Velocità, controllo e futuro: nasce il metodo "Monza Drive"
Una visione societaria che supera la narrazione tradizionale del calcio per trasformarsi in piattaforma sociale, ingegneria formativa e identità territoriale. Nell'ultimo incontro con il management del Monza presso l'U-Power Stadium, l'Amministratore Delegato Mauro Baldissoni, il Coordinatore dell'Area Tecnica Francesco Vallone e il Responsabile della Metodologia Alberto Giacomini hanno tracciato le linee guida del club.
Il filo conduttore è chiaro: il Monza viene prima di tutto. Non esiste "l'uomo solo al comando", ma un collettivo che genera valore attraverso una struttura organizzativa che unisce la prima squadra al settore giovanile, investendo sulla formazione continua e sulla valorizzazione del talento senza dimenticare la creatività.
IL CALCIO COME PIATTAFORMA SOCIALE E IDENTITÀ TERRITORIALE - L'apertura dell'AD Mauro Baldissoni si concentra sulla straordinaria potenza sociale del calcio, un veicolo capace di generare una profonda identità. Per Baldissoni, la città di Monza esprime valori precisi che devono riflettersi nel club: "Monza non è solo velocità, è velocità sotto controllo, precisione, ingegneria e affidabilità". Da qui nasce l'esigenza di creare una vera connessione emotiva con il territorio, un progetto che ha già visto il club contattare numerose scuole medie locali. L'obiettivo è arricchire la comunità, dimostrando che il valore non è mai il frutto di un singolo, ma del collettivo.
OLTRE L'UOMO SOLO AL COMANDO: LA CENTRALITÀ DEL CLUB - Baldissoni ha poi chiarito che il modus operandi del Monza non è quello dell' "uomo solo al comando". Nonostante l'allenatore sia un leader chiamato a gestire personalità forti, la realtà della Serie A – dove la permanenza media su una panchina oscilla tra i 12 e i 24 mesi – impone una riflessione: gli allenatori operano ormai come "mini aziende". Per questo motivo, la stabilità e la filosofia devono risiedere nel club: "È l'AC Monza che fa le cose, non il singolo". La società ha il dovere di formare i calciatori, ma anche gli allenatori e i dirigenti, attraverso un confronto di crescita settimanale a stretto contatto con la realtà del club.
LINGUAGGIO UNIFORME: IL PONTE TRA GIOVANI E PRIMA SQUADRA - Sul fronte della crescita dei giovani, Baldissoni ha ammesso che "manca ancora qualcosa e si può fare meglio", ponendo l'obiettivo di ampliare la base dei ragazzi in orbita Prima Squadra. Una sfida spiegata da Francesco Vallone, Coordinatore dell'Area Tecnica, che ha illustrato la strategia per non disperdere il talento: "Vogliamo uniformare il linguaggio e la comprensione, in modo che il percorso del ragazzo non si interrompa". La parola d'ordine è "unicità". A testimonianza di questa sinergia, Vallone ha rivelato un retroscena concreto: da febbraio, l'allenatore della Prima Squadra è sceso in campo a Monzello nei pomeriggi per guidare allenamenti individuali con i giovani, applicando gli stessi metodi, principi e carichi di lavoro dei professionisti.
LA METODOLOGIA DEL FUTURO: STIMOLARE LA CREATIVITÀ SENZA IMPOSIZIONI - Se la struttura e il linguaggio devono essere uniformi, l'approccio sul campo deve saper preservare l'istinto dei calciatori. Alberto Giacomini, Responsabile della Metodologia, ha spiegato come il Monza intenda stimolare la creatività senza nasconderla: "Non cancelliamo la creatività, cerchiamo di stimolarla attraverso giochi e duelli in cui l'allenatore non interviene". Il focus si sposta sulla cognizione e sulla percezione visiva – con allenamenti specifici strutturati per tutti i calciatori – dove il ragazzo non riceve istruzioni, ma viene stimolato a trovare la soluzione al problema in totale autonomia.