leader tecnico e carismatico".
LA SOCIETà - Sul fronte societario, il presidente rossoblu apre alla prospettiva di nuovi soci, sottolineando l’importanza di competenze oltre che di risorse economiche: "Allo stadio verrà con me Bulgheroni, una famiglia con grande storia nello sport. Ci sono tutte le premesse per fare bene insieme: l’obiettivo è rafforzare il club e migliorare. Abbiamo in mano il progetto per il nuovo stadio, serviranno competenze prima ancora dei soldi".
E guardando al sistema calcio, Giulini riflette anche sulle ultime realtà emergenti. In particolare su Atalanta, Bologna e Como: "Ogni storia è diversa. L’Atalanta con Gasperini, il Bologna con investimenti nel tempo, il Como con un progetto ambizioso: tutte dimostrano che si può avere successo in modi differenti. Noi ci stiamo provando, lo stadio sarà determinante".
LA STAGIONE DEL CAGLIARI - Poi i singoli, a partire dal suo portiere, Elia Caprile: "Vale tanto, è un grande portiere. Non è scontato che vada via, potrebbe restare per consacrarsi". Parole importanti anche per Palestra: "Un motivo di orgoglio. Sta dimostrando di poter fare una carriera simile a quella di Nicolò Barella. È serio, non si tira mai indietro, lotta sempre per la maglia".
Capitolo panchina invece, con la scelta di Fabio Pisacane in estate, e la voglia di proseguire con lui: "Conta prima di tutto l’uomo. Lo conosco da oltre dieci anni. Poi ci sono le qualità sul campo: sacrificio, cattiveria, letture tattiche. Voglio vedere sempre queste caratteristiche nella mia squadra. Una volta conquistata la salvezza, con questo porgetto, sarebbe la cosa più sbagliata cambiare allenatore".
Infine, uno sguardo anche alla più che mai attualità del nostro calcio, e in particolare ai vertici del calcio italiano, con il sostegno a Giovanni Malagò: "È un grande dirigente, ha portato risultati importanti anche alle Olimpiadi. Serve leadership e credibilità. Accanto a lui? Mi piacerebbe Paolo Maldini, lo stimo molto. Il calcio ha bisogno di persone credibili, non di logiche clientelari".
Ancelotti: "Il calcio italiano ha perso ritmo e solidità difensiva"
"La differenza fondamentale riguarda il ritmo, non soltanto quello agonistico della corsa ma quello mentale, della partecipazione continua, dell'intensità che non è un sostantivo vuoto e non può essere utilizzato soltanto in alcune fasi della partita". Così Carlo Ancelotti, in un'intervista a Il Giornale, sul paragone tra le migliori squadre europee e le italiane.
Il CT del Brasile non ha dubbi su quello che ci sta mancando: "Il calcio italiano ha perso proprio questo. Ha perso la solidità difensiva, già non abbiamo talenti in altre zone del campo ma il controllo eccessivo dell'aspetto tattico ha snaturato le nostre caratteristiche, quelle sulle quali abbiamo costruito la nostra storia, da sempre".
LA SERIE A - Ancelotti dice la sua sul calcio italiano, oggi privo dei grandi campioni di un tempo: "I grandi calciatori stranieri non vengono più in Italia, all'estero, tra corposi diritti televisivi e investitori potenti, si è formato un mercato più attraente. Dunque in serie A non ci sono più le eccellenze di riferimento internazionale come Falcao, Maradona, Platini, Krol, Rummenigge, Ronaldo, Ronaldinho e tutti gli altri di un'epoca lontana. I giovani italiani da chi imparano?"
Una sorpresa, però, in Italia c'è e si chiama Como. Nonostante questo Ancelotti sottolinea: "Non mi sembra che ci siano calciatori italiani. Ma tornando alla fragilità difensiva, l'Atalanta sa giocare un calcio aggressivo, di uno contro uno e per questo prende dei rischi colossali, riguardate la partita contro il Bayern"
Vanoli sì o Vanoli no: la Fiorentina, a prescindere dalla sua conferma, riparta convinta il prossimo anno
Bisogna dare a Vanoli quel che è di Vanoli. L'allenatore della Fiorentina è riuscito in una situazione critica e delicata, a tratti anche drammatica, a dare un verso e un'inversione di rotta alla squadra, anche tattica. Adesso la Fiorentina è una squadra, grazie anche agli interventi di gennaio da parte della coppia Goretti-Paratici, perché bisogna dare anche a Goretti quel che è di Goretti.
Il direttore sportivo della Fiorentina ha ereditato da Pradé una situazione difficile e si è trovato a guidare tecnicamente una nave che stava facendo acqua da tutte le parti e, pur non avendo esperienza in Serie A a questo livello, si è preso delle responsabilità importanti in un determinato periodo dell'anno. Lui e Ferrari, con un presidente che stava già male ed era lontano, hanno dovuto fare delle scelte anche impopolari.
Si pensava a un ritorno di Palladino dopo l'esonero di Pioli, si è pensato anche a D'Aversa, che a Torino sta facendo molto bene e poi è deciso di puntare su Paolo Vanoli. Un po' perché conosceva già l'ambiente, dal momento che è stato un giocatore della Fiorentina anche molto apprezzato, un po' perché Goretti aveva già avuto la conoscenza di Vanoli ai tempi del Bologna e sapeva che poteva essere la sua capacità nell'entrare in empatia con il gruppo. Continua nella puntata del podcast "Caffè Di Marzio"
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