Mondiali 2026: la guida definitiva ai talenti da seguire per ogni girone

Mondiali 2026: la guida definitiva ai talenti da seguire per ogni gironeTUTTOmercatoWEB.com
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giovedì 11 giugno 2026, 15:32Interviste e Storie
di Mattia Picchialepri
Stelle affermate, giovani in rampa di lancio e storie di riscatto: la mappa definitiva dei giocatori da non perdere nella Coppa del Mondo

Manca sempre meno al fischio d'inizio della Coppa del Mondo 2026, l'edizione più grande di sempre che animerà gli stadi di Stati Uniti, Messico e Canada. Con 48 squadre ai nastri di partenza, il torneo si preannuncia come un mosaico perfetto tra stelle consacrate, nazioni al debutto storico e giovani talenti pronti a prendersi la scena. In questo raccoglitore definitivo, vi portiamo alla scoperta dei giocatori da tenere d'occhio in ogni singolo raggruppamento: dalle favole di Curaçao e Giordania ai nuovi "craque" in rampa di lancio con Brasile, Francia e Inghilterra. Ecco la mappa completa dei protagonisti attesi.

GRUPPO AIl girone inaugurale promette spettacolo e storie affascinanti, a cominciare dal Messico padrone di casa che si affida all'estro di Julián Quiñones, un ex giocatore di hockey su ghiaccio trasformatosi in un prolifico bomber in Arabia Saudita. La Repubblica Ceca risponde con Pavel Šulc, centrocampista del Lione che in Francia hanno già accostato a Thomas Müller per intelligenza e versatilità tattica. Da non perdere di vista il Sudafrica, che lancia sul grande palcoscenico il funambolico classe 2003 Relebohile Mofokeng, mentre la Corea del Sud si poggia sulle spalle di Lee Kang-in, trequartista ormai maturo e abituato alle enormi pressioni di un top club come il PSG.

GRUPPO BNonostante l'assenza dell'Italia, questo girone offre un mix tattico e tecnico di altissimo livello. La vera mina vagante è la Bosnia con Kerem Alajbegovic, fenomeno di soli 17 anni sbocciato a Salisburgo che batte i rigori con la freddezza di un veterano. Il Canada, padrone di casa, confida nello strapotere fisico e negli inserimenti di Ismael Koné, centrocampista totale che ha trovato la sua dimensione a Sassuolo. Il Qatar spera nelle magie del due volte Pallone d'Oro asiatico Akram Afif, mentre per la Svizzera i riflettori sono tutti puntati su Johan Manzambi, duttile rivelazione del Friburgo che ha già ricevuto l'investitura pubblica da Xherdan Shaqiri.

GRUPPO CIl fascino del Joga Bonito incontra la voglia di riscatto. Il Brasile di Ancelotti mette in mostra l'ala classe 2006 Rayan, talento del Bournemouth elogiato persino da Coutinho. Il Marocco risponde con l'incredibile precocità di Ayyoub Bouaddi, stellina del Lille classe 2007 che ha stregato il ct Regragui a suon di record. A dare battaglia ci saranno anche la rivelazione Haiti, trascinata dal possente bomber dell'Esteghal Duckes Nazon, e la Scozia, che spera nelle invenzioni dell'imprevedibile Ben Gannon-Doak, l'esterno classe 2005 che ha impressionato anche Jürgen Klopp.

GRUPPO DUn raggruppamento estremamente equilibrato con molta "Italia" in campo, ma dove i fari sono puntati altrove. Gli Stati Uniti si aggrappano alla velocità e ai gol del centravanti del Monaco Folarin Balogun per sognare in grande davanti al proprio pubblico. Il Paraguay si affida alle accelerazioni di Miguel Almirón, tornato a incantare nella "sua" Atlanta. Attenzione poi alle nuove leve: l'Australia spera nelle doti balistiche del 2006 ex Bayern Nestory Irakunda, mentre la Turchia non vede l'ora di ammirare Can Uzun, classe 2005 dell'Eintracht che ha scelto il cuore turco rinunciando alla Germania.

GRUPPO ELa Germania di Nagelsmann cerca il riscatto puntando su un centravanti atipico: Nick Woltemade, gigante di due metri che tocca il pallone come un trequartista. L'avversario più ostico è l'Ecuador, un fortino difensivo che in attacco si accende con le giocate del "Niño Prodigio" classe 2007 Kendry Páez. La Costa d'Avorio proverà a sfrecciare sulle fasce grazie al talento del Lipsia Yan Diomande, esploso nell'ultima stagione. Ma gli occhi del mondo saranno anche per la favola Curaçao: l'isola caraibica di 150mila abitanti si gode il suo storico debutto iridato aggrappandosi all'esperienza dell'ex Manchester United Tahith Chong.

GRUPPO FEquilibrio e solidità faranno da padroni. L'Olanda, oltre ai classici top player, schiera in porta Bart Verbruggen del Brighton, già etichettato come l'erede di van der Sar per i riflessi e l'abilità coi piedi. Il Giappone ha finalmente il centravanti in grado di far sognare i quarti di finale: Ayase Ueda, reduce da un'annata strepitosa con il Feyenoord. La Svezia rilancia le sue ambizioni offensive con l'intelligenza tattica e i gol di Benjamin Nygren (Celtic), mentre la Tunisia consegna le chiavi del centrocampo a Ellyes Skhiri, veterano dell'Eintracht fondamentale per l'equilibrio delle Aquile di Cartagine.

GRUPPO GIl Belgio affronta il ricambio generazionale lanciando a sorpresa Matias Fernandez-Pardo, attaccante 2005 del Lille soffiato all'ultimo istante alla Spagna. Alle spalle dei Diavoli Rossi, la lotta è serratissima. L'Egitto, guidato da Salah, coccola il clamoroso classe 2008 Hamza Abdelkarim (già in orbita Barcellona). L'Iran, tra mille difficoltà logistiche e assenze pesanti, scopre il fisico e le geometrie del mediano 2006 Amirmohammad Razzaghinia. La Nuova Zelanda, invece, blinderà la propria area di rigore con il capitano del Reading (in prestito allo Sheffield) Tyler Bindon, difensore classe 2005 invalicabile nel gioco aereo.

GRUPPO H - Spagna e Uruguay partono un gradino sopra le altre. Le Furie Rosse propongono la vivacità dell'esterno dell'Osasuna Víctor Muñoz (2003), mentre la Celeste spinge sulla fascia sinistra con lo strapotere atletico del motorino dello Sporting CP Maximiliano Araújo. A cercare di spezzare l'egemonia ci proveranno Capo Verde, trascinato dal granitico muro difensivo del Villarreal Logan Costa, e l'Arabia Saudita, aggrappata alla fantasia, ai tiri a giro e all'esperienza del suo eroe nazionale Salem Al-Dawsari, alla terza apparizione iridata.

GRUPPO IUn girone affascinante e ricco di storie. La Francia cala l'asso Désiré Doué, gioiello raffinato del PSG ed ennesimo prodotto di una filiera inesauribile. La Norvegia si gode l'impatto dirompente dell'ala del Lipsia Antonio Nusa, un 2005 ispirato dal Neymar del 2014. Il Senegal unisce fisicità e qualità nello stretto affidandosi al classe 2005 del Como Assane Diao. A guidare l'Iraq al ritorno in un Mondiale dopo 40 anni sarà invece il cuore del capitano e bomber Aymen Hussein, simbolo di resilienza assoluta per il suo popolo.

GRUPPO J - L'Argentina campione in carica inizia a inserire volti nuovi: tra tutti spicca Valentin Barco, "El Colo", mancino classe 2004 eclettico e coraggioso. L'Austria di Rangnick risponderà con il pressing e l'energia inesauribile di Konrad Laimer, il motore del collettivo europeo. L'Algeria cerca il rilancio affidando la trequarti al talento purissimo del 2005 Ibrahim Maza, già accostato a Wirtz in Germania. Ma l'impresa più romantica è quella della Giordania, che affronta la sua prima Coppa del Mondo aggrappandosi all'uomo che l'ha resa possibile: l'ala Moussa Tamari, leader tecnico, pioniere europeo ed eroe nazionale.

GRUPPO KTra eleganza e fame di riscatto. Il Portogallo si gode le geometrie dell'immenso João Neves, che a soli 20 anni gioca già con l'autorità di un veterano. La Colombia ritrova un letale Luis Suarez, rigenerato allo Sporting CP dopo aver vinto battaglie personali contro la depressione. Completano il quadro la Repubblica Democratica del Congo del duttile e amatissimo Yoane Wissa (che sognava la nazionale fin da ragazzino mandando messaggi su Facebook) e l'Uzbekistan, capitanato da Eldor Shomurodov, un idolo che da bambino badava alle mucche prima di poter correre allo stadio.

GRUPPO LL'Inghilterra ha qualità da vendere, e Tuchel è pronto a sorprendere affidando la trequarti a Morgan Rogers, intelligente e potente gioiello dell'Aston Villa. La Croazia getta le basi per la difesa dei prossimi 15 anni lanciando il fenomenale classe 2007 del Tottenham Luka Vuskovic. Il Ghana affida le chiavi della mediana al 2006 Caleb Yirenkyi, moderno e duttile "box-to-box" di scuola danese. A chiudere il girone c'è Panama, che per non fare la comparsa si affiderà al fiuto del gol dell'esperto centravanti di manovra José Fajardo.