Tait e l'evoluzione del Südtirol: "Ora ci sentiamo calciatori"
Umiltà, lavoro ed evoluzione. Il segreto del Südtirol, tra le squadre più in crescita d'Italia degli ultimi anni, è racchiuso in queste tre parole. È lo stesso Fabian Tait, capitano e centrocampista degli altoatesini, a raccontarlo a Gianlucadimarzio.com, in un'intervista in cui ha riavvolto il nastro al 2014, anno del suo arrivo in squadra.
Da quel momento in poi non se n'è più andato. Una storia d'amore che sta per compiere dodici anni e aggiunge capitoli, stagione dopo stagione, con una costante: l'evoluzione. Oggi, infatti, il Südtirol è molto diverso da come Tait l'ha visto la prima volta e proprio grazie ai suoi occhi, e alle sue parole, vogliamo cercare di spiegarvi come il club sia cambiato e guardi al futuro in maniera sempre più ambiziosa.
SÜDTIROL, TRA IERI E OGGI - Tait ricorda bene il suo primo allenamento con la maglia degli altoatesini: “È cambiato tutto, mi ricordo i primi giorni in cui sono arrivato qui a Maso Ronco, dove ci alleniamo. C’era una casetta e un albero, e noi avevamo gli spogliatoi sottoterra". Il presente, invece, è completamente diverso: "Adesso guardo fuori e vedo un centro sportivo incredibile. Due campi di qua, uno di sopra e uno di sotto. Mi stupisco ogni volta che penso alla crescita che c'è stata". Spesso, però, prima di vedere messe in atto buone intenzioni serve diverso tempo. In Alto Adige ci è voluto poco: "La sensazione che le cose stessero per cambiare c’era ma poi sai quante volte si dice che si vuole crescere e poi non succede. La prima percezione in cui mi sono detto ‘C****** sta succedendo davvero’ l’ho avuta quando stavano tirando giù la casa del vecchio centro sportivo e stavano mettendo le fondamenta per quello nuovo".
Innovazione e organizzazione dentro e fuori dal centro sportivo, specialmente se sei una squadra che vive 365 giorni in montagna: "Se nevica può succedere che gli allenamenti vengano spostati di un paio di ore. C’è un’organizzazione pazzesca in tutto, appena sanno che il giorno dopo deve nevicare l’allenamento viene spostato o gli addetti vengono qua a spalare".
LO STADIO E UNA "NUOVA" TIFOSERIA - Non solo il centro sportivo, perché oggi il Südtirol può dire di avere costruito anche una fede attorno a sè e il motivo è soprattutto quello di aver cambiato volto allo stadio: "Quando sono arrivato c’era il ‘Druso’ aveva la piste e il campo era uno dei più brutti della Serie C. Adesso è nuovo, le piste non ci sono più e il campo è sempre in perfette condizioni". Di conseguenza, anche il seguito è aumentato: "La visione del calcio in Alto-Adige è cambiata, quando sono arrivato allo stadio c’erano 300-400 persone mentre adesso abbiamo fatto crescere la passione del calcio anche qui. Abbiamo sempre almeno 4000 persone allo stadio e questa società se le merita". In più, il tifo ha una particolarità: "Abbiamo tifosi che scendono da tutte le valli del Trentino e dell'Alto Adige, motivo per cui allo stadio c’è un trilinguismo: si parla tedesco, italiano e ladino. È bellissimo".
"ORA CI SENTIAMO CALCIATORI ANCHE QUI" - Per Tait, poi, c'è stato un momento in particolare che ha fatto la differenza nella crescita del club: "La vittoria del campionato di Serie C ha portato grande entusiasmo". Da quel momento in poi, la vita per i calciatori del Südtirol non è stata più la stessa: "A Bolzano, adesso, quando vai in giro la gente ti riconosce e ti chiede foto e autografi, mentre fino a 7/8 anni fa nessuno sapeva chi fossi. Adesso ti senti calciatore anche qui, nella nostra bella regione".
CASTORI E L'INCASTRO PERFETTO - Da un anno e qualche mese, poi, alla guida della squadra c'è Fabrizio Castori. Dopo una carriera in diverse piazze importanti il Südtirol è diventato casa sua e si è integrato perfettamente. Il motivo? Secondo Tait è semplice: "Il Südtirol la pensa come Castori e Castori la pensa come il Südtirol. Umiltà, lavoro e sacrificio sono le nostre caratteristiche e anche quelle su cui martella il mister. L’anno scorso, lo ripeto sempre, non poteva arrivare allenatore migliore per questo ambiente. Ci siamo trovati subito, è stato amore a prima vista. Noi come squadra avevamo un po’ perso la via, poi lui dopo essere arrivato ci ha rimesso subito in carreggiata. Il suo migliore pregio? La grande fame agonistica che ha. Tante volte mi chiedo come faccia ad averla ancora, è impressionante e invidiabile. Dopo una carriera del genere è solo da apprezzare e prendere come insegnamento".
IL PROSSIMO PASSO - Il passato è alle spalle, il presente viaggia veloce e il futuro è già alle porte. Ma qual è il prossimo passo per il Südtirol? Tait non ha dubbi: "Abbiamo un logo su cui c’è scritto ‘insieme per crescere’. Non so quanto ci vorrà ma questa è una società con grande voglia di crescere a piccoli passi e con intelligenza. Bisogna sempre capire il momento che si sta attraversando". Tra conquiste, certezze acquisite e altre ancora da prendere il Südtirol guarda sempre avanti. Tra altri dieci anni, di questo passo, ci sono ottime possibilità di raccontare l'ennesima evoluzione di un club che ha mezzi e idee chiare da mettere in pratica.